Salve, sono un ragazzo di 36 anni, che si sottopone regolarmente a trattamenti con tossino botulini
Salve, sono un ragazzo di 36 anni, che si sottopone regolarmente a trattamenti con tossino botulinica nel terzo superiore del volto. Inizio a vedere i primi solchetti naso labiali, vorrei pertanto agire per rimuoverli per quanto possibile senza filler o trattamenti esagerati. Leggevo che la bioristrutturazione è in grado di correggere questi inestetismi, soprattutto se in fase iniziale. E' corretto o v'è dell'altro?
22 risposte
Se i solchi naso genieni non sono molto profondi può essere usata la radiofrequenza frazionata o la carbossiterapia o l'HIFU. Si tratta di valutare, da parte del professionista, quali di questi metodi sia il più indicato.
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Buonasera! Se i solchi naso-labiali sono appena accennati, la bioristrutturazione può essere una valida opzione perché migliora qualità, idratazione ed elasticità della pelle, contribuendo a rendere meno evidenti i segni iniziali. Tuttavia, è importante sapere che non “riempie” il solco come farebbe un filler. La scelta del trattamento dipende soprattutto dalla causa dell’inestetismo: nei pazienti giovani spesso i solchi sono legati ai primi cambiamenti della qualità cutanea e la medicina rigenerativa può offrire ottimi risultati; se invece sono dovuti a una perdita di volume o a un lieve cedimento dei tessuti, può essere più indicato intervenire in modo mirato sui compartimenti del volto, spesso senza trattare direttamente il solco. Una valutazione del viso nel suo insieme è quindi fondamentale per individuare il trattamento più adatto e ottenere un risultato naturale, evitando procedure non necessarie.
ciao, la bioristruttarazione migliora il tono della pelle, se la fai, male non ti fa, ci sono diverse bio, alcune danno anche un risultato leggermente riempitivo in maniera naturale, senza compromettere laspetto naturale del volto
esiste una serie di trattamenti che rientrano nella definizione di full face, un approccio personalizzato basato su visita ed utilizzo di prodotti molto specifici. questo il trend nella medicina estetica attuale.
Buongiorno la medicina del viso si divide in due categorie : trattamenti di filler dove andiamo a modificare le proporzioni o a riprendere volumi persi (es filler labbra, mentro , zigomi, ect ) e trattamenti anti-aging che mirano a rallentare l'invecchiamento e a migliorare la qualità della pelle. I due principali trattamenti anti-aging sono il botulino per quanto riguarda il rilassamento della muscolatura mimica e i biorivitalizzanti/biostrutturanti. Per quanto riguarda il tuo caso specifico l indicazione è di fare delle sedute continuative di biorivitalizzante (es Profhilo) con costanza semestrale per stimolare la produzione di collagene ed avere la pelle più idratata e illuminata creando un oiccolo effetto lifting senza modificare le proporzioni del viso.
Buongiorno, la bioristrutturazione può migliorare l’idratazione, l’elasticità e la qualità generale della cute e, nei casi iniziali, rendere meno evidenti le piccole linee superficiali. Tuttavia, difficilmente è in grado di “rimuovere” un vero solco nasolabiale, perché quest’ultimo non dipende soltanto dalla pelle, ma anche dall’anatomia del volto, dalla mimica e dal sostegno dei tessuti della regione zigomatica e della guancia. A 36 anni, inoltre, una certa evidenza delle pieghe nasolabiali durante il sorriso può essere del tutto fisiologica e non necessariamente richiedere una correzione. Qualora il problema fosse prevalentemente cutaneo, si potrebbero valutare bioristrutturazione, radiofrequenza frazionata con microaghi o laser frazionati, aspettandosi però un miglioramento lieve o moderato e non la completa scomparsa del solco. Se invece il solco fosse determinato soprattutto dalla struttura o da una iniziale perdita di sostegno del terzo medio, il trattamento più prevedibile rimane una correzione molto conservativa con acido ialuronico, talvolta intervenendo sul supporto della guancia più che riempiendo direttamente il solco. Ciò non significa necessariamente ottenere un risultato artificiale: quantità minime e una corretta indicazione possono produrre un effetto molto naturale. I filler a base di acido ialuronico restano infatti i trattamenti maggiormente studiati per la correzione delle pieghe nasolabiali. La tossina botulinica utilizzata nel terzo superiore non previene né corregge in modo significativo i solchi nasolabiali. Le consiglio quindi una valutazione diretta, possibilmente osservando il viso sia a riposo sia durante il sorriso, per distinguere una semplice linea cutanea da un problema di sostegno dei tessuti e scegliere il trattamento meno invasivo realmente utile.
Se i solchi nasolabiali sono appena accennati, ha senso cercare di migliorarne la qualità cutanea prima di ricorrere al filler.
Buongiorno, sì, la biostimolazione/biорistrutturazione può essere indicata nelle fasi iniziali dell’invecchiamento cutaneo, perché migliora qualità, idratazione ed elasticità della pelle e può rendere meno evidenti i primi segni. Tuttavia, non è propriamente un trattamento “riempitivo” e quindi difficilmente può eliminare un solco naso-labiale già strutturato. In un paziente giovane con solchi appena accennati può rappresentare un approccio molto naturale e graduale. La scelta del trattamento dipende comunque dalla causa del solco (qualità cutanea, perdita di volume, anatomia e mimica) e va stabilita dopo una valutazione del viso. Cordiali saluti.
salve, per le rughe naso labiali purtroppo non c'è molto....io opterei per biostimolazioni ma filler non ne farei
la “bioristrutturazione” (skin booster/biostimolazione) può migliorare la qualità della pelle e attenuare solchi naso‑labiali molto iniziali, ma non sostituisce i trattamenti “di supporto” quando il solco è dovuto soprattutto a perdita di volume e discesa del terzo medi, in quei casi la correzione più efficace resta un trattamento di ripristino dei volumi (anche in modo molto naturale e non “esagerato”)
Buongiorno, effettuare trattamenti bioristrutturanti in questo caso è una scelta sensata e corretta. Quando il solco nasolabiale è appena accennato e non c'è ancora una vera perdita di supporto osseo o una discesa marcata dei cuscinetti adiposi della guancia, iniettare un filler volumizzante in quella zona rischia solo di appesantire l'area periorale e dare un effetto gonfio e artificiale. La bioristrutturazione non riempie creando volume ma stimola i fibroblasti a produrre nuovo collagene ed elastina, restituendo spessore, elasticità e tensione al tessuto dall'interno. Utilizzando prodotti specifici formulati proprio per la rigenerazione tissutale si va a rinforzare la matrice dermica lungo la linea di piega e nei vettori di trazione della guancia. Preso in questa fase iniziale, questo protocollo riesce a distendere e attenuare visibilmente il solco, prevenendo che si trasformi in una ruga profonda e statica, mantenendo la naturalezza delle sue espressioni senza stravolgere i volumi del viso. Resto a disposizione. Cordiali saluti.
La biostimolazione é sicuramente valida , se però la ruga nasogeniena è profonda ovvero un solco è necessario intervenire con il filler.
Salve, certamente. La bioristrutturazione/biostimolazione può essere molto utile alla sua età per migliorare la qualità, l’elasticità e la compattezza della pelle e può contribuire a rendere meno evidenti i primi segni di invecchiamento. Bisogna però considerare che rappresenta solo una parte del trattamento: i solchi nasolabiali non dipendono esclusivamente dalla qualità della pelle, ma possono essere legati anche a una iniziale perdita di volume e di sostegno del terzo medio del volto. In questi casi, quando indicato, il risultato migliore si può ottenere associando una piccola quantità di filler, soprattutto a livello zigomatico, in modo da ripristinare il supporto dei tessuti e migliorare indirettamente anche il solco nasolabiale, senza necessariamente riempirlo direttamente. L’obiettivo, soprattutto a 36 anni, non deve essere quello di “riempire” o modificare il viso, ma di intervenire in maniera molto naturale e preventiva. Naturalmente andrebbe prima valutata la situazione dal vivo per capire quale approccio sia realmente indicato nel suo caso.
Proseguirei con il trattamento con tossina botulinica che, se ripetuto, può dare risultati permanenti.
Salve, la bioristrutturazione può contribuire a migliorare la qualità, l'elasticità e l'idratazione della pelle, ma ha un'efficacia limitata nella correzione dei solchi nasolabiali, soprattutto quando questi dipendono da una perdita di volume o dal cedimento dei tessuti del terzo medio del volto. In questi casi si possono ottenere risultati naturali anche con piccole quantità di filler utilizzati per ripristinare il sostegno dei tessuti e attenuare indirettamente i solchi, senza necessariamente riempirli direttamente, preservando l'armonia e le caratteristiche del volto senza stravolgerne i lineamenti. La scelta dipende comunque dall'anatomia del volto e dalla causa dell'inestetismo. Una valutazione diretta permetterebbe di individuare il trattamento più indicato, evitando correzioni eccessive.
Buongiorno, sì: quando i solchi nasolabiali sono iniziali, alcuni trattamenti bioristrutturanti possono contribuire ad attenuarli migliorando la qualità e la compattezza della pelle. È però importante distinguere una sottile ruga cutanea da un solco dovuto alla conformazione del viso, alla perdita di sostegno o alla discesa dei tessuti: in questi ultimi casi la sola biostimolazione può offrire un miglioramento più limitato. Tra le possibilità ci sono prodotti che stimolano la produzione di collagene, comprese alcune formulazioni di acido polilattico. Scegliendo correttamente prodotto, diluizione, quantità e piano di trattamento si può puntare a un risultato graduale e discreto. Un’alternativa autologa è il PRF, o fibrina ricca di piastrine, ottenuto mediante centrifugazione di un piccolo prelievo del proprio sangue. La matrice di fibrina e i fattori di crescita rilasciati dalle piastrine possono favorire i processi di riparazione e migliorare la qualità cutanea. Può essere interessante per chi desidera un approccio rigenerativo senza introdurre un filler sintetico. L’obiettivo realistico è quindi attenuare i primi segni mantenendo la naturalezza del volto, senza necessariamente cancellare una piega che fa parte della normale anatomia. La scelta dipende dalle caratteristiche della pelle, dalla profondità del solco e dal miglioramento che desidera ottenere. Resto a disposizione per una valutazione personalizzata: può contattarmi o prenotare una visita direttamente tramite MioDottore.
Salve! La bioristrutturazione può migliorare dei solchi naso-labiali iniziali, ma in modo modesto. Inoltre il termine "Bioristrutturazione" non indica un trattamento preciso: è un termine commerciale che raccoglie iniezioni intradermiche di sostanze come acido ialuronico non reticolato, polinucleotidi e aminoacidi. Questi prodotti migliorano la qualità della pelle (idratazione, elasticità, rughe sottili), ma non riempiono e non sollevano. Il solco naso-labiale dipende da muscoli, legamenti e discesa dei cuscinetti adiposi della guancia, non solo dalla pelle. Per questo, a 36 anni e in fase iniziale, ci si può aspettare un'attenuazione, non una cancellazione.
La risposta breve è: sì, è parzialmente corretto, ma con una precisazione anatomica fondamentale da tenere a mente. Analizziamo cosa può fare realmente la bioristrutturazione e quali sono le alternative più coerenti con il tuo desiderio di evitare trattamenti "pesanti" o filler diretti nel solco. 1. Cosa fa (e cosa NON fa) la Bioristrutturazione sui solchi naso-labiali? La bioristrutturazione (o biostimolazione) consiste nell'iniezione intradermica di acido ialuronico libero, aminoacidi, vitamine e peptidi stimolanti. Il lato positivo: È eccellente per migliorare la qualità, l'idratazione, il turgore e la compattezza della pelle. Nelle fasi iniziali, se il "solchetto" è in realtà una semplice linea di disidratazione o una cedevolezza superficiale della griglia cutanea, stimolare i fibroblasti a produrre nuovo collagene ed elastina ridonerà spessore e luminosità alla zona, rendendo il segno molto meno visibile. Il limite anatomico: Il solco naso-labiale non è una semplice ruga d'espressione statica, ma una linea di transizione anatomica tra la guancia e la regione periorale. Spesso la sua comparsa precoce non dipende da un difetto della pelle in sé, ma da una microscopica ridistribuzione dei cuscinetti adiposi del viso o da un cedimento strutturale del terzo medio (la zona dello zigomo/guancia). La bioristrutturazione non ha un potere volumizzante o di trazione meccanica; di conseguenza, se il solco è dovuto a un cedimento strutturale dei tessuti sovrastanti, la sola biostimolazione locale avrà un'efficacia limitata.
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