Salve, sono una donna di 21 anni e vivo all'estero. Faccio un lavoro da remoto, per cui passo molto
Salve, sono una donna di 21 anni e vivo all'estero. Faccio un lavoro da remoto, per cui passo molto tempo in casa, e non ho molti contatti con persone che non siano il mio compagno (con cui convivo) e i suoi genitori (che visitiamo ogni tanto). L'anno scorso sono stata in cura con antidepressivi (Cipralex 5 gocce all'inizio, 9 alla fine, prima di iniziare a diminuire) e ne ho sentito i vantaggi, anche se ad un certo punto mi sono sentita in grado di interrompere e sono stata guidata da una specialista a farlo gradualmente. Adesso noto che la mia agorafobia è aumentata di nuovo. Riesco ad uscire, a fare la spesa, ad andare in un museo, ma ci sono delle situazioni particolari che mi fanno sentire sopraffatta e che mi causano forti attacchi di panico. In particolare tra un mese dovrò prendere un aereo, per andare in Italia, e l'ultima volta che ne ho preso uno ho avuto un forte attacco di panico e ora sono terrorizzata che succeda di nuovo. Da quando abbiamo preso i biglietti sono entrata in uno stato di ansia non estremamente forte ma costante, che mi lascia sfinita. Vorrei riprendere una terapia che non fosse però troppo forte e mi servirebbe un consiglio al riguardo. Grazie in anticipo.
2 risposte
Può reintraprendere il vecchio trattamento con le solite modalità. I tempi di risposta sono circa tre settimane. Si metta di nuovo in contatto con la sua specialista. La potrà supportare in questo periodo è darle i giusti consigli per farle recuperare l’autonomia desiderata.
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Gentile utente, il ritorno dell’agorafobia e l’ansia anticipatoria per il volo sono comprensibili, vista la sua storia e l’isolamento attuale. Potrebbe essere utile riprendere l’escitalopram (Cipralex) a basse dosi, ad esempio 5 gocce, per gestire i sintomi senza un impatto troppo forte, ma va concordato con uno specialista. Per il volo, una strategia combinata con una benzodiazepina a breve durata (es. lorazepam) solo per quel giorno potrebbe aiutarla, sempre sotto prescrizione. Le consiglio di contattare uno psichiatra per un monitoraggio e di valutare un supporto psicoterapico mirato all’agorafobia. Resto a disposizione per eventuali necessità, porgo cari saluti
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