Salve, scrivo per papà 77 anni. Ad ottobre 2025: operato di turp, a seguito di istologico diagnosi

Salve, scrivo per papà 77 anni. Ad ottobre 2025: operato di turp, a seguito di istologico diagnosi di pin high grade. Su consiglio dell’urologo a distanza di 6 mesi dall’intervento (aprile 2026)eseguiamo rmn multiparametrica che evidenzia in zona periferica destra un’area con pirads 3. Nella stessa risonza si evince: In ala iliaca destra, tre immagini ovolari ipointense in T1 (12; 7,5 e 7 mm circa), ulteriore immagine ipointensa T1 in sede ischiatica omolaterale; reperti di non univoca caratterizzazione e meritevoli di approfondimento, coesiste diffuso rimaneggiamento osteostrutturale (riconversione midollare) Psa 1,68. Eseguiamo biopsia fusion da cui si evince adenocarcinoma acinare gleason 3 più 3 con tre campioni positivi su 12 e percentuali del 30 e 40 per cento. Stadiazione pt1c. Ci hanno proposto sorveglianza attiva, ma la mia domanda è: i reperti ossei presenti nella risonanza magnetica potrebbero essere già secondarismi presenti? Servono ulteriori esami di approfondimento per escluderlo con certezza nonostante il radiologo parli di “riconversione midollare “?

2 risposte


Va sicuramente eseguita la PET/CT con 68GallioPSMA o con (18F)-DCFPyl-PSMA e determinazione del parametro SUV differenziale sulle aree sospette, il dosaggio del CEA e della Prolattina e la determinazione delle mutazioni per BRCA2. Su tali basi si prenderanno le adeguate decisioni, sinora troppo rimandate.

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Certamente no, secondarismi prostatici non posono derivare da un tumore così piccolo ed a ridotta aggressività, che tra l'altro esprime un PSA molto basso. Si tratta di una situazione assolutamente tipica per la sorveglianza attiva. Diremmo che a 77 anni sia stata già stato piuttosto discutibile eseguire delle biopsie su un quadro radiologico di PIRADS 3, con la relativa certezza che il risultato non avrebbe preluso ad indicazioni operative.

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