Salve sono alla prima gravidanza (attualmente al 7° mese). Da un mese vivo un forte stato d'angoscia

Salve sono alla prima gravidanza (attualmente al 7° mese). Da un mese vivo un forte stato d'angoscia, insonnia, pianto e attacchi di panico legati alla prospettiva del taglio cesareo. La scelta del cesareo è stata concordata con i ginecologi per un cistocele preesistente che in gravidanza sta peggiorando e dando problemi/perdite. Soffro di ansia e disturbi alimentari, gestiti con la psicoterapia, ma questa situazione ha riattivato una forte componente ansiosa. Ho un certificato medico per tocofobia (paura incontrollabile del parto) e tomofobia (paura degli interventi chirurgici) legato a traumi, in cui è sconsigliata la spinale per il mio stato mentale. La psichiatra che mi segue sta valutando anche l'inizio di una terapia farmacologica per aiutarmi. Comprendo l'importanza dell'intervento e la gioia di far nascere mio figlio, ma emotivamente l’ idea di essere cosciente e lucida durante l'estrazione del bambino mi scatena attacchi di panico e sensazione di soffocamento. Non ho mai subito alcun tipo di intervento prima di ora. Durante un colloquio mi sono stati spiegati i rischi dell'anestesia generale per il nascituro e per la madre, ma la mia unica richiesta all'équipe è di non essere pienamente lucida e consapevole durante l'intervento, già dall’inizio del taglio ( che mi terrorizza). Finora solo un medico mi ha accennato alla possibilità di una sedazione con ansiolitico, tutti gli altri dicono sia impossibile per il bambino. Vorrei chiedere a voi anestesisti: 1. Come viene gestita la tocofobia/tomofobia severa in sede di cesareo programmato? 2. È possibile associare all'anestesia spinale una leggera sedazione sostenibile che riduca lo stato di coscienza/ansia durante l'estrazione? 3. Quali sono i protocolli anestesiologici previsti in questi casi per tutelare la salute mentale della madre senza compromettere la sicurezza del bambino? Grazie

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