Salve. Soffro da più di un anno di un dolore localizzato nella zona scapolare/cervicale che si irrad
Salve. Soffro da più di un anno di un dolore localizzato nella zona scapolare/cervicale che si irradia in fasi acute alla spalla e talvolta fino al gomito. Spesso il dolore si ripresenta quando passo del tempo in piedi o a camminare. Oppure a volte faccio fatica a fare alcune cose o si intensifica il dolore ad esempio quando passo l'aspirapolvere o quando tengo in braccio un bambino. Ho un po' di scoliosi e lavoro al PC. Ho ricevuto pareri contrastanti ma comunque ciò che ho provato non mi ha giovato. Infatti in questo tempo ho fatto 2 visite fisiatriche, diverse sedute da osteopata e fisioterapista, nonché rieducazione posturale. Secondo il fisioterapista sarebbe necessaria una risonanza, ma gli altri medici non la ritengono necessaria ritenendo il problema legato a postura e scoliosi. Un fisiatra proponeva terapia per l'appoggio dei piedi mentre l'altro fisiatra propone Tecar terapia nella fase acuta. Non so davvero più cosa fare per risolvere questo problema.. L' unica cosa che mi ha dato un lieve giovamento è stato un po' di nuoto.
12 risposte
Salve, mi chiami o fissi un appuntamento senza nessun impegno. Le spiego cosa faccio e come tratto disturbi simili con ottimi risultati. Grazie, Enrico
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Immagino che possa essere davvero snervante aver consultato diversi professionisti senza essere riuscito a trovare una spiegazione chiara o un percorso che le abbia dato un reale beneficio. Quando il dolore persiste da così tanto tempo e si ricevono pareri differenti, è comprensibile sentirsi scoraggiati e non sapere più quale strada intraprendere. Chiaramente, attraverso un messaggio e senza una valutazione diretta, è difficile capire con precisione quale possa essere l'origine del suo disturbo. Da quello che racconta, mi sembra comunque che abbia già effettuato diverse valutazioni con varie figure sanitarie. Un aspetto che trovo interessante è il beneficio che riferisce con il nuoto. Sarebbe utile capire meglio in che modo il nuoto la aiuta: se il sollievo è presente durante l'attività, se il dolore diminuisce nei giorni successivi oppure se riesce a trarne beneficio anche nelle fasi più acute. Sarebbe inoltre importante comprendere meglio come percepisce il dolore: ad esempio se lo avverte come un bruciore, un formicolio, una sensazione di morsa nella zona scapolare o cervicale, una fitta localizzata o una pressione costante. Anche questi dettagli possono fornire informazioni utili. Andrebbe poi approfondita la storia del sintomo: se è la prima volta che compare nella sua vita oppure se in passato ha già avuto episodi simili, e se circa un anno fa si sia verificato qualche evento particolare, un cambiamento nelle abitudini, un periodo di stress, un sovraccarico o un episodio specifico che potrebbe aver coinciso con l'inizio del dolore. Spero di esserle stata almeno in parte utile e di averle fornito qualche spunto in più.
Buongiorno, da quello che descrive è comprensibile la sua frustrazione, soprattutto dopo oltre un anno di dolore e diversi percorsi terapeutici senza un miglioramento stabile. Il fatto che il dolore si localizzi nella regione scapolare e cervicale, con possibile irradiazione verso spalla e gomito, può avere diverse cause. La scoliosi e il lavoro prolungato al PC possono rappresentare fattori predisponenti ma non è corretto attribuire automaticamente tutti i sintomi esclusivamente alla postura. Per quanto riguarda la RM in assenza di una visita non è possibile stabilire se sia indicata. Tuttavia quando un dolore persiste da così tanto tempo e non risponde ai trattamenti effettuati, un approfondimento diagnostico può essere preso in considerazione dal medico curante o dallo specialista per escludere eventuali problematiche della colonna cervicale o di altre strutture. Per quanto riguarda la Tecar può essere utile nelle fasi dolorose per ridurre i sintomi, ma difficilmente rappresenta da sola la soluzione definitiva. Nella maggior parte dei casi è importante individuare la causa del dolore e impostare un percorso riabilitativo mirato, con esercizi specifici e progressivi. Il fatto che il nuoto le abbia dato un lieve beneficio è un elemento interessante e suggerisce che il movimento ben dosato possa avere un ruolo positivo. Le consiglierei quindi una rivalutazione clinica approfondita possibilmente con un professionista che esegua un esame funzionale completo della colonna cervicale, della spalla e della scapola, così da orientare in modo più preciso sia gli eventuali esami strumentali sia il trattamento più indicato. Le auguro di trovare presto la causa del problema e il percorso terapeutico più adatto.
Buonasera, da quello che leggo potrebbe trattarsi di una nevralgia che parte dalla cervicale. La tecar potrebbe andare bene, ma non avendo il quadro completo chiaramente è solo una supposizione.
Buongiorno, da quello che descrive il suo sembra un disturbo di tipo muscolo-scheletrico che si è ormai cronicizzato. Il fatto che il dolore aumenti mantenendo il braccio in determinate posizioni, camminando a lungo o svolgendo attività come passare l'aspirapolvere o tenere in braccio un bambino fa pensare a un sovraccarico della regione cervico-scapolare, più che alla sola scoliosi. Dopo oltre un anno di sintomi e diversi trattamenti senza un miglioramento significativo, una risonanza magnetica potrebbe essere utile se richiesta dallo specialista, soprattutto per escludere un coinvolgimento cervicale o della spalla che non emerge con la sola visita. Detto questo, la terapia non dovrebbe limitarsi alle sole terapie strumentali. Il lieve beneficio ottenuto con il nuoto è un segnale positivo e suggerisce che il movimento ben dosato le faccia bene. Spesso, nei casi cronici, è più efficace un percorso di esercizi personalizzati e progressivi associato, se necessario, alla terapia manuale, piuttosto che trattamenti passivi ripetuti. Un saluto
Buongiorno, visto che il dolore dura da oltre un anno, si irradia verso spalla/gomito e non è migliorato con fisioterapia, osteopatia e posturale, secondo me serve una rivalutazione più specifica. Non lo ridurrei solo a “postura” o scoliosi: potrebbe esserci una componente cervicale, scapolare, della spalla o anche irritativa nervosa. Le consiglierei quindi una visita da un ortopedico esperto di colonna cervicale e spalla, portando tutti i referti e spiegando bene i sintomi. La risonanza non è sempre necessaria, ma nel suo caso ha senso discuterla e magari farla prima della visita con l’ortopedico, soprattutto se il dolore scende al braccio, compare formicolio, perdita di forza o limitazione nelle attività quotidiane. Nel frattempo eviterei trattamenti solo passivi come unica strategia. Meglio impostare un percorso attivo e progressivo: mobilità cervicale/dorsale, rinforzo di scapole, dorso e spalle, controllo posturale al PC e gestione dei carichi quotidiani. Se il nuoto le dà beneficio e non peggiora i sintomi, può mantenerlo in modo leggero e controllato.
Buongiorno, molto probabilmente il suo problema è legato, come hanno già detto altri professionisti, sia alla scoliosi, che alla postura. Sarebbe utile lavorare in fase acuta con la Tecarterapia per ridurre l'infiammazione e, successivamente, effettuare prima un lavoro massoterapico (a livello cervicale, scapolare e del diaframma) e poi continuare con il giusto rinforzo muscolare (dopo valutazione posturale), utile a prevenire successive cervicobrachialgie. In bocca al lupo!
Salve, comprendo la sua difficoltà, soprattutto dopo aver già intrapreso diversi percorsi senza ottenere un beneficio duraturo. Come massoterapista e chinesiologa, posso dirle che nei casi persistenti può essere utile rivalutare il problema nel suo insieme, considerando non solo la sintomatologia ma anche il modo in cui il corpo si muove e tollera i carichi quotidiani. Il fatto che il nuoto le abbia dato beneficio è un elemento positivo da cui poter partire. Le auguro di trovare il percorso più adatto per ottenere un miglioramento stabile.
Buongiorno. È del tutto comprensibile la sua frustrazione dopo aver tentato diverse strade senza ottenere il sollievo sperato. Quando un dolore dura da oltre un anno, tende a diventare un meccanismo di compenso continuo che il corpo mette in atto per difendersi. Analizzando la sua situazione, i pareri dei vari specialisti che ha consultato non sono necessariamente in contrasto, ma guardano il problema da angolazioni diverse che possono essere collegate. L'attività al computer e i movimenti asimmetrici (come passare l'aspirapolvere o tenere un peso da un solo lato) sollecitano costantemente i muscoli stabilizzatori della scapola e del collo (come l'elevatore della scapola o il trapezio). Se c'è una base di scoliosi, questi muscoli lavorano già in una condizione di svantaggio meccanico, andando facilmente in sovraccarico cronico o sviluppando "trigger point" (nodi muscolari) che irradiano il dolore alla spalla e al braccio. Il dolore quando cammina o sta in piedi è un dettaglio molto importante e dà ragione al fisiatra che ha ipotizzato un problema legato all'appoggio del piede. Se la "base" non distribuisce bene i carichi, le tensioni risalgono lungo le catene muscolari fino alla colonna e alla zona scapolare proprio quando il corpo deve sostenere la forza di gravità in posizione eretta. Il nuoto le ha dato sollievo perchè in acqua viene meno la forza di gravità, i muscoli si scaricano dal peso corporeo e il movimento fluido favorisce l'ossigenazione dei tessuti senza micro-traumi. Quello che dovrebbe fare per cercare di spezzare questo circolo vizioso è un approccio combinato in due fasi: Fase Acuta: Ha perfettamente senso l'indicazione della Tecarterapia. Utilizzata sui muscoli della zona scapolo-omerale e cervicale, aiuta a ridurre l'infiammazione profonda, richiama sangue ossigenato e attenua drasticamente il dolore fin da subito. In parallelo, trattamenti manuali mirati di massoterapia decontratturante e miofasciale sono fondamentali per disattivare quei nodi muscolari che proiettano il dolore verso il gomito. Fase di Mantenimento: Una volta tolto o ridotto il dolore e ridata elasticità ai muscoli, sarà fondamentale approfondire l'analisi dell'appoggio plantare ed eventualmente associare esercizi di rinforzo muscolare specifico per rendere il corpo capace di tollerare il lavoro al PC e i carichi quotidiani. Il consiglio è di non fare trattamenti "a compartimenti stagni", ma di affidarsi a un terapista che possa lavorare in sinergia con le indicazioni dei suoi medici, partendo prima dal dare sollievo ai tessuti per poi correggere la postura. Un cordiale saluto.
Buongiorno, il fatto che il nuoto le dia un lieve sollievo è in realtà un indizio clinico importante, significa che il suo corpo risponde bene al movimento controllato, allo scarico del peso corporeo e all'attivazione della muscolatura profonda.Il dolore che parte dal collo/scapola e arriva al gomito potrebbe indirizzare già verso una diagnosi che va però valutata in sede opportuna, certamente il ruolo della postura al pc incide a sua volta andando a far assumere una postura a testa e spalle piuttosto forzata, il che si traduce in enormemente affaticamento dei muscoli stabilizzatori della scapola, come il trapezio e i romboidi, consiglio un supporto per lo schermo che porti ad altezza degli occhi e di lavorare coi gomiti appoggiati per lo scarico del peso, mentre la scoliosi, alterando le simmetrie del tronco, costringe alcuni muscoli a lavorare il doppio per tenersi in equilibrio. Il dolore peggiora stando in piedi o camminando perchè la colonna si schiaccia a causa della gravità e se i muscoli posturali profondi sono deboli o affaticati il carico si sposta sulle strutture articolari e sui nervi cervicali, scatenando l 'irradiazione. Stesso ragionamento vale attività che richiedono una forte attivazione dei muscoli della spalla e della scapola a braccia protese in avanti, come ad esempio passare l' aspirapolvere, se c'è una debolezza o un'alterazione del movimento della scapola i muscoli del collo si contraggono in modo difensivo per "aiutare" il braccio, infiammandosi. Personalmente, dopo un anno di terapie senza esiti significativi, ritengo che effettuare una risonanza magnetica possa certamente essere uno strumento utile, più che altro per verificare se a livello cervicale sia presente una protrusione o un'ernia discale che comprime la radice nervosa, spiegando così l'irradiazione costante fino al gomito. A volte , in mancanza di deficit gravi della forza, si tende ad evitarla ma in caso di dolore cronico da così tanto tempo diventa uno strumento importante per personalizzare la terapia. Consiglio una visita neurochirurgica o ortopedica specialistica della colonna dove lo specialista le prescriverà la risonanza e successivamente un piano terapeutico che a mio parere dovrà essere multidisciplinare, potranno esserle utili esercizi di rinforzo per stabilizzare scapola e colonna, che vanno al di là della classica rieducazione posturale, da valutare con uno specialista del settore; per quanto riguarda la tecar può essere utile per sfiammare momentaneamente ma non può correggere la causa del problema. Considerando che lo scarico del peso in acqua in questo momento è il suo miglio alleato, potrebbe continuare il nuoto con molta cautela e facendo particolare attenzione all' estensione del collo.
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