Salve. Mio padre ha 76 anni. Circa tre anni fa ebbe una TIA( x circa un minuto non riusciva a parlar

Salve. Mio padre ha 76 anni. Circa tre anni fa ebbe una TIA( x circa un minuto non riusciva a parlare) , in seguito abbiamo fatto alcuni esami e scoperto che ha placche molli a entrambe le carotidi. All'ultimo controllo con ecodoppler ed angiotac dei TSA, la carotide di destra è completamente occlusa e quella di sinistra ostruita al 60% circa. Ci hanno detto che x quella destra non si può fare nulla mentre x quella di sinistra da controllare ogni sei mesi e continuare con la terapia farmacologica che assume già da tre anni( clopidogrel, cardicor e aurozeb). Cosa si rischia in questa situazione? Davvero quella di destra non è più trattabile? Si può fare altro affinché non rischi di avere un ictus?(faccio inoltre presente che in seguito alla TIA, papà non ricorda tutto, soprattutto le cose recenti, spesso infatti, anche xchè si sente bene, dimentica la medicina o non ricorda se l'ha presa. Questa perdita di memoria può dipendere appunto dalla TIA?) Grazie.

2 risposte


È già la seconda volta che posta grossomodo la stessa domanda, a cui le è stata data una risposta chiara, mi sembra: è una situazione di pericolo, che dovrebbe essere affrontata chirurgicamente per l'arteria ancora aperta. Per quella chiusa, nulla si può ormai fare. Si attivi, dunque. Saluti

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Una carotide chiusa non può essere trattata chirurgicamente. Una stenosi controlaterale del 60% che ritengo sia asintomatica merita un'adeguata terapia antiaggregante con statina e un follow up strumentale come le hanno proposto i colleghi. In questi casi il controllo strumentale viene fatto con una scadenza di 4-6 mesi.

Dr. Gianni De Angelis

Dr. Gianni De Angelis

chirurgo vascolare

Varese

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