Salve, sono un ragazzo di 28 anni in salute, che pratica attività fisica 3 volte a settimana, cur

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Salve,

sono un ragazzo di 28 anni in salute, che pratica attività fisica 3 volte a settimana, cura l'alimentazione e l’idratazione (circa 2lt di acqua al dì). Circa 3 anni fa, a seguito di una visita urologica, mi è stata diagnosticata una prostatite risolta con somministrazione di farmaci di cui non ricordo il nome.

• Giovedì 1° luglio 2021 ho effettuato la prima dose del vaccino covid-19 pfizer non riscontrando alcun effetto collaterale a parte un ingrossamento dei linfonodi ascellari del braccio dx che è perdurato per circa 1 mese dalla somministrazione della 1° dose.
Sotto consiglio del mio dottore ho assunto giornalmente Lymphomiosol per circa 15-20gg.

• Il successivo martedì 13/07 e mercoledì 14/07 ho riscontrato una temperatura corporea di 37°, dolori durante la minzione, una secrezione biancastra in uscita dal glande e dolori al livello della bassa schiena. Per alleviare tali fastidi ho assunto dell’ibuprofene, che risolveva temporaneamente il problema. Sotto consiglio del mio medico ho iniziato ad assumere bactrim.

• Nei giorni successivi i dolori sono aumentati e martedì 20/07 ho eseguito un’ecografia ai reni, la quale ha riportato quanto di seguito:
" entrambi i reni sono nelle sedi abituali, dotati di profili netti e valida rappresentazione della cornice filtrante, omogeneamente perfusa alla valutazione con ECD. Non si osservano reperti a carattere focale solido o cistico del parenchima nè anomale dilatazioni delle cavità calico-pielo-uretrali. Non si osserva significativa deposizione litiasica. La vescica di presenta in buono stato di riempimento, distesa da contenuto fluido transonico alitiasico indenne da da aggetti endoluminali o da estroflessioni diverticolari. E' mantenuto li Jet ureterale, senza evidenza di calcoli papillari o di ectasie degli ureteri distali. L'indagine della prostata per via sovrapubica rivela dimensioni ed ecostruttura nella norma. Non raccolte fluide nello scavo pelvico”

• A causa dei forti dolori, il successivo giovedì 22/07/21, durante la notte, mi sono recato al PS, dove ho eseguito UC ed EE. EE eseguiti in PS: Hb 15.7. PLT 335000, GB 11120 (N 56%), PCR negativa, funzionalità renale nei limiti, non disionie. Alle ore 8am sono stato dismesso e il successivo venerdì, sotto prescrizione del PS, ho effettuato la visita infettivologica.

• Riporto di seguito le conclusioni diagnostiche e indirizzo terapeutico della visita dall’infettivologo:

- Somministrato ceftriaxone
- Somministrato azitromicina
- Sospeso bactrim
Ho effettuato, inoltre, i test per: chlamydia/n.gonorrhoeae PCR , s-treponema pallidum, marcatori epatite A e B, risultati tutti negativi.
• Nei successivi giorni non ho avuto particolari dolori.
• A distanza di circa 2 mesi ho continuato ad avvertire esigenze urinarie frequenti anche a distanza di pochi minuti dalla minzione.
• Il 29/09/2021 ho effettuato urinocoltura che riporta: “sviluppo flora polimicrobica non significativa”.
• Il 30/09/2021 ho effettuato visita urologica con il seguente esito: “prostata di dimensioni conservate, parenchimatosa, limiti netti” e le seguenti indicazioni: “Cefixima , fermenti lattici vivi, Topster per 20 gg”.
• Finita la cura dell’urologo continuo ad avvertire comunque:
- Continue urgenze di minzione (una volta ogni 2-3 ore circa).
- Bruciore e necessità di minzione poco dopo aver urinato
- Prima di coricarmi, necessità di tornare ad urinare anche dopo 10 min dalla minzione.

Potreste darmi un parere?
Prof. Carlo Rando
Andrologo, Urologo, Chirurgo generale
Milano
A parte la reazione postvaccinica che non ha nulla che vedere con quanto accaduto successivamente, o almeno non ne ha diretta responsabilità ma potrebbe aver concorso ad accentuare uno stato latente, quanto descrive pare essere riferibile a congestione infiammatoria pelvico-prostatica... direi abbastanza sottovalutata e trattata solo sintomatologicamente. Il risultato è che non ha risolto nulla e a nulla serve continuare ad assumere antibiotici e meno che mai cortisone. Occorre riprendere in mano la situazione con i dovuti esami genitali ben eseguiti (ecodoppler pelvico-prostatico e testicolare, analisi spermatica completa e coltura del secreto prostatico estratto) e valutati con attenzione da un buon andrologo. Poi di deciderà nel merito.

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