Sono una donna di 41 anni, non ho mai avuto gravidanze nè ho intenzione di averne in futuro. Ho ovai

Sono una donna di 41 anni, non ho mai avuto gravidanze nè ho intenzione di averne in futuro. Ho ovaie pienamente funzionali, un utero retroverso, fibromatoso ingrossato (11 cm) con in particolare due miomi, uno di 7 cm e uno di 3,5 cm che iniziano ad essere sintomatici e che si sono un po' ingranditi negli ultimi 3-4 anni. Ho scoperto i fibromi nel 2021, l'ecografia precedente risale al 2016 e non c'erano. Nel 2021 erano di 6,5 cm e 1,5 cm. Da un paio di mesi assumo pillola progestinica senza interruzione per interrompere il ciclo che era diventato eccessivo e mi provocava astenia. Continuo ad avvertire pressione addominale, non dolorosa ma leggermente fastidiosa e ho anche pollachiuria anche se da ecografia il fibroma più grande dovrebbe spingere sul retto e non sulla vescica, ma non ho alcun disagio intestinale. La ginecologa che mi segue sostiene che ci sono i presupposti per intervenire indicandomi tre possibilità: 1 - farmaco Ryego 2 - embolizzazione 3 - isterectomia che si potrebbe tentare in laparoscopia, solo utero (non desiderando gravidanze esclude la rimozione chirurgica dei due miomi maggiori ritenuta non semplice) Sostiene che sono tutte e tre strade percorribili nel mio caso e che è una scelta personale, forse lei preponderebbe per l'isterectomia. Anche una seconda ginecologa consultata è allineata e procederebbe con isterectomia in laparoscopia dopo aver ridotto il volume con un periodo di assunzione di Ryego. Non ho molti strumenti per decidere al meglio. In primo luogo, è poco probabile la prospettiva di rimanere stazionaria da qui alla menopausa e quindi non intervenire affatto, ad eccezione dell'assunzione della pillola estroprogestinica? Oppure è più probabile che peggiori e quindi se attendo mi precluderei gli interventi ora più semplici e meno invasivi? Ho letto che il farmaco antagonista del GnRH, sebbene studiato per ridurre la perdita di densità ossea non contrasti completamente questo effetto collaterale e che non sempre, una volta interrotto, la densità ossea persa venga recuperata. Quindi lo considerei solo per un periodo di assunzione breve, ha senso quindi assumerlo senza prevedere di intervenire poi chirurgicamente? Sull'embolizzazione la ginecologa mi ha riferito che se non vengono individuate le arterie dei fibromi si può decidere di embolizzare tutto l'utero, c'è quindi un rischio di embolizzare anche tutte o in parte le ovaie? Non vorrei che l'intervento mi portasse ad anticipare la menopausa. Sull'isterectomia la preoccupazione invece è sui possibili disagi che potrebbero occorrere a lungo termine dopo l'intervento, ad esempio il prolasso della cupola vaginale, dolore pelvico cronico e incontinenza. Come posso orientarmi? Ci sono statistiche consultabili? Inoltre ci sono altre strade percorribili oltre a queste?

1 risposta


Gentile Signora, a mio avviso la soluzione migliore consiste nella miomectomia per via addominale, con una plastica uterina immediata, che le consentirebbe di conservare l'utero in stato ottimale. Troppo giovane per una isterectomia, e non fossilizziamoci sulla unicità dell'intervento per via laparoscopica. La laparoscopia aiuta la chirurgia tradizionale, ma non la sostituisce. In bocca al lupo

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