Salve, sono un maschio di 48 anni, moderatamente sovrappeso,nessuna patologia pregressa di rilievo,
Salve, sono un maschio di 48 anni, moderatamente sovrappeso,nessuna patologia pregressa di rilievo, ho cambiato lavoro negli ultimi 2 anni e il nuovo lavoro mi porta a stare quasi sempre seduto. Ho 2 figli e per questioni varie non ho avuto rapporti sessuali con mia moglie per circa 2 mesi, gia prima i rapporti erano frettolosi per ragioni <<familiari>>, non sono circonciso. Mi sono reso conto alla ripresa di un'ipersensibilita' del glande che pensavo occasionale data la lunga astinenza. Mio malgrado pero' il problema permane da 3 settimane (1 rapporto a settimana che risulta incompleto a causa di cio')e ho notato anche un lieve calo della libido. Non notando arrossamenti, eritruria o altri elementi ho il sospetto che possa trattarsi di una prostatite. Il mio primo pensiero e' stato di recarmi da un urologo e fare una visita e un'ecografia prostatica. Purtroppo in questa situazione di emergenza mi trovo a posticiparla. Per quanto sia errato assumere un antibiotico senza antibiogramma mi chiedo se nel dubbio non sia il caso di assumerlo. Puo' la mia situazione essere compatibile con una prostatite? Grazie
2 risposte
io oltre la visita urologica, completere con esami del sangue tipo glicemia basale assetto ormonale .
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non ha senso assumere un antibiotico al buio che finirebbe solo per fare danni... fosse anche in gioco una congestione infiammatoria pelvico-prostatica, non è detto che la responsabilità sia batterica. possono poi sussistere problemi nel rapporto prepuzio-glande che sostengono una ipersensibilità locale. la sua nuova attività sedentaria non gioca a favore di un buono stato di salute genitale e generale. occorre quindi che l'andrologo esegua i dovuti esami sia sul fronte genitale (ecodoppler pelvico-prostatico e scroto-testicolare, spermiogramma) che generale (assetto metabolico-ossidativo, ormonale e nutrizionale). Solo così sarà possibile definire le ragioni e impostare la adeguata e corretta terapia. non è detto che debba forzatamente posticipare tali valutazioni.
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