Salve,qualche mese fa sono caduta e mi hanno prescritto la tac poi il neurologo che l'ha letta ha de
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Salve,qualche mese fa sono caduta e mi hanno prescritto la tac poi il neurologo che l'ha letta ha detto che c'era un danno e sospettava il parkinson mi ha fatto fare l'eeg con stimolazioni, la cui risposta conclusiva dice: MINIME Anomalie LENTO/IRRITATIVE IN AMBITO FRONTO TEMPORALE SX, CON MINIMA ATTIVAZIONE IN HP. Vorrei sapere se con questa risposta si può confermare il parkinson grazie
GentileSignora,
capisco la sua preoccupazione. Vorrei rassicurarla sul fatto che l’esame EEG non è uno strumento diagnostico per la malattia di Parkinson. L’elettroencefalogramma, infatti, serve principalmente a valutare l’attività elettrica cerebrale in condizioni di epilessia, alterazioni diffuse della funzione cerebrale o altre patologie, ma non consente di confermare né escludere il Parkinson.
Il referto che riporta (“minime anomalie lente/irritative in ambito fronto-temporale sinistro, con minima attivazione in iperpnea”) descrive alterazioni aspecifiche e di lieve entità, che possono avere diverse spiegazioni (cicatrici post-traumatiche, varianti non patologiche, sofferenze non necessariamente correlate a malattie neurodegenerative).
Per la diagnosi di Parkinson, invece, ci basiamo soprattutto:
sulla visita neurologica con valutazione clinica dei segni tipici (bradicinesia, rigidità, tremore, disturbi posturali);
eventualmente su esami di supporto (ad esempio SPECT-DATscan in casi dubbi);
sull’evoluzione clinica nel tempo.
Quindi, alla sua domanda: no, con il referto EEG non si può confermare il Parkinson. La valutazione deve essere completata con la clinica e con eventuali altri accertamenti mirati.
Le consiglio di discutere i risultati con il neurologo che la segue, che conosce la sua storia clinica e potrà chiarire i prossimi passi.
capisco la sua preoccupazione. Vorrei rassicurarla sul fatto che l’esame EEG non è uno strumento diagnostico per la malattia di Parkinson. L’elettroencefalogramma, infatti, serve principalmente a valutare l’attività elettrica cerebrale in condizioni di epilessia, alterazioni diffuse della funzione cerebrale o altre patologie, ma non consente di confermare né escludere il Parkinson.
Il referto che riporta (“minime anomalie lente/irritative in ambito fronto-temporale sinistro, con minima attivazione in iperpnea”) descrive alterazioni aspecifiche e di lieve entità, che possono avere diverse spiegazioni (cicatrici post-traumatiche, varianti non patologiche, sofferenze non necessariamente correlate a malattie neurodegenerative).
Per la diagnosi di Parkinson, invece, ci basiamo soprattutto:
sulla visita neurologica con valutazione clinica dei segni tipici (bradicinesia, rigidità, tremore, disturbi posturali);
eventualmente su esami di supporto (ad esempio SPECT-DATscan in casi dubbi);
sull’evoluzione clinica nel tempo.
Quindi, alla sua domanda: no, con il referto EEG non si può confermare il Parkinson. La valutazione deve essere completata con la clinica e con eventuali altri accertamenti mirati.
Le consiglio di discutere i risultati con il neurologo che la segue, che conosce la sua storia clinica e potrà chiarire i prossimi passi.
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