Salve . I mie problemi sono cominciati 2 anni fa con una sinovite ai tendini della mano individuata
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Salve . I mie problemi sono cominciati 2 anni fa con una sinovite ai tendini della mano individuata tramite ecografia( in particolare flessore ulnare ) . L ortopedico ha tentato di risolvere il tutto con una mesoterapia che ha determinato però una compressione ( penso dei liquidi in eccesso ) tipo sindrome compartimentale . Dopo un anno di fisioterapia per recuperare i muscoli , ridurre rigida di polso e controllare il dolore , sembrava non ci fossero più problemi in quanto non avvisavo più fastidì , dolori .Decido per cui di tornare in palestra, nessun fastidio o dolore durante L allenamento, ma la sera stessa avverto un dolore fortissimo a partenza da gomito sx fino a polso , lato ulnare . Mi dicono Potrebbe trattarsi di epitrocleite ma dagli esami effettuati Rm , ripetuti a distanza di mesi ( gomito avambraccio , polso ) e radiografia non risulta alcun problema . Ho effettuato anche elettromiografia , che mostra leggera sofferenza in c8-t1 ma che non giustifica il dolore . Il dolore a distanza di un anno si è sicuramente ridotto ma si accentua se il gomito sta a lungo flesso e/ o pressato su superficie rigida , presenza di crepitìi ai movimenti delle dita . Nessuna sintamotologia spalla , cervicali. Cosa mi consigliate ?
Salve. Mi pare di capire che sono state escluse eventuali patologie e problemi che potrebbero emergere dalle indagini diagnostiche svolte. In aggiunta a quanto ha già fatto potrebbe fare un ecocolordoppler per valutare la vascolarizzazione della zona poiché, a seguito della sindrome compartimentale pregressa, potrebbe non essere ottimale in fase di allenamento.
Probabilmente potrebbe fare al suo caso un percorso con un osteopata in abbinamento ad esercizi di rieducazione al movimento e un ritorno all'attività sportiva progressivo.
Resto a disposizione per eventuali chiarimenti. Saluti
Probabilmente potrebbe fare al suo caso un percorso con un osteopata in abbinamento ad esercizi di rieducazione al movimento e un ritorno all'attività sportiva progressivo.
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Salve! Secondo me potrebbe essere sindrome spalla-mano e qui di ci potrebbe essere una compressione di nervi a livello sia della spalla che del collo (come poi detto da lei). Bisognerebbe farsi fare vari test anche chinesiologo i per vedere se fosse quello che dico io. Per queste cose ci sono esercizi per decomprimere nei 2 livelli sopracitati. Se poi la cosa è solo da 1 lato la cosa mi sembra la più veritiera. Cari saluti e sono a sua disposizione. Cesare Missiroli
salve le consiglio di andare dall'osteopata perchè possiamo capire, attraverso dei test, quale sia la causa del suo problema, che talvolta si manifesta anche in altre zone del corpo, per cui sarà necessario applicare delle tecniche locali sulla zona di dolore , oltre a tecniche tipo mobilizzazione vertebrale o viscerale che indirettamente contribuiscono a fissare la sua disfunzione del cingolo scapolo omerale e di tutto l'arto superiore.cordiali saluti.
valutazione posturale completa, abbinata ad esercizi mirati dopo test muscolari, normalmente è un insieme di concause, cervicali spalla nervo mediano, anche se dagli esami non risulta nulla, poi capire che lavoro fai posture etc
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Buongiorno, purtroppo l'imaging (esami diagnostici) quasi mai corrisponde con la sintomatologia, ormai gli studi a dimostrazione di ciò sono evidenti. Le consiglio di effettuare una visita con un fisioterapista OMPT (orthopaedic manipulative physical therapist) che, attraverso un'anamnesi accurata, seguita da una valutazione completa, Le potrà dire qual è il suo problema, abbinando un programma terapeutico con terapia manuale ed esercizio che migliorerà sicuramente la sua condizione. Il dolore persistente (superiore a 6 mesi, anche se questa definizione è abbastanza riduttiva) purtroppo, è un ambito complesso, dove subentrano numerosi fattori. Rimango a Sua disposizione. Le porgo i più cordiali saluti
Si faccia valutare bene da un osteopata fisioterapista. Saluti
Buonasera
AVrei necessita di alcuni chiarimenti. Potrebbe cortesemente chiamarmi al telefomo? senza alcun impegno
Cordialmente
AVrei necessita di alcuni chiarimenti. Potrebbe cortesemente chiamarmi al telefomo? senza alcun impegno
Cordialmente
Buongiorno, vista la grande quantità di esami strumentali e visite mediche effettuate è probabile che situazioni gravi siano state escluse. Le consiglio di provare a cambiare fisioterapista. Potrebbe essere utile realizzare un programma di allenamento controllato che le permetta di muoversi con poco dolore. Concordo con il collega che le ha descritto il dolore cronico come molto complesso perché è proprio così, muoversi senza o con poco dolore è fondamentale. Cordiali saluti
Buonasera, da quello che riferisce, sembra una patologia dettata dall'epicondilite.
Prenda in considerazione che, chi soffre di Epicondilite, lamenta dolori e intorpidimento anche a polso e dita della mano. tenendo in gomito flesso o esteso potrebbe aumentare il dolore.
Consiglio un indagine strumentale specifica al Gomito. Si rivolga al suo medico Curante o Ortopedico per avere una Diagnosi Accurata
Prenda in considerazione che, chi soffre di Epicondilite, lamenta dolori e intorpidimento anche a polso e dita della mano. tenendo in gomito flesso o esteso potrebbe aumentare il dolore.
Consiglio un indagine strumentale specifica al Gomito. Si rivolga al suo medico Curante o Ortopedico per avere una Diagnosi Accurata
Buongiorno, capisco quanto possa essere frustrante convivere con un dolore persistente senza una chiara causa evidenziata dagli esami.
- Possibili ipotesi legate ai suoi sintomi:
• Persistenza di una disfunzione miofasciale: dopo una sinovite, alcune tensioni muscolari possono permanere, specialmente nell’area dell’avambraccio, contribuendo al dolore.
• Irritazione del nervo ulnare: il fatto che il dolore peggiori con il gomito flesso e appoggiato potrebbe suggerire una lieve neuropatia compressiva (es. sindrome del canale cubitale). L'elettromiografia non sempre evidenzia problematiche iniziali.
• Alterata biomeccanica dell’arto superiore: rigidità residua del polso o squilibri muscolari potrebbero portare a sovraccarico dell’epitroclea e dell’avambraccio.
• Aderenze o alterata mobilità miofasciale: dopo processi infiammatori, la guaina dei tendini può perdere scorrevolezza, generando crepitii e fastidi ai movimenti delle dita.
- Cosa può fare?
• Valutazione osteopatica: per verificare eventuali restrizioni di movimento tra gomito, polso e mano, oltre a test specifici per il nervo ulnare.
• Trattamento osteopatico: tecniche di terapia manuale possono migliorare la mobilità fasciale e ridurre tensioni residue.
- Possono essere di aiuto esercizi specifici di:
• Cauta mobilizzazione neurale del nervo ulnare.
• Rinforzo graduale dei muscoli flessori ed estensori del polso e dell’avambraccio
• Mobilizzazione attiva del polso e delle dita, per migliorare la funzionalità tendinea.
- Precauzioni:
• Evitare esercizi che generano dolore acuto o aumentano la rigidità.
• Usare supporti ergonomici se lavora a lungo con il gomito appoggiato.
Se il sintomo persiste, potrebbe essere utile un approfondimento con un neurologo o un’ulteriore valutazione funzionale per escludere altre cause meno evidenti dagli esami strumentali. Spero che queste indicazioni possano aiutarla! Rimango a disposizione per ulteriori chiarimenti.
- Possibili ipotesi legate ai suoi sintomi:
• Persistenza di una disfunzione miofasciale: dopo una sinovite, alcune tensioni muscolari possono permanere, specialmente nell’area dell’avambraccio, contribuendo al dolore.
• Irritazione del nervo ulnare: il fatto che il dolore peggiori con il gomito flesso e appoggiato potrebbe suggerire una lieve neuropatia compressiva (es. sindrome del canale cubitale). L'elettromiografia non sempre evidenzia problematiche iniziali.
• Alterata biomeccanica dell’arto superiore: rigidità residua del polso o squilibri muscolari potrebbero portare a sovraccarico dell’epitroclea e dell’avambraccio.
• Aderenze o alterata mobilità miofasciale: dopo processi infiammatori, la guaina dei tendini può perdere scorrevolezza, generando crepitii e fastidi ai movimenti delle dita.
- Cosa può fare?
• Valutazione osteopatica: per verificare eventuali restrizioni di movimento tra gomito, polso e mano, oltre a test specifici per il nervo ulnare.
• Trattamento osteopatico: tecniche di terapia manuale possono migliorare la mobilità fasciale e ridurre tensioni residue.
- Possono essere di aiuto esercizi specifici di:
• Cauta mobilizzazione neurale del nervo ulnare.
• Rinforzo graduale dei muscoli flessori ed estensori del polso e dell’avambraccio
• Mobilizzazione attiva del polso e delle dita, per migliorare la funzionalità tendinea.
- Precauzioni:
• Evitare esercizi che generano dolore acuto o aumentano la rigidità.
• Usare supporti ergonomici se lavora a lungo con il gomito appoggiato.
Se il sintomo persiste, potrebbe essere utile un approfondimento con un neurologo o un’ulteriore valutazione funzionale per escludere altre cause meno evidenti dagli esami strumentali. Spero che queste indicazioni possano aiutarla! Rimango a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Partendo dal presupposto che per dare informazioni più corrette è sempre necessaria una visita in prima persona, da alcune informazioni che riferisce (dolore a stare molto con gomito piegato e se pressato) potrebbe anche derivare da una compressione nervosa locale data dalla muscolatura locale. È anche vero che c’è stato un lungo periodo di stop da quanto dice, quindi potrebbe anche essere che le strutture non fossero pronte a quel determinato "stress"
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