Salve. Pratico bodybuilding da nove anni e da settembre mi sono avvicinato al powerlifting. Purtropp
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Salve. Pratico bodybuilding da nove anni e da settembre mi sono avvicinato al powerlifting. Purtroppo, da agosto non riesco più ad allenarmi adeguatamente a causa di alcune problematiche. Mi spiego: da giugno ho iniziato ad avvertire un fastidio sotto l'ascella destra durante gli esercizi per il petto. Con il passare delle settimane, il fastidio aumentava. Non gli ho dato molta importanza, pensando fosse un dolore passeggero (sbagliando), ma il dolore pian piano peggiorava, tanto che da fine luglio ho dovuto interrompere il lavoro sul petto. Inoltre, aveva iniziato a darmi fastidio anche la parte sinistra, sebbene in maniera più leggera. Ho eseguito un'ecografia che ha diagnosticato una lesione di due centimetri al grande pettorale destro (senza versamenti). Dopo venti giorni di stop dagli allenamenti, sono andato da un fisiatra per un controllo e un consulto. Secondo lui, si trattava di un sovraccarico funzionale. Ha eseguito una nuova ecografia, e non vedeva più nessuna lesione. Sono quindi tornato ad allenarmi in modo graduale, usando carichi che non mi davano fastidio al petto, e ho anche fatto alcune sedute con un chinesiterapista. Tuttavia, il dolore non passava e, anzi, era aumentato anche nella parte sinistra del petto. Ho riferito ciò al chinesiterapista e, d'accordo con lui e il fisioterapista con cui collabora, ho eseguito una risonanza magnetica al grande pettorale. Il referto riportava: "minimo e focale ispessimento della cute ascellare, si segnalano alcuni linfonodi di aspetto reattivo aspecifico nel contesto del cavo ascellare". L'ho fatta leggere al fisiatra che mi ha detto che non era nulla di preoccupante. Nel frattempo, però, il dolore sembrava finalmente diminuire fino a sparire completamente (questo è accaduto a inizio ottobre). Ho iniziato quindi ad aumentare il carico gradualmente, fino a toccare i pesi che usavo prima dell'infortunio. Dopo qualche settimana, durante panca piana, ho avvertito un fastidio al petto, ma anche al polso e al braccio, questa volta nella parte sinistra. Da lì questa parte ha iniziato a darmi fastidio; inizialmente non mi impediva di allenarmi, ma anche qui, più passavano i giorni e più il fastidio aumentava, e inoltre stava ricominciando anche il fastidio nella parte destra. Durante la notte mi si addormentano mignolo e anulare e ho fastidi al braccio quando eseguo l'adduzione. Sono andato dal fisioterapista che ha concluso la visita diagnosticando una tendinopatia al piccolo pettorale, bilaterale. Attualmente ho fatto sei sedute con tecar e laser, oltre a esercizi isometrici e isotonici. Sinceramente, in queste settimane non ho avuto molti miglioramenti. Ah, non ho menzionato che in questi mesi ho avuto anche una lesione al vasto laterale e al piriforme entrambi sinistro, praticamente in concomitanza con il problema al petto (diagnosticata con la stessa ecografia del petto). Questo infortunio sembra essersi risolto, ma avverto fastidi al tendine di questo muscolo quando faccio squat, un problema che in parte ho risolto con delle ginocchiere, ma spero che anche qui non sia una tendinopatia. Ultimamente ho avuto anche una costola incrinata. Secondo il mio fisioterapista, il sovraccarico funzionale non è stato recuperato, ed è per questo che continuo ad avere fastidi e mi infortuno così facilmente (in nove anni di palestra non ho mai avuto nulla, se non qualche contrattura). Ho fatto anche una risonanza alla cervicale che non ha riscontrato nulla, e una visita dalla reumatologa su consiglio del fisioterapista, visto che mia madre soffre di artrite reumatoide. La reumatologa mi ha prescritto delle analisi che devo ritirare a inizio anno. A livello mentale sto cercando di tenere duro, mantenendo il desiderio di tornare un giorno ad allenarmi come facevo, ma non è facile, specialmente perché si tratta di una cosa che amo fare e che occupava parte delle mie giornate. Dopo tutto questo preambolo, volevo chiedere un vostro parere. Grazie.
Gentile Utente,
grazie per aver condiviso in modo così dettagliato la sua storia clinica e sportiva.
Da quanto descrive, il quadro appare complesso e multifattoriale, più compatibile con un problema di sovraccarico sistemico e di disorganizzazione del carico biomeccanico piuttosto che con una singola lesione strutturale isolata.
In atleti con lunga esperienza nel bodybuilding e recente transizione verso il powerlifting, possono concorrere diversi fattori:
Accumulo di carico non completamente recuperato nel tempo, con progressiva riduzione della capacità di adattamento dei tessuti (muscoli, tendini, strutture miofasciali).
Alterazioni del controllo neuromuscolare e del ritmo scapolo-omerale, che possono aumentare lo stress su grande e piccolo pettorale, regione ascellare e strutture anteriori della spalla.
Coinvolgimento neurodinamico, suggerito dai formicolii notturni a mignolo e anulare, che può mimare o amplificare sintomi muscolo-tendinei senza evidenti lesioni agli esami standard.
Ridotta tolleranza al carico globale, che spiega la comparsa di più episodi muscolari (pettorale, vasto laterale, piriforme, area costale) in un periodo relativamente breve.
Persistenza di dolore nonostante imaging negativo, situazione frequente quando il problema è prevalentemente funzionale, di carico o di regolazione del movimento, più che strutturale.
È importante sottolineare che in ambito online non è possibile formulare diagnosi né impostare terapie, soprattutto in un caso articolato come il suo, che richiede una valutazione integrata clinica, funzionale e di carico.
Il passo più appropriato è una valutazione fisiatrica approfondita, preferibilmente con competenze in medicina dello sport e gestione degli atleti di forza, che consenta di:
inquadrare correttamente il problema nel suo insieme,
distinguere tra dolore di origine muscolo-tendinea, miofasciale o neurofunzionale,
analizzare la relazione tra allenamento, recupero e comparsa dei sintomi.
Qualora lo desiderasse, è possibile programmare un consulto online strutturato oppure una visita in studio, così da affrontare il problema in modo sistematico e mirato.
Resto a disposizione per un approfondimento.
Un cordiale saluto.
grazie per aver condiviso in modo così dettagliato la sua storia clinica e sportiva.
Da quanto descrive, il quadro appare complesso e multifattoriale, più compatibile con un problema di sovraccarico sistemico e di disorganizzazione del carico biomeccanico piuttosto che con una singola lesione strutturale isolata.
In atleti con lunga esperienza nel bodybuilding e recente transizione verso il powerlifting, possono concorrere diversi fattori:
Accumulo di carico non completamente recuperato nel tempo, con progressiva riduzione della capacità di adattamento dei tessuti (muscoli, tendini, strutture miofasciali).
Alterazioni del controllo neuromuscolare e del ritmo scapolo-omerale, che possono aumentare lo stress su grande e piccolo pettorale, regione ascellare e strutture anteriori della spalla.
Coinvolgimento neurodinamico, suggerito dai formicolii notturni a mignolo e anulare, che può mimare o amplificare sintomi muscolo-tendinei senza evidenti lesioni agli esami standard.
Ridotta tolleranza al carico globale, che spiega la comparsa di più episodi muscolari (pettorale, vasto laterale, piriforme, area costale) in un periodo relativamente breve.
Persistenza di dolore nonostante imaging negativo, situazione frequente quando il problema è prevalentemente funzionale, di carico o di regolazione del movimento, più che strutturale.
È importante sottolineare che in ambito online non è possibile formulare diagnosi né impostare terapie, soprattutto in un caso articolato come il suo, che richiede una valutazione integrata clinica, funzionale e di carico.
Il passo più appropriato è una valutazione fisiatrica approfondita, preferibilmente con competenze in medicina dello sport e gestione degli atleti di forza, che consenta di:
inquadrare correttamente il problema nel suo insieme,
distinguere tra dolore di origine muscolo-tendinea, miofasciale o neurofunzionale,
analizzare la relazione tra allenamento, recupero e comparsa dei sintomi.
Qualora lo desiderasse, è possibile programmare un consulto online strutturato oppure una visita in studio, così da affrontare il problema in modo sistematico e mirato.
Resto a disposizione per un approfondimento.
Un cordiale saluto.
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Salve, secondo me dovrebbe continuare con reumatologo per escludere patologie muscolari e, se tutto va bene e riprende attività fisica, deve curare molto lo stretching.
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