Salve, sono una ragazza di 25 anni diagnosticata da disturbo borderline della personalità nel 2022.
Salve, sono una ragazza di 25 anni diagnosticata da disturbo borderline della personalità nel 2022. Dal 2022 appunto prendo farmaci quali zoloft e aripripazolo, inoltre prendevo anche depakin ma me lo hanno tolto all' inizio dell' anno scorso. Di recente ho sentito anche una psicologa per un possibile dubbio di autismo che è stato confermato da una serie di test. Sono passati quattro anni da una situazione difficile accaduta nel 2022 e mi sento decisamente più stabile e serena. Tuttavia, non posso fare altro che chiedermi per quanto tempo ancora dovrò prendere questi farmaci. Sono seguita dall' asl ma puntualmente mi cambiano psichiatra e questa cosa mi dà abbastanza fastidio. L' ultimo psichiatra da cui ero seguita mi teneva cinque minuti a parlare prima di mandarmi via, e in quei cinque minuti stava davanti al telefono, per questo adesso mi sento un po' riluttante ad andare lì. Mi sento un po' avvilita nei confronti dei farmaci, pensando che potrei prenderli a vita. Sarà davvero così? Gradirei molto dei vostri pareri in merito. Grazie.
2 risposte
Salve, nessuna terapia psicofarmacologica in senso stretto è indicata come terapia da prendere a vita. Serve, infatti, una valutazione ad ampio raggio della sua situazione psicopatologica globale (legata anche al quadro di autismo), valutazione che risulta complicata da effettuare in seguito al riferito continuo cambio di psichiatra. Modulazioni e conseguenti modifiche terapeutiche fanno capo ad un monitoraggio del percorso e dei miglioramenti clinici che si evidenziano nel tempo, in un'ottica di progressivo abbandono (o parziale ridimensionamento) dei farmaci. Pertanto, risulterebbe certamente utile una continuità terapeutica garantita, magari affiancata ad un percorso psicoterapeutico che possa sostenerla nel processo di guarigione e riabilitazione.
Ottieni una risposta grazie al consulto online
Hai bisogno del consiglio di uno specialista? Prenota un consulto online: riceverai tutte le risposte senza uscire di casa.
Talvolta resto stupito dalle reazioni dei pazienti. Io al posto suo avrei preteso ascolto ed attenzione ed avrei esposto una lamentela alla dirigenza. Non si guarda il cellulare mentre si ascolta un paziente. Non si danno solo cinque minuti di colloquio. Pretendete di avere ciò che è vostro diritto ricevere.
Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.
