Salve, la mia compagna dopo una serie di attacchi di ansia e di panico, è andata da uno psichiatra,
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Salve,
la mia compagna dopo una serie di attacchi di ansia e di panico, è andata da uno psichiatra, il quale dopo alcune sedute le ha diagnosticato un disturbo della personalità: Narcisismo passivo.
Lei subito si è spaventata, avendo paura di poter ferire me o le persone che ha intorno perche dopo aver letto una miriade di articoli online, a quanto pare un narcisista di quel tipo sembra distruttivo e non in grado di amare.
Ci siamo informati insieme online e molte cose non rientrano nella sua personalità:
- non cerca ammirazione dagli altri
- non le piace esporsi (non posta mai nulla sui social)
- non sminuisce mai chi le sta intorno, io stesso non ho mai provato nulla di tutto ciò in 5 anni con lei, anzi, tende a spingermi a fare cose difficili convincendomi che posso farcela, è sempre di supporto
- si mette spesso in discussione dopo una litigata ammettendo di aver sbagliato senza problemi, anzi, spesso si da anche più colpe di quelle che ha davvero
- si preoccupa di far sentire in colpa gli altri
TRATTI che invece corrispondono:
- omissione delle verità per paura del giudizio degli altri
- non coltivare relazioni di amicizia di lunga durata dopo un po' per difficoltà nella costanza dell'interesse (il messaggio del come va, o per sentire come stanno)
- paura di parlare del futuro a lungo termine e di impegnarsi in promesse (se lo dico non si avvera)
- stati di forte ansia e senso di vuoto
- dice "non riesco a trovare la delicità, spesso vorrei stare sola e scappare"
Ora, dopo la "sentenza", lei vuole agire subito, vuole capire cosa può fare perche la persona che viene descritta come Narcisista la terrorizza, non vuole essere cosi e ne ha paura. Sta mettendo in dubbio tutto, anche la sua capacità di amare (il narcisista a quanto pare non è in grado), ma lei, di amore, me ne ha sempre dato tanto, solo che ora mette in dubbio le basi (ti davo amore o cercavo di auto procurarmi piacere facendo cose che sembravano amore?)
- tende a cercare di rigirare la frittata nelle discussioni e a fare la vittima nelle discussioni (non in generale)
insomma, è in piena crisi.
LA mia domanda quindi è: è possibile che uno psichiatra si sia sbagliato?, è possibile che una persona sia definita narcisista anche se sono una minima parte delle azioni corrisponde?
Può aver senso chiedere un secondo parere?
scusate ma ci troviamo, in questo momento, persi
la mia compagna dopo una serie di attacchi di ansia e di panico, è andata da uno psichiatra, il quale dopo alcune sedute le ha diagnosticato un disturbo della personalità: Narcisismo passivo.
Lei subito si è spaventata, avendo paura di poter ferire me o le persone che ha intorno perche dopo aver letto una miriade di articoli online, a quanto pare un narcisista di quel tipo sembra distruttivo e non in grado di amare.
Ci siamo informati insieme online e molte cose non rientrano nella sua personalità:
- non cerca ammirazione dagli altri
- non le piace esporsi (non posta mai nulla sui social)
- non sminuisce mai chi le sta intorno, io stesso non ho mai provato nulla di tutto ciò in 5 anni con lei, anzi, tende a spingermi a fare cose difficili convincendomi che posso farcela, è sempre di supporto
- si mette spesso in discussione dopo una litigata ammettendo di aver sbagliato senza problemi, anzi, spesso si da anche più colpe di quelle che ha davvero
- si preoccupa di far sentire in colpa gli altri
TRATTI che invece corrispondono:
- omissione delle verità per paura del giudizio degli altri
- non coltivare relazioni di amicizia di lunga durata dopo un po' per difficoltà nella costanza dell'interesse (il messaggio del come va, o per sentire come stanno)
- paura di parlare del futuro a lungo termine e di impegnarsi in promesse (se lo dico non si avvera)
- stati di forte ansia e senso di vuoto
- dice "non riesco a trovare la delicità, spesso vorrei stare sola e scappare"
Ora, dopo la "sentenza", lei vuole agire subito, vuole capire cosa può fare perche la persona che viene descritta come Narcisista la terrorizza, non vuole essere cosi e ne ha paura. Sta mettendo in dubbio tutto, anche la sua capacità di amare (il narcisista a quanto pare non è in grado), ma lei, di amore, me ne ha sempre dato tanto, solo che ora mette in dubbio le basi (ti davo amore o cercavo di auto procurarmi piacere facendo cose che sembravano amore?)
- tende a cercare di rigirare la frittata nelle discussioni e a fare la vittima nelle discussioni (non in generale)
insomma, è in piena crisi.
LA mia domanda quindi è: è possibile che uno psichiatra si sia sbagliato?, è possibile che una persona sia definita narcisista anche se sono una minima parte delle azioni corrisponde?
Può aver senso chiedere un secondo parere?
scusate ma ci troviamo, in questo momento, persi
Internet, ora AI sono delle scoperte eccezionali ...ma decifrare l'animo umano dico forse, forse, e' un po' più' complesso...mi rivolgerei ad un buon psichiatra !
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Buongiorno,
la diagnosi di disturbo di personalità è articolata e complessa. Vi consiglierei di chiedere chiarimenti e informazioni allo psichiatra che ha posto la diagnosi. Sicuramente un secondo parere è sempre lecito , ricordo che la scelta del curante è un diritto del paziente.
Cordiali saluti, dott.ssa Giulia di Girolamo
la diagnosi di disturbo di personalità è articolata e complessa. Vi consiglierei di chiedere chiarimenti e informazioni allo psichiatra che ha posto la diagnosi. Sicuramente un secondo parere è sempre lecito , ricordo che la scelta del curante è un diritto del paziente.
Cordiali saluti, dott.ssa Giulia di Girolamo
La psichiatria, proprio per l’estrema difficoltà e complessità dell’oggetto di interesse, oltre che per la difficoltà a studiare il soggetto nel suo reale contesto di vita, per l’assenza di esami “scientificamente” inconfutabili, è una delle discipline in cui è più facile commettere errori e, soprattutto, in cui ogni comunicazione al paziente rischia di modificare la percezione di sé e del mondo circostante. Questo per rispondere alla sua prima domanda. Devo dire che è altrettanto comune che, invece, lo psichiatra formuli una corretta diagnosi, che può cambiare in positivo la vita del paziente, magari dopo un adeguato periodo di riflessione ed elaborazione. Ovviamente non è facile per me, e per chiunque non conosca adeguatamente il paziente, dare risposte meno evasive. Alla seconda domanda è facile rispondere Per formulare diagnosi è necessario che il minimo dei criteri richiesti sia soddisfatto. Non bastano pochi tratti per fare diagnosi, ma è indispensabile un numero di criteri, in genere ben definito. Per ultimo, vista l’impatto che la diagnosi ha auto sulla signora, potrebbe essere utile un secondo parere, ma forse ancora più utile è un franco dialogo con il primo psichiatra. Auguri
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