Salve sikoome sono tre anni circa che sto con un neurologo Ke mi ha diagnosticato "disturbo ansioso
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Salve sikoome sono tre anni circa che sto con un neurologo Ke mi ha diagnosticato "disturbo ansioso depressivo pero sono in fase di remissione clinica....i miei medicinali sono stati sempre il daparox gocce mattina e sera e lorans da 2 mg...da quando prendo qst medicine riesco a gestire l ansia gli attakki di panico anke se nn del tutto xké quando mi vengono ho una tachicardia esagerata poi prendo queste medicine e piano piano passo....il consiglio ke vorrei e ke io nn riesco a smettere di prendere le medicine perke anke se sto meglio le prendo lo stesso sn diventata indipendente perke so ke mi fanno stare bene....vorrei avere un consiglio sul caso di parlare kn un psicoterapeuta per magari capire i pregressi ke ho avuto e kosi da iniziare a nn prendere più farmaci....vorrei un vostro consiglio grazie a ki mi risponderà
Da quanto scrive, ha fatto un buon percorso: con i farmaci è riuscita a tenere sotto controllo ansia e attacchi di panico, ma adesso sente di dipendere da essi e desidera capire se sia possibile ridurne l’uso.
Il pensiero di rivolgersi a uno psicoterapeuta è assolutamente corretto: la terapia psicologica, in particolare quella cognitivo-comportamentale, può aiutarla a gestire tachicardia, ansia e pensieri di paura senza ricorrere subito al farmaco. Spesso la combinazione di terapia farmacologica e psicoterapia è la strada migliore, perché consente di mantenere la stabilità e, quando sarà il momento, di affrontare una riduzione dei medicinali con maggiore serenità.
L’aspetto fondamentale è non sospendere da sola i farmaci, ma parlarne con il neurologo o lo psichiatra che la segue: insieme potrete valutare tempi e modalità adeguati per un “scalaggio” graduale.
In sintesi: continui a seguire il medico, ma affiancare una psicoterapia può essere un passo molto utile per sentirsi meno dipendente dai farmaci in futuro.
Il pensiero di rivolgersi a uno psicoterapeuta è assolutamente corretto: la terapia psicologica, in particolare quella cognitivo-comportamentale, può aiutarla a gestire tachicardia, ansia e pensieri di paura senza ricorrere subito al farmaco. Spesso la combinazione di terapia farmacologica e psicoterapia è la strada migliore, perché consente di mantenere la stabilità e, quando sarà il momento, di affrontare una riduzione dei medicinali con maggiore serenità.
L’aspetto fondamentale è non sospendere da sola i farmaci, ma parlarne con il neurologo o lo psichiatra che la segue: insieme potrete valutare tempi e modalità adeguati per un “scalaggio” graduale.
In sintesi: continui a seguire il medico, ma affiancare una psicoterapia può essere un passo molto utile per sentirsi meno dipendente dai farmaci in futuro.
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