Sono una ragazza di 24 anni, ho ricevuto i risultati dei miei referti per pfo in corso di valutazion
Sono una ragazza di 24 anni, ho ricevuto i risultati dei miei referti per pfo in corso di valutazione, potreste aiutarmi a capire se è necessario valutare un intervento chirurgico oppure se ci sono alternative terapeutiche o dovrei ancora approfondire. Scrivo i testi dei referti qui sotto: RM encefalo con e senza contrasto: Non si osservano significative alterazioni dell'intensità del segnale di base a carico dell'encefalo nè evidenti aree nodulari di patologica impregnazione contrastografica apprezzabili con la metodica dopo somministrazione di mdc. Non idrocefalo; lieve aumento di ampiezza e con aspetto asimmetrico delle regioni trigonali, per minima prevalenza dx. Minima ectopia della tonsilla cerebellare dx. Modesto ispessimento della mucosa di rivestimento della volta/parete posteriore del rinofaringe, di pertinenza linfatica. Sinusopatia infiammatoria, in parte di tipo pseudo-polipoide, del seno mascellare dx: minima sinusopatia infiammatoria delle celle etmoidali. Ridotta pneumatizzazione con iniziale sclerosi di alcune celle mastoidee a sn. Linfonodi, delle dimensioni massime di 1.8 cm circa (asse lungo), si osservano in sede latero-cervicale e sotto-mandibolare, bilateralmente. Decorso tortuoso dell'asse vertebro-basilare con lieve e diffusa riduzione del segnale di flusso del tratto medio-distale dell'arteria basilare. Lieve riduzione segnale di flusso di P1 dx; esile ed irregolare segnale di flusso di P1 sn. Aspetto focalmente ectasico del tratto intra-petroso distale dell'arteria carotide interna sn. Sostanzialmente nei limiti la morfologia ed il decorso dei restanti principali vasi arteriosi componenti il poligono di Willis nei rispettivi tratti visualizzati. Aspetto ipoplasico ma pervio del seno trasverso a sn, prevalentemente nel suo tratto medio-distale; pervi i restanti principali scarichi venosi intra-cranici. Ecocardiografia transesofagea: Cavità atriali di normali dimensioni. Auricola sinistra:monolobata libera da formazioni trombotiche, presenta normali flussimetrie intracavitarie (Vmax >40cm/s). Setto interatriale con configurazione aneurismatica destroconvessa ed escursione fasica verso sinistra Dopo somministrazione di microbolle: (i) in condizioni di riposo non evidenza di shunt spontaneo; (i) in fase 3 di Valsalva si documenta ampio shunt destro-sinistro (>30 microbolle) in relazione a noto PFO delle dimensioni massime di 10 x 2 mm. Rim posteriore, aortico e atrioventricolare maggiori di 5 mm. Grazie
1 risposta
Gentile Utente, dalla documentazione che riporta emerge effettivamente la presenza di un forame ovale pervio (PFO) associato a aneurisma del setto interatriale e a uno shunt destro-sinistro di entità significativa durante la manovra di Valsalva (>30 microbolle). Si tratta di un reperto che merita certamente attenzione. È importante precisare, tuttavia, che la sola presenza del PFO, anche se associato a uno shunt ampio, non costituisce di per sé un'indicazione automatica alla chiusura percutanea. La decisione terapeutica dipende soprattutto dal motivo per cui è stato eseguito l'accertamento. Ad esempio, è molto diversa la situazione di un PFO riscontrato occasionalmente rispetto a quella di un paziente che abbia già presentato un ictus ischemico criptogenetico o un TIA, dopo che siano state escluse altre possibili cause. Per quanto riguarda la RM encefalica, da quanto riporta non emergono lesioni ischemiche cerebrali; gli altri reperti descritti (minima ectopia tonsillare, modeste alterazioni dei seni paranasali e alcune varianti anatomiche vascolari) non sembrano, di per sé, modificare le indicazioni relative al trattamento del PFO. Il mio consiglio è pertanto quello di discutere il caso con il cardiologo e, se il PFO è stato individuato dopo un evento neurologico, anche con il neurologo, affinché la decisione venga presa nell'ambito di una valutazione multidisciplinare, tenendo conto della Sua storia clinica, dei fattori di rischio e dell'eventuale indicazione alla chiusura percutanea oppure alla sola terapia medica. Un cordiale saluto. Dott. Mauro Colangelo Neurologo e Neurochirurgo – Napoli
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