Salve, mi è stato detto che le IgE specifiche non possono rilevare una allergia per un determinat
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Salve,
mi è stato detto che le IgE specifiche non possono rilevare una allergia per un determinato allergene se non si è mai stati esposti a quell'allergene. Prendiamo ad esempio, nel mio caso, la necessità di capire se sono allergico alla soia, alimento che non assumo da moltissimi anni. Volendo comunque testare quell'alimento(*) con rast test, quale è la quantità minima da assumere e quanto tempo prima del prelievo dovrei assumerlo, in modo che le IgE specifiche siano prodotte e rilevate dal test in caso di positività?
Grazie.
(*) tenendo presente che per le mie patologie assumo quotidianamente corticosteroidi e antistaminici
mi è stato detto che le IgE specifiche non possono rilevare una allergia per un determinato allergene se non si è mai stati esposti a quell'allergene. Prendiamo ad esempio, nel mio caso, la necessità di capire se sono allergico alla soia, alimento che non assumo da moltissimi anni. Volendo comunque testare quell'alimento(*) con rast test, quale è la quantità minima da assumere e quanto tempo prima del prelievo dovrei assumerlo, in modo che le IgE specifiche siano prodotte e rilevate dal test in caso di positività?
Grazie.
(*) tenendo presente che per le mie patologie assumo quotidianamente corticosteroidi e antistaminici
Gentilissimo/a, le IgE specifiche rilevano l'allergia, se presente, dopo circa 3-4 settimane dall'ingestione dell'alimento che ha causato una reazione. Non c'è una soglia minima sicura, si tratterebbe di una sorta di provocazione orale fai da te. Corticosteroidi e antistaminici non interferiscono con il RAST.
Spesso le IgE risultano comunque anche dopo anni, magari a basso titolo. Si potrebbe pensare ad eseguire la ricerca di IgE specifiche e successivamente valutare un test di provocazione in ambiente ospedaliero in base anche alla clinica descritta.
Spesso le IgE risultano comunque anche dopo anni, magari a basso titolo. Si potrebbe pensare ad eseguire la ricerca di IgE specifiche e successivamente valutare un test di provocazione in ambiente ospedaliero in base anche alla clinica descritta.
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