Salve, ho 29 e questa è la mia storia con un’ernia espulsa. Per due mesi ho avuto fastidi al polpacc

Salve, ho 29 e questa è la mia storia con un’ernia espulsa. Per due mesi ho avuto fastidi al polpaccio sinistro che ho trascurato, finché un mese fa ho avuto un episodio acuto molto doloroso che mi ha immobilizzata. La RM fatta pochi giorni dopo ha mostrato un’ernia espulsa L4-L5 che comprime la radice L5 sinistra, oltre a due piccole ernie (L3-L4 e L5-S1) senza compressione significativa. Alla visita neurochirurgica Lasègue era positivo, con perdita di sensibilità a polpaccio e dorso piede, ma senza deficit motori. Dopo la visita ho iniziato terapia farmacologica: nelle prime due settimane il dolore era forte e limitante, poi è diventato più gestibile. Dalla terza settimana ho ripreso a camminare pochi passi e fisioterapia. Attualmente, alla quinta settimana, riesco a stare in piedi circa 10 minuti e camminare circa 400 metri prima che compaia dolore al polpaccio, che regredisce rapidamente sdraiandomi. Il fisioterapista riscontra perdita di forza al piede (assente prima), con miglioramento settimanale della forza dell’alluce. Vorrei un parere sull’andamento e sulla possibilità di proseguire con il trattamento conservativo o se sarebbe meglio valutare un intervento. Non ho idea se avere ancora queste limitazioni dopo 1 mese sia nella norma o no.

2 risposte


Buonasera, con i segni neurologici che lei ha sarebbe prudente che si affidasse ad un Neurochirurgo di buona esperienza e senta il suo parere verso la Sua situazione.

Dott. Luigi Genovese

Dott. Luigi Genovese

neurochirurgo

Santa Maria Capua Vetere

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Il dato che cambia il quadro è la comparsa di una perdita di forza al piede che prima non c'era. Quando un deficit motorio compare durante il trattamento conservativo, non è più solo una questione di dolore: significa che la compressione della radice L5 sta producendo un danno funzionale. Il miglioramento settimanale della forza dell'alluce riferito dal fisioterapista è un segnale positivo, e questo depone a favore di una traiettoria di recupero. Ma la valutazione va fatta ora, non tra un mese: una visita neurochirurgica con esame obiettivo della forza e confronto con la RM le dirà se proseguire conservativamente o intervenire. La distinzione dipende da quanto il deficit sta effettivamente recuperando, e questo si misura clinicamente.

Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.