Salve, sono una donna di 59 anni, soffro di reflusso gastrofageo, diagnosticato a Giugno 2021 dopo g
Salve, sono una donna di 59 anni, soffro di reflusso gastrofageo, diagnosticato a Giugno 2021 dopo gastroscopia (incontinenza cardiale con esofagite di grado A sec. Los Angeles). Terapia: peridon 1cpsx3 a cicli di 2 mesi ogni cambio di stagione; Peptazol, cronicamente; Esoxx one bustine dopo i pasti e al bisogno.Dopo qualche settimana dall'inizio della terapia ho avuto un netto miglioramento dei disturbi. Ad Ottobre 2021 diagnosticata intolleranza al nichel a seguito di manifestazione dermatologica. Tutto abbastanza bene, continuo a fare la terapia prescritta a Giugno 2021 fino ai primi mesi del 2024 quando ricompare dolore epigastrico addome sn, nausea,aerofagia, eruttazioni. Marzo 2024 faccio ecografia addome:calcolosi della colecisti. Visita gastroenterologo diagnosi:colon irritabile con calcolosi della colecisti, conferma la terapia per il reflusso con pantoprazolo da , plasil , M-Ref stick, Obispax, Tudcabil, prescritta calprotectina fecale, sangue occulto nella feci, breth test al lattosio. Calprotectina 131.80, sangue occulto 3 volte negativo, test al lattosio positivo. Con la dieta per intolleranza e terapia la sintomatologia migliora tanto che sospendo la terapia tranne il pantoprazolo che non ho mai smesso di prendere. A metà Gennaio 2025 ho una ripresa della sintomatologia, soprattutto nausea, eruttazioni, bocca amara e a volte salata, punta della lingua che brucia. Rifaccio gli esami e tranne la calprotectina (182) tutti i valori sono nella norma.Il gastroenterologo mi ha consigliato di riprendere la terapia prescritta ma passato circa un mese tranne le eruttazioni, continuo ad avere un gusto alterato e sgradevole, aerofagia. Mi chiedo: l'assunzione continua di pantoprazolo da anni non potrebbe essere il responsabile di questa mia nuova sintomatologia? Anche le intolleranze al nichel e lattosio si sono manifestate dopo l'assunzione di questo farmaco. Vorrei provare a sospenderlo ma ho paura di stare peggio. Vorrei un vostro parere, grazie
2 risposte
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L'assunzione cronica di farmaci inibitori della pompa protonica (come il pantoprazolo-Peptazol) comporta un mutamento del microbioma intestinale. Questo tipo di farmaci riduce fortemente la produzione di acido da parte della mucosa gastrica e quindi migliora i sintomi correlati all'iperacidità, ma la riduzione dell'acidità ha anche conseguenze importanti sulla flora batterica, favorendone la crescita. E' quindi relativamente frequente che avvenga una abnorme proliferazione batterica a livello del piccolo intestino, con conseguente produzione di gas intestinale (e quindi gonfiore addominale, flatulenza, ecc.). Durante il trattamento con questi farmaci è anche segnalata la possibilità di alterazioni del gusto, anche se con frequenza non particolarmente elevata (ma molti altri farmaci possono dare questo tipo di sintomi, come ad esempio alcuni farmaci per controllare la pressione arteriosa, antibiotici, antidepressivi, ecc). Quindi che fare? provare a sospendere il farmaco ed eventualmente ricorrere ad altro tipologia di farmaci per contrastare la sintomatologia riferibile a reflusso gastroesofageo.
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