Salve,ho fatto una infiltrazione nel anca,la puntura è stata fatta nel inguine,ha preso 6mm di vena
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Salve,ho fatto una infiltrazione nel anca,la puntura è stata fatta nel inguine,ha preso 6mm di vena femorale, è stato il 27 novembre 2025, oggi,2 dicembre ancora mi fa' molto male, mobilità quasi zero, molto dolorante,piena di lividi in torno alla puntura fino al ginocchio....ho mandato a foto alla dottoressa che mi ha fatto la puntura con la mutua,mi ha raccomandato ghiaccio e Tachipirina,ok,per quanto tempo mi farà male? Perché lei è soltanto un dottore dall'ospedale e non sono sua paziente. Cosa posso fare per poter camminare?
Gentile paziente,
Il riassorbimento di un ematoma è lento, soprattutto se così esteso. Il trattamento prevede antidolorifici. Le consiglio di associare farmaci o integratori a base di escina per accelerarne la guarigione.
Cordialità, dott.ssa Grutta.
Il riassorbimento di un ematoma è lento, soprattutto se così esteso. Il trattamento prevede antidolorifici. Le consiglio di associare farmaci o integratori a base di escina per accelerarne la guarigione.
Cordialità, dott.ssa Grutta.
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Buongiorno,
dalla descrizione riferisce dolore intenso, limitazione funzionale e ematoma esteso dopo infiltrazione articolare all’anca con puntura vicino all’inguine, verosimilmente con trauma della vena femorale. Questo quadro è compatibile con ematoma iatrogeno post-infiltrativo.
Analisi clinica:
Dolore acuto e limitazione articolare sono comuni nei primi giorni dopo un’infiltrazione, ma un ematoma esteso fino al ginocchio aumenta il rischio di compressione tissutale e ridotta mobilità.L’uso di ghiaccio e paracetamolo (Tachipirina) è appropriato per il controllo del dolore lieve-moderato.
La mobilità molto limitata e dolore intenso a 5-6 giorni suggeriscono la necessità di valutazione clinica immediata per escludere complicanze come ematoma significativo, infezione o lesione vascolare persistente.
Gestione consigliata:
Controllo medico urgente: valutazione da un medico di terapia del dolore o ortopedico per esame ecografico dell’ematoma e monitoraggio vascolare (doppler femorale).
Analgesia: paracetamolo 1 g ogni 6-8 h (max 4 g/die) se non controindicato; eventualmente FANS solo se non controindicati e sotto controllo medico per rischio sanguinamento.
Mobilizzazione graduale: con supporto fisioterapico o deambulatore, se autorizzato dal medico, evitando sforzi che aumentino il rischio di emorragia.
Sorveglianza complicanze: febbre, aumento dolore improvviso, gonfiore rapido, alterazioni sensibilità/pallore/arrossamento richiedono valutazione urgente.
Prognosi:Con gestione appropriata, l’ematoma e dolore si risolvono nella maggior parte dei casi entro 2-4 settimane, con recupero completo della mobilità in >95% dei pazienti senza complicanze (Kane et al., Pain Physician, 2017; Ilfeld BM et al., Reg Anesth Pain Med, 2013).
Riferimenti:
Kane JM et al., Pain Physician 2017;20:E1025–E1036
Ilfeld BM et al., Reg Anesth Pain Med 2013;38:369–380
American Society of Regional Anesthesia Guidelines, 2021
dalla descrizione riferisce dolore intenso, limitazione funzionale e ematoma esteso dopo infiltrazione articolare all’anca con puntura vicino all’inguine, verosimilmente con trauma della vena femorale. Questo quadro è compatibile con ematoma iatrogeno post-infiltrativo.
Analisi clinica:
Dolore acuto e limitazione articolare sono comuni nei primi giorni dopo un’infiltrazione, ma un ematoma esteso fino al ginocchio aumenta il rischio di compressione tissutale e ridotta mobilità.L’uso di ghiaccio e paracetamolo (Tachipirina) è appropriato per il controllo del dolore lieve-moderato.
La mobilità molto limitata e dolore intenso a 5-6 giorni suggeriscono la necessità di valutazione clinica immediata per escludere complicanze come ematoma significativo, infezione o lesione vascolare persistente.
Gestione consigliata:
Controllo medico urgente: valutazione da un medico di terapia del dolore o ortopedico per esame ecografico dell’ematoma e monitoraggio vascolare (doppler femorale).
Analgesia: paracetamolo 1 g ogni 6-8 h (max 4 g/die) se non controindicato; eventualmente FANS solo se non controindicati e sotto controllo medico per rischio sanguinamento.
Mobilizzazione graduale: con supporto fisioterapico o deambulatore, se autorizzato dal medico, evitando sforzi che aumentino il rischio di emorragia.
Sorveglianza complicanze: febbre, aumento dolore improvviso, gonfiore rapido, alterazioni sensibilità/pallore/arrossamento richiedono valutazione urgente.
Prognosi:Con gestione appropriata, l’ematoma e dolore si risolvono nella maggior parte dei casi entro 2-4 settimane, con recupero completo della mobilità in >95% dei pazienti senza complicanze (Kane et al., Pain Physician, 2017; Ilfeld BM et al., Reg Anesth Pain Med, 2013).
Riferimenti:
Kane JM et al., Pain Physician 2017;20:E1025–E1036
Ilfeld BM et al., Reg Anesth Pain Med 2013;38:369–380
American Society of Regional Anesthesia Guidelines, 2021
Buongiorno se si è formato ematoma può solo aspettare, per scrupolo le consiglio di fare un ecografia della regione inguinale questo può aiutarla a capire l’entità dell’ematoma
Dott. Raffaele Pasquariello
Fisioterapista, Terapista del dolore, Massoterapista
San Lazzaro di Savena
Dopo un'infiltrazione in sede inguinale puo' verificarsi un ematoma locale , soprattutto se e' stato interessato un piccolo vaso. Tuttavia , dolore molto intenso , mobilita' quasi assente e lividi estesi fino al ginocchio non sono del tutto tipici e meritano una valutazione clinica diretta. Le consiglio di rivolgersi al medico curante o al pronto soccorso per escludere un ematoma importante o altre complicanze . Nel frattempo riposo, ghiaccio locale e arto in scarico.
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