Salve, è da tempo che volevo esporre il mio problema ad un dottore, e sia perchè la causa è molto in

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Salve, è da tempo che volevo esporre il mio problema ad un dottore, e sia perchè la causa è molto intima, sia perchè non sono sicuro sia grave, ho scritto qui. Sono un uomo di 25 anni e la causa del problema è di sfondo sessuale, per la precisione parlo dell'erezione del pene. Ho notato che durante i periodi in cui mi masturbo con costanza (1-2 volte al giorno massimo), l'erezione del pene non è del tutto completa. Essendo un ragazzo abbastanza timido, ho avuto poche occasioni di fare sesso con le donne. Una di queste mi è avvenuta recentemente e durante le prime fasi dell'atto non si è verificato nessun problema, anzi mi sono trattenuto dall'eiaculare presto, ma in un secondo momento il pene non era piú eretto e non ne ha voluto sapere piú di "riprendersi". Anche durante la masturbazione mi capita che il pene perda un pò di erezione nel caso in cui pensassi ad una ragazza (non è molto bello scriverlo ma credo sia fondamentale per inquadrare il caso), invece che al materiale pornografico di cui sto facendo uso. Tutto ciò mi ha fatto pensare che se davvero esistesse un problema, esso sia di natura psicologica. A sostegno della tesi c'è il fatto che reputo il mio pene anti-estetico, in quanto si tratta di un pene pigmentato (di un colore piú scuro) e che presenta un piccolo pezzo di carne sulla punta del glande (non conosco il nome scientifico e vorrei saperlo), anche la pelle del glande presenza qualche irregolarità come la presenza di qualche "ruga" (ho anche avuto problemi di micosi, magari legati a queste rughe), e presenta le papule perlacee verso la base del glande.
Ma non c'è solo l'aspetto psicologico, credo che sia presente in parte anche qualche mancanza fisiologica. Credo infatti, che la produzione di sperma sia lenta, e che il desiderio sessuale sia diminuito rispetto al passato. Molte volte sento parlare di persone che subito dopo aver fatto sesso, passano al second round, ciò è una cosa quasi impensabile per me da un punto di vista fisico. Sarei grato di sapere se esiste un modo naturale per aumentare il desiderio sessuale.
Ci tengo a precisare che sia psicologicamente che fisicamente mi ritengo una persona abbastanza sana, quindi i problemi non credo siano da attribuire a cause esterne.
Sommando i diversi fattori mi sento di dire che un problema è sicuramente presente, quantomeno io con i miei dubbi. Perlarne apertamente mi solleva, spero che mi rispondiate e mi forniate qualche delucidazione sulle mie insicurezze. Soprattutto riguardanti l'estetica del mio pene (se è tutto normale, e se in qualche modo è possibile renderlo piú estetico senza chirurgia).
Grazie in anticipo.
Gentile venticinquenne,
le consiglio di tutto cuore una visita urologica/andrologica che possa rassicurarla sull'aspetto estetico o che possa diagnosticare delle problematiche se sono presenti. E' impossibile fare in questa sede la valutazione che lei chiede, non sarebbe serio nei suoi confronti. La visita clinica è fondamentale per la diagnosi e per la successiva terapia.
L'aspetto che riguarda l'erezione può essere affrontato dall'urologo anche mediante esami ematochimici e strumentali.
Se l'urologo lo riterrà opportuno sarà il caso anche di fare dei colloqui con un sessuologo, che potrà aiutarla sotto l'aspetto psicologico.

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Dr. Francesco Avino
Endocrinologo, Sessuologo, Dietologo
Modena
Lei ha dei problemi che possono essere affrontati e risolti, ma vanno affrontati e con urgenza mediante una visita con una persona esperta di sessuologia clinica. Serve però una visita e prima si sbriga meglio è, perchè i problemi che lei descrive, se lasciati a se stessi genereranno solo altri problemi e complicheranno la vita ulteriormente a lei e a chi dovrà, come professsionista del settore risolverglieli. Senza contare che eventuali fattori organici, sottesi al disturbo, potrbbero recarle danno alla sua salute!
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Dott. Fabrizio Luigi Ricardi
Psicologo, Sessuologo, Psicoterapeuta
Alessandria
Salve, concordo con quanto già detto dai colleghi e le suggerisco una consulenza in presenza con un sessuologo così che possa aiutarla a fugare tutti i suoi dubbi.
Dott. Simone Tealdi
Psicologo, Nutrizionista, Sessuologo
Torino
Buongiorno,
quello che descrive è un insieme di dubbi e insicurezze che molte persone vivono, e parlarne è già un grande passo verso la comprensione e la serenità. La difficoltà nell'erezione potrebbe essere legata a fattori psicologici, come l’ansia da prestazione o l’abitudine alla stimolazione con materiale pornografico, che a volte può influire sulla risposta sessuale. Anche aspetti fisici, come l’autopercezione del corpo, possono influenzare il desiderio e la performance.

Per quanto riguarda l’aspetto estetico del pene, elementi come le papule perlacee, la pigmentazione e le irregolarità sono normali varianti anatomiche e non rappresentano problemi di salute. Il "pezzetto di carne" sulla punta del glande potrebbe essere un residuo naturale del frenulo o una caratteristica congenita, ma per una valutazione certa è importante consultare un andrologo.

Ha mai pensato di confrontarsi con un andrologo o uno psicoterapeuta? Un supporto mirato potrebbe aiutarla a distinguere tra gli aspetti psicologici e quelli fisiologici, migliorando sia la percezione di sé sia la qualità della sua vita sessuale.

Cordiali saluti,
dr Tealdi
Dr. Matteo Lupi
Psicologo, Sessuologo, Psicologo clinico
Prato
Buongiorno,
quello che descrive è una situazione molto comprensibile e anche piuttosto frequente nelle coppie che stanno affrontando percorsi di procreazione medicalmente assistita. Quando la sessualità si intreccia con esami, diagnosi, attese e tentativi, è facile che il corpo smetta di funzionare con la stessa spontaneità di prima, e che l’erezione ne risenta, senza che questo significhi necessariamente un problema di virilità o di desiderio.

Dal suo racconto si percepisce anche molta attenzione nei confronti di suo marito, perché ha scelto di non affrontare subito l’argomento per non ferirlo o farlo sentire in difficoltà. Questa sensibilità è importante, ma allo stesso tempo, quando una difficoltà dura da anni, il silenzio rischia di far diventare il problema ancora più pesante, perché ciascuno dei due può trovarsi a viverlo da solo, facendo ipotesi o sentendosi inadeguato senza dirlo apertamente.

Il fatto che ci sia una diagnosi di oligozoospermia e che stiate affrontando pratiche di PMA può avere un impatto significativo anche sul piano psicologico e sessuale. In molti uomini, quando la fertilità diventa un tema centrale, l’erezione può risentire della pressione, del senso di responsabilità, della paura di non essere all’altezza o di “dover funzionare” proprio in certi momenti. In questi casi il calo del tono erettivo non è raro, e spesso non dipende da un problema organico ma dal carico emotivo che si porta dietro la sessualità in quel periodo.

La prima cosa utile, prima ancora di cercare soluzioni tecniche, è trovare un modo delicato per parlarne insieme, senza far passare il messaggio che c’è qualcosa che non va in lui, ma piuttosto che avete una difficoltà di coppia che state vivendo insieme. A volte può aiutare partire da ciò che state attraversando con la PMA, riconoscendo che non è un percorso semplice e che è normale che anche il desiderio e l’erezione possano risentirne.

Parallelamente, può essere utile valutare anche un controllo medico andrologico, se non è già stato fatto di recente, per escludere eventuali fattori organici che possono influire sull’erezione, soprattutto quando la difficoltà è presente da tempo. Sapere che dal punto di vista fisico è tutto sotto controllo spesso aiuta anche a ridurre l’ansia legata alla prestazione.

Accanto a questo, però, in situazioni come la vostra può essere molto utile anche un confronto con un professionista che si occupa di sessuologia o di terapia di coppia, perché quando la sessualità viene messa sotto pressione per motivi legati alla fertilità, al desiderio di avere un figlio o a diagnosi mediche, il rischio è che il rapporto diventi più un compito che un momento di intimità. Lavorare su questo aspetto spesso aiuta non solo l’erezione, ma anche il clima emotivo tra i partner.

Il fatto che lei voglia affrontare la situazione con delicatezza è già un ottimo punto di partenza. In questi casi non si tratta di difendere la virilità di suo marito, ma di proteggere la relazione, e far capire che siete dalla stessa parte davanti a una difficoltà che può capitare a molte coppie.

Salve, è da tempo che volevo esporre il mio problema ad un dottore, e sia perchè la causa è molto intima, sia perchè non sono sicuro sia grave, ho scritto qui. Sono un uomo di 25 anni e la causa del problema è di sfondo sessuale, per la precisione parlo dell'erezione del pene. Ho notato che durante i periodi in cui mi masturbo con costanza (1-2 volte al giorno massimo), l'erezione del pene non è del tutto completa. Essendo un ragazzo abbastanza timido, ho avuto poche occasioni di fare sesso con le donne. Una di queste mi è avvenuta recentemente e durante le prime fasi dell'atto non si è verificato nessun problema, anzi mi sono trattenuto dall'eiaculare presto, ma in un secondo momento il pene non era piú eretto e non ne ha voluto sapere piú di "riprendersi". Anche durante la masturbazione mi capita che il pene perda un pò di erezione nel caso in cui pensassi ad una ragazza (non è molto bello scriverlo ma credo sia fondamentale per inquadrare il caso), invece che al materiale pornografico di cui sto facendo uso. Tutto ciò mi ha fatto pensare che se davvero esistesse un problema, esso sia di natura psicologica. A sostegno della tesi c'è il fatto che reputo il mio pene anti-estetico, in quanto si tratta di un pene pigmentato (di un colore piú scuro) e che presenta un piccolo pezzo di carne sulla punta del glande (non conosco il nome scientifico e vorrei saperlo), anche la pelle del glande presenza qualche irregolarità come la presenza di qualche "ruga" (ho anche avuto problemi di micosi, magari legati a queste rughe), e presenta le papule perlacee verso la base del glande. Ma non c'è solo l'aspetto psicologico, credo che sia presente in parte anche qualche mancanza fisiologica. Credo infatti, che la produzione di sperma sia lenta, e che il desiderio sessuale sia diminuito rispetto al passato. Molte volte sento parlare di persone che subito dopo aver fatto sesso, passano al second round, ciò è una cosa quasi impensabile per me da un punto di vista fisico. Sarei grato di sapere se esiste un modo naturale per aumentare il desiderio sessuale. Ci tengo a precisare che sia psicologicamente che fisicamente mi ritengo una persona abbastanza sana, quindi i problemi non credo siano da attribuire a cause esterne. Sommando i diversi fattori mi sento di dire che un problema è sicuramente presente, quantomeno io con i miei dubbi. Perlarne apertamente mi solleva, spero che mi rispondiate e mi forniate qualche delucidazione sulle mie insicurezze. Soprattutto riguardanti l'estetica del mio pene (se è tutto normale, e se in qualche modo è possibile renderlo piú estetico senza chirurgia). Grazie in anticipo. proviamo a rispondere a questo

Buongiorno,
dal suo racconto si percepisce chiaramente quanto questo tema le crei insicurezza, e il fatto che abbia scelto di parlarne è già un passo importante. Quando si parla di erezione, desiderio sessuale e percezione del proprio corpo, è molto facile che diversi fattori si intreccino tra loro, e spesso quello che viene vissuto come un problema fisico nasce in realtà da una combinazione di aspetti psicologici, emotivi e di abitudine sessuale.

Partirei da un punto rassicurante: da quello che descrive non emergono segnali evidenti di un disturbo organico. Il fatto che riesca ad avere erezioni, che durante i rapporti iniziali tutto funzioni e che il problema compaia soprattutto in certe situazioni (per esempio quando si sente sotto pressione, quando pensa all’aspetto del suo pene o quando non utilizza pornografia) fa pensare più a una difficoltà legata all’eccitazione mentale e al controllo, piuttosto che a una reale mancanza fisiologica. È molto frequente che l’uso abituale di pornografia porti il cervello ad abituarsi a stimoli molto specifici e molto intensi, rendendo più difficile mantenere la stessa eccitazione in situazioni reali, dove entrano in gioco emozioni, timidezza, aspettative e paura di fare brutta figura.

Anche il fatto che durante la masturbazione l’erezione sia più stabile quando guarda materiale pornografico rispetto a quando immagina una ragazza reale va in questa direzione. Non significa che abbia meno desiderio, ma che il suo sistema di eccitazione si è un po’ condizionato a quel tipo di stimolo. In questi casi può succedere che, durante un rapporto vero, l’attenzione si sposti dal piacere al controllo: “Sto funzionando?”, “Sono abbastanza eccitato?”, “Il mio pene è normale?”, e questo da solo può far calare l’erezione.

Un altro aspetto importante riguarda proprio l’immagine che ha del suo pene. Lei descrive pigmentazione più scura, papule perlacee, piccole irregolarità della pelle, e un residuo di tessuto sul glande (che potrebbe essere, per esempio, un frenulo più evidente o un piccolo residuo di prepuzio). Tutte queste caratteristiche, nella maggior parte dei casi, rientrano nella normalità anatomica. Le papule perlacee, in particolare, sono molto comuni e non sono una malattia, così come le differenze di colore o la presenza di piccole pieghe della pelle. Quando però una persona vive il proprio pene come antiestetico o “sbagliato”, questo può influire molto sull’eccitazione, soprattutto nei rapporti con una partner, perché aumenta l’autocontrollo e la paura del giudizio.

Per quanto riguarda invece il fatto di non riuscire ad avere più rapporti consecutivi o di percepire un desiderio minore rispetto al passato, anche questo non è necessariamente segno di un problema. I tempi di recupero dopo l’eiaculazione (il cosiddetto periodo refrattario) sono molto variabili da persona a persona e a 25 anni non è affatto obbligatorio riuscire ad avere subito un secondo rapporto. Spesso si tende a confrontarsi con racconti o con ciò che si vede nei film pornografici, ma la realtà è molto più diversa e più variabile.

Se desidera togliersi ogni dubbio sul piano fisico, può essere utile una visita andrologica, che serve proprio a verificare che dal punto di vista ormonale, vascolare e anatomico sia tutto nella norma. Molte volte, avere una conferma medica aiuta anche a ridurre l’ansia legata alla prestazione.

Allo stesso tempo, da quello che racconta, sarebbe altrettanto utile lavorare sul modo in cui vive l’eccitazione, l’immagine del suo corpo e il rapporto con la sessualità reale rispetto a quella immaginata o pornografica. In questi casi un confronto con un professionista che si occupa di sessuologia può aiutare a capire come si è costruito questo schema nel tempo e come ritrovare una maggiore spontaneità, senza dover “forzare” il corpo a funzionare.

Non è raro, alla sua età, avere dubbi come i suoi, soprattutto se si ha poca esperienza e si tende ad essere molto autocritici. Questo non significa che ci sia qualcosa che non va, ma che probabilmente la sua sessualità ha bisogno di essere compresa meglio e vissuta con meno pressione.
Un caro saluto

Dr. Matteo Lupi
Psicologo e Sessuologo

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