Salve, vi scrivo perché ho tenuto una visita prima visita urologica specialistica in data 23/9, nell

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Salve, vi scrivo perché ho tenuto una visita prima visita urologica specialistica in data 23/9, nella quale il medico mi ha prescritto degli esami colturali da eseguire per verificare la presenza di enterococco, tra cui un tampone uretrale. Gli esami sono risultati tutti negativi incluso il suddetto tampone che è stato eseguito tre settimane fa e, da subito fino ai giorni successivi, si sono manifestati bruciore molto intenso alla zona interessata e difficoltà ad urinare(soprattutto nel primo getto di urine, meno durante il flusso). Questi fastidi sono diminuiti molto gradualmente nei giorni successivi, durante i quali ho ripreso ad avere rapporti sessuali, fino ad essere quasi del tutto scomparsi per circa una settimana, dopo la quale ho iniziato ad avvertirne di molto simili che descriverei come leggero bruciore e al meato, che ora sembra avere come un labbro all'interno, ed è accompagnato da una irritazione e gonfiore molto leggeri nella parte posteriore del pene, dove c'era il frenulo prima che fosse rimosso(sono un soggetto circonciso). Nel momento in cui urino avverto un leggero fastidio soprattutto quando aumento volutamente l'intensità del flusso facendo pressione. Inoltre, se può essere utile al fine della diagnosi, il tampone in questione è stato eseguito da un urologo senza utilizzare nessun tipo di prodotto per non alterare il risultato del test. Nell'immediato non ho la possibilità di recarmi dal medico per una nuova visita, quindi vorrei chiedere se vi è possibile stabilire a cosa potrebbero essere legati i fastidi descritti e se mi consigliate di applicare qualche prodotto, assumere un integratore come il mannosio o lasciare che passi in modo fisiologico. Sottolineo che è una situazione insorta in seguito al tampone e non faceva parte della sintomatologia per la quale ho richiesto la visita. Attendo risposte e, se necessario invierei una nuova mail allegando immagini. Buona giornata.
Prof. Carlo Rando
Andrologo, Urologo, Chirurgo generale
Milano
Sarebbe stato meglio eseguire la coltura sul secreto prostatico estratto al meato, il cui prelievo è decisamente molto meno traumatico. Probabilmente gran parte della sintomatologia è stata dettata dalla irritazione prodotta dalla esecuzione del tampone, irritazione che si è sovrapposta ad una almeno discreta congestione infiammatoria pelvico-prostatica per la quale non mi sembra sia stata eseguita alcuna adeguata valutazione. E' possibile che il meato, lasciato un po' in pace, si sistemi da solo, ma ciò non accadrà per la congestioen infiammatoria che deve essere attentamente valutata e di cui devono essere determinate le ragioni (non ci sono solo quelle batteriche) genitali e/o generali, così da poter attivare l'utile percorso terapeutico.

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