Salve, sono un uomo di 24 anni. Da diverso tempo ho iniziato a soffrire di un dolore inguinale lato

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Salve, sono un uomo di 24 anni. Da diverso tempo ho iniziato a soffrire di un dolore inguinale lato sinistro che si irradiava fino alla base del pene, che si presentava saltuariamente per poi scomparire. Mi sono sottoposto a visita andrologica che ha evidenziato tramite ecografia una prostatite di livello medio, che tramite antibiotico, antiinfiammatorio (anche in supposte) e integratori vari si è via via attenuata. Dall’ultimo controllo (ecografia + palpazione della prostata) sembrerebbe che l’infiammazione sia quasi sparita, tuttavia a distanze non molto frequenti (circa 1 mese) inizio sempre a riaccusare fastidi nella zona inguinale sinistra e alla base sinistra del pene. In aggiunta, da quando ho questo problema sto soffrendo anche di un disturbo molto fastidioso, ossia una eccessiva produzione di liquido pre seminale, già durante rapporti preliminari. Questa cosa avviene solo con il mio partner e non quando sono ‘solo’, e ho notato che il rilascio di questo liquido si presenta prettamente post-erezione. Ne ho già parlato con il mio andrologo e mi ha spiegato che è da attribuire alla prostatite stessa, tuttavia la cura da lui proposta non ha sortito effetti (antibiotico, antinfiammatorio in supposte e integratore). Chiedo a voi un parere riguardo la mia situazione clinica descritta e vi ringrazio in anticipo.
Prof. Carlo Rando
Andrologo, Urologo, Chirurgo generale
Milano
Da quanto espone non mi pare proprio che sia sparito qualcosa e neanche attenuato... forse si è ridotta la sintomatologia... ma nulla di più. Mi auguro che l'antibiotico sia stato motivato da specifica coltura del secreto prostatico estratto e che abbia dato un esito significativamente positivo... altrimenti si è solo intossicato. A poco serve sia il cortisone (le supposte di topster immagino) e l'antinfiammatoria generale, a volte solo utili nelle fasi acute febbrili ma non per trattare una congestione infiammatoria pelvico-prostatica. NOn volgio pensare che l'integratore sia stato un prodotto a base di serenoa che per la sua azione anti-androgenica riduce la possibilità di riparazione (la prostata ha necessità di androgeni per funzionare e ripararsi). Credo che occorra rivedere gli esami che ha eseguito (ma mi sembra molto poco abbia fatto e non idoneo a vlautare le ragioni del problema) e poi ricominciare come si deve con i dovuti esami genitali (ecografia doppler pelvico-prostatica e testicolare, analisi base dello sperma, coltura del secreto prostatico estratto, test di Stamey) e, nel caso, generali (stato epato-metabolico-ossidativo, nutrizionale, ormonale, immunitario, fisico e stressogeno)... poi si attiverà la adeguata strategia terapeutica.

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