Salve per cortesia, mio figlio ha quasi 13 anni, ha piede piatto valgo pronato terzo livello, assenz
Salve per cortesia, mio figlio ha quasi 13 anni, ha piede piatto valgo pronato terzo livello, assenza di dolore. Mi hanno consigliato endortesi bilaterale no riassorbibile. Ma dato che non ha attualmente limitazioni l' intervento e' sempre consigliato? Esiste un beneficio reale da questa operazione?
5 risposte
L'unica indicazione riconosciuta in letteratura scientifica internazionale al trattamento di un appoggio plantigrado in piatto, conseguenza di un calcagno valgo (che rappresenta il vero problema biomeccanico alla base della patologia), è la sintomatologia algica, in caso contrario l'indicazione non c'è. Il trattamento chirugico, scelto sulla valutazione valutazione di ogni singolo caso, va dalla endortesi seno-tarsica riassorbibile e non, al calcagno-stop, all'osteotomia varizzante, dove l'obbiettivo chirurgico della correzione è appunto l'asse calcaneare. Quindi, rispondendo alla sua domanda, se il dolore non è presente, l'intervento non è indicato.
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D'accordissimo col Collega Pelilli: io uso una endortesi endosenorasica non riassorbibile ,ma il concetto di evitare un piede piatto doloroso dell'adulto mi trova assolutamente d'accordo.
Il trattamento chirurgico per il piede piatto pronato ha indicazioni nei casi di III grado, quando la volta plantare ricopre interamente l'appoggio del piede o addirittura straborda. Il sintomo dolore porta inevitabilmente all'intervento che consiste nel ripristino della volta plantare attraverso una vite nel seno del tarso, consiglio quello non riassorbibile che è gravato da meno problematiche rispetto a quello riassorbibile e anche la sua rimozione risulta molto più facilitata.rispondendo alla sua domanda non ci sono controindicazioni e il beneficio è rappresentato da un appoggio plantigrado del piede, ovvero più fisiologico.
Il piede piatto - valgo è difficilmente sintomatico nell'infanzia, spesso nell'adolescenza e in età adulta. L'ortopedico infantile deve sempre pensare un trattamento valido non per l'immediato, che in questo caso non avrebbe senso, ma per un futuro lontano, che per i nostri figli potrebbe essere anche un secolo. La letteratura americana ignora il problema ; quando farà male si provvederà. Purtroppo, allora, bisognerà prendere in considerazione interventi "aggressivi" con possibili complicanze, mentre ora vi è la possibilità, con un mini intervento di risolvere ad vitam il problema. Personalmente uso la tecnica del "Calcaneo stop" che eseguo in day hospital. Per un recupero funzionale più rapido e semplice, ne opero uno per volta.
Spesso non si può parlare di indicazione assoluta all'intervento. A 13 anni il piede comincia a strutturarsi, motivo per il quale se le hanno proposto la correzione sarà dovuto al fatto che il quadro clinico è significativo. Bisogna valutare attentamente i pro e i contro. La scelta deve essere condivisa. Resto a dispisizione. Cordiali saluti
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