Salve, sono un ragazzo di 30 anni e sto attualmente attraversando un incubo che mi sembra senza fine

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Salve, sono un ragazzo di 30 anni e sto attualmente attraversando un incubo che mi sembra senza fine. Tutto è cominciato a metà marzo, quando ho cominciato ad avvertire dolore toracico, tachicardia e difficoltà a respirare. Dalle analisi risultò tutto nella norma: esami del sangue, rx, tac torace tutti negativi. Successivamente ho cominciato ad avvisare difficoltà cognitive come perdita di memoria breve, incapacità totale di apprendimento, di concentrazione e di ragionamento. Insomma non riesco più a seguire film, a leggere libri e a sostenere delle conversazioni. È come se la persona che ero stesse piano piano svanendo lasciando spazio ad un soggetto inabile e apatico, incapace di qualsiasi cosa. Ho fatto una rm encefalo e non risulta nulla. Diversi paichiatri mi hanno visitato e per tutti la diagnosi è univoca: depressione maggiore. Sto cercando di lavorare a livello psicologico, ma è difficilissimo perché ho dei deficit psichici molto marcati che mi impediscono ogni sforzo mentale. È come se fossi un robot, faccio ormai solo le cose più basilari come fossero automatismi, parlo poco perché non mi vengono argomenti e vivo solo nell'attesa che si faccia notte per potermi appisolare. È davvero frustrante e, nonostante siano due mesi che prendo un trattamento antidepressivo, mi sembra che la situazione stia solo peggiorando. È come se non vivessi più in questo mondo, per quanto sono incapace di rapportarmi con esso. Mi sforzo di sopravvivere solo perché tutti mi prospettano la possibilità di guarigione, ma è così dura vivere con questo silenzio mentale e con questa aridità psichica, per non parlare delle difficoltà che ho nel rievocare ricordi passati. Inoltre continuamente percepisco dei formicolii e delle fitte alla testa, come se un'infezione cerebrale mi stesse avvinghiando. Secondo voi medici, questa sintomatologia è ascrivibile ad un episodio depressivo grave? Considerando che sto cercando in ogni modo di non abbruttirmi stando a letto tutto il giorno o lasciandomi andare, per me è come se vivessi solo al momento, come se quello che faccio non lasciasse traccia dentro di me. È difficile spiegare, ho paura di impazzire e diventare un problema per chi mi sta vicino. Secondo voi c'è speranza di remissione? Avete mai sentito qualcosa di simile? Vi ringrazio per la risposta
Dott.ssa Angela Peduto
Psichiatra, Psicoterapeuta, Psicologo
Bologna
Tutte le sensazioni che descrive, sia quelle fisiche che quelle psichiche, sono riferibili ad una condizione depressiva che si è insediata dentro di lei, sicuramente favorita o scatenata dalla catastrofe che abbiamo vissuto e che stiamo ancora vivendo. Quelli che lei chiama deficit cognitivi fanno parte di questa condizione di apatia, di silenzio, di arresto, nella quale è scivolato da metà marzo. Così pure la chiusura nel presente; se la freccia del tempo annoda passato, presente e futuro, per lei tutto sembra essersi congelato e bloccato nel presente.
Per affrontare questa crisi i farmaci sono utili, e in questa fase probabilmente necessari, ma non bastano. Occorre un percorso di psicoterapia, che richiede tempi e spazio sufficientemente lunghi. L'accuratezza delle sue descrizioni indica una buona capacità di ascolto della sua vita interiore. Le consiglio una psicoterapia a indirizzo psicodinamico.

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