Salve gentili Dottori, mi rivolgo nuovamente a voi su questa piattaforma per dei problemi che or

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Salve gentili Dottori,

mi rivolgo nuovamente a voi su questa piattaforma per dei problemi che ormai ho da diversi mesi e di cui non si riesce a capire la causa.
Nel 2022 che è ormai al termine, ho affrontato e risolto una fastidiosa ragade anale per 3-4 mesi curata poi con diverse terapie ( quella risolutiva in particolare , Dilatan + antrolin + levorag) e poi degli episodi di trombosi emorroidaria in un periodo di forte stress, dovuto anche ( ma non solo ) alla ragade che mi sono portato avanti per mesi, e che mi ha portato ad avere paura delle defecazioni e anche di alimentarmi normalmente ( ho perso più di 10 kg in 7-8 mesi tra ragade e trombi, sono 1.82m e peso purtroppo al momento 63 kg contro i 75-76 di un anno fa, 31 anni).
Venendo al dunque, da ormai diversi mesi (credo da giugno- luglio) , dopo aver curato una dermatite perianale dovuta alle eccessive attenzioni che dedicavo alla zona, permangono dei fastidiosi sintomi per i quali mi sono rivolto gia diverse volte al proctologo che mi segue, il quale ha escluso al momento patologie nel tratto da lui esaminato.
In particolare : fitte tipo punture da spillo in zona anale, non troppo "in alto" ma mi sembrano di poco interne, soprattutto da seduto e se accavallo le gambe, talvolta anche in piedi. Inoltre senso di pesantezza nella regione del coccige, non dolore, ma come se ci fosse una pressione intorno a quell'area che va e viene durante la giornata. Inoltre faccio fatica a trattenere lo stimolo di urinare, anche se la quantità non giustifica "la corsa" che sento di dover fare per andare in bagno. Cioè quando arriva lo stimolo dopo poco devo per forza andare in bagno, e mi capita anche durante il tragitto che qualche goccia mi scappi prima. Noto anche un po di gocciolamento post minzionale, nel senso che termino di urinare e se poi dopo mi siedo, nel sedermi sento uscire una gocciolina nelle mutande , spesso. Mi capita che nel tentativo di trattenere l'urina sento un leggero fastidio alla punta del pene. Bevo circa 2 lt di acqua al giorno e vado ad urinare in media direi una decina di volte al giorno forse più, raramente una volta la notte o mattina presto. La mia priorità fino ad ora è stata identificare le cause delle fitte anali molto fastidiose, pensando invece che il discorso dell'urina fosse dovuto al mio idratarmi maggiormente ormai come regola da mesi, ma ho cominciato da qualche tempo a pensare che tutti questi sintomi possano essere collegati. Non ho effettuato ancora una visita urologica , solo proctologiche che però hanno escluso patologie da quel punto di vista (ho delle "normali" emorroidi di II grado non rilevanti).
Vi chiedo : è possibile che una prostatite o qualche tipo di infiammazione prostatica/vescicale possa provocare questi sintomi? Potrebbe trattarsi di un infezione? Potrebbe essere qualcosa di neurologico o riguardante il pavimento pelvico ?
Il proctologo per le fitte anali mi ha fatto provare una cura di 5 giorni di Topster a serate alterne, 1 supposta la sera, ma non ho avuto particolari benefici. Invece il mio Curante mi ha prescritto urinocoltura di cui ritirerò l'esito fra un paio di giorni.
Sarei lieto ad avere un vostro gentile parere, in quanto il mio Curante sospetta che ci sia una forte componente psicosomatica in tutto cio, dovuta all'anno particolarmente "intenso" che ho vissuto per le problematiche anali, e che mi ha ridotto molto la qualità della vita. Io però sono in qualche modo convinto che tutti questi sintomi non possono essere solo somatizzati.
Vi ringrazio
Prof. Carlo Rando
Andrologo, Urologo, Chirurgo generale
Milano
Pur essenso possibile che la lunga storia emorroidaria abbia generato e sostenga uno stato di stress complessivo, è con alta probabilità possibile che il quadro derivi da una discreta congestione infiammatoria pelvico-prostatica. Peraltro questa, in assenza di altre patologie intestinali che non so se sian state valutate, potrebbe anche essere la ragione di fondo del suo persistente quadro emorroidario. Occorre che un buon andrologo valuti la sua situazione a partire dagli esami genitali (ecografia doppler pelvico-prostatica e testicolare, analisi base dello sperma, coltura del secreto prostatico estratto, test di Stamey) per poi nel caso svolgere quelli generali (stato epato-metabolico-ossidativo, nutrizionale, ormonale, immunitario, vascolare, fisico e stressogeno) e poter così decidere nel merito dopo attenta elaborazione die dati che emergeranno.

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