Sono un ragazzo di 30 anni, circa tre mesi fa ho notato sul glande dei puntini rossi che mi sono sta
Sono un ragazzo di 30 anni, circa tre mesi fa ho notato sul glande dei puntini rossi che mi sono stati identificati come sintomo di Candida (ho avuto dei rapporti, anche se protetti, in precedenza con una persona infetta). Ho seguito terapia con Diflucan ma al termine della tessa è sopraggiunto bruciare durante la minzione per cui ho preso un antibiotico (Ciproxin se ricordo bene), dopo quest'altra terapia ho continuato ad avvertire fastidio/bruciore sul basso ventre per cui l'urologo che mi seguiva ha eseguito una cistoscopia evidenziando un'infiammazione della prostata ma senza darmi ulteriori indicazioni se non l'assunzione di un integratore. Seguendo le indicazioni del mio medico di base circa 10 giorni fa ho eseguito una spermiocoltura che ha riportato escherichia coli in carica 600.000 per cui sto seguendo ulteriore terapia antibiotica (da circa una settimana) ma continuo ad avere questi fastidi sopra elencati. Volevo chiedervi, è un decorso normale? Non dovrei già notare dei miglioramenti sensibili? Grazie
3 risposte
Premesso che la cistoscopia non è l'esame adeguato a definire un quadro di congestine infiammatoria pelvico-prostatica, non si può escludere che almeno parte del suo quadro da tale condizione derivi. Non cita l'integratore ma mi auguro non sia a base di serenoa che potrebbe darle problemi da riduzione dell'azione degli androgeni. Una spermiocvoltrua è un esame che si contamina facilmente e quindi sulla sua base non si appiica mai una trapia antibiotica che finisce solo per produrre l'effetto contrario, scassando anch il microbiota intestinale... cosa che già ha fatto con il diflucan e il ciproxin precedenti del tutto inutili. Lasci perdere gli antibiotici... quanto osservò in relazione alla irritazione del glande deriva certamente da un alterato rapporto prepuzio/glande (prepuzio troppo coprente e/o stretto anche se retraibile) che favorisce i ristagni e ciò che ne consegue in termini di infiammazione/irritazione locale, ma anche pelvico-prostatica. Purtroppo, stante quanto ha fatto sinora, occorre far detossificare l'organismo per almeno 20 giorni, tenendo una buona diuresi con frutta/acqua/verdura e lavando il pene con sola acqua corrente più volte al giorno. Poi occorrerà un buon andrologo che svolga i dovuti esami genitali (ecografia doppler pelvico-prostatica e testicolare, analisi base dello sperma, coltura differenziale del secreto prostatico estratto e dell’urina) e, senza minimizzazioni, valuti lo stato del rapporto prepuzio/glande. Su tali basi si prenderanno le adeguate decisioni di merito.
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La manifestazone della Candida nel maschio sono diverse e comunque senza un riscontro di laboratorio positivo (tampone) la diagnosi non è corretta e la terapia antimicotica inutile. Così anche per la terapia antibiotica empirica basata solo sui sintomi, in assenza di febbre od evidenti complicazioni. La sua è una tipica situazione di congestione/infiammazione della prostata, non necessariamente ad origine infettiva. Alla positività per Coli (batterio di evidente origine intestinale) crederemmo poco, poiché la spermiocoltura è molto spesso inficiata da false positività. Ora lei ha iniziato una nuova terapia antibiotica, che dovrà completare, ma la esortiamo a non insistere ulterioremente, se non in presenza di febbre, altrimenti si rischia di innescare un pericoloso cicolo vizioso. In queste situazioni, come sempre ripetiamo in questa sede, più che farmaci e costosi integratori alimentari sono efficaci le attenzioni dirette allo stile di vita, i cui elementi principali (alimentazione, idratazione, funzione intestinale, attività fisica ed attività sessuale) devono essere indirizzati ad una ragionevole regolarità.
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