Salve, due settimane fa io e la mia ragazza facevamo petting, ovvero lei strusciava la sua vagina su

5 risposte
Salve, due settimane fa io e la mia ragazza facevamo petting, ovvero lei strusciava la sua vagina sul mio pene. Appena sentivo che stavo venendo lei si è tolta subito però poco sperma è finito sull’ingresso della vagina ma quasi tutto lo sperma ,siccome si è tolta, è finito sulle mie mani. Non abbiamo fatto nessuna penetrazione di nessun modo, lei aveva il ciclo e l’assorbente interno.Ho paura che lo sperma che è finito sull’ingresso della vagina sia entrato. Ho letto da tante parti che è praticamente lo 0% che lei rimanga incinta perché aveva il ciclo ed è difficile che lo sperma entri siccome era anche poco e poi lei aveva il tampone interno che da come ho letto riesce a bloccare , NON AL 100%, lo sperma. Aspetto risposte per favore. Grazie
Dott. Giovanni Pagnini
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Prato
Gentile Utente, capisco la preoccupazione ma mi sento di tranquillizzarla con assoluta certezza: avendo lei eiaculato esternamente alla vagina, ed avendo la sua compagna il ciclo e il tampone interno, è BIOLOGICAMENTE impossibile che sia rimasta incinta. Affinché lo spermatozoo raggiunga l'ovulo è infatti necessaria sostanzialmente la spinta espulsiva del pene, durante l'orgasmo maschile all'interno della vagina, che permette al liquido seminale di raggiungere la parete dell'utero. Inoltre, l'ovulo deve essere formato e pronto alla fecondazione. Potete stare tranquilli e godervi la sessualità

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Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Salve, capisco bene la sua preoccupazione. Quando si parla di rapporti intimi, anche in assenza di penetrazione, è normale avere dubbi e timori soprattutto legati al rischio di gravidanza.

Da quanto ha descritto, il rischio che la sua ragazza sia rimasta incinta è estremamente basso. Il petting, senza penetrazione e con presenza del ciclo mestruale (in particolare se accompagnato dall’uso di un assorbente interno), rende davvero improbabile una gravidanza. Lo sperma che eventualmente fosse arrivato nelle vicinanze dell'ingresso vaginale, considerando la minima quantità e l’assenza di penetrazione, ha probabilità molto scarse di causare una fecondazione. Inoltre, durante il ciclo mestruale l’ambiente uterino non è favorevole alla sopravvivenza degli spermatozoi.

Tuttavia, la preoccupazione che manifesta è importante e merita ascolto. Quando questi timori diventano fonte di ansia, oppure si ripresentano frequentemente, può essere utile affrontarli più a fondo.

Per questo motivo sarebbe utile e consigliato, per approfondire e gestire al meglio queste paure, rivolgersi ad uno specialista.

Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Dott.ssa Claudia Tagliapietra
Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo
Mestre
Buona sera,
Da quello che scrive non essendoci stata penetrazione, non c’è possibilità che la sua compagna sia rimasta incinta.
Cordialmente,
Dott.ssa Claudia Tagliapietra
Dott.ssa Teresita Forlano
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Roma
Buon pomeriggio. Non c'è motivo di allarmarsi, le condizioni per una possibile gravidanza sono inesistenti.
Un saluto, dottoressa Teresita Forlano
Dr. Matteo Lupi
Psicologo, Sessuologo, Psicologo clinico
Prato
Confermo quanto hai letto. Capisco la tua preoccupazione, ma nella situazione che descrivi il rischio di gravidanza è praticamente nullo: non c’è stata penetrazione, lo sperma era pochissimo e la tua ragazza aveva il ciclo con assorbente interno. Anche se in medicina non si parla mai di rischio zero assoluto, nel tuo caso non ci sono elementi che facciano pensare a una possibilità reale di gravidanza. Nel caso le preoccupazioni dovessero continuare nonostante il rischio sia praticamente nullo, può essere utile parlarne con un professionista: medico di base, consultorio, ginecologa/o . Non per un reale rischio di gravidanza — che nella situazione descritta non c’è — ma per aiutarsi a gestire la preoccupazione, che a volte rimane attiva anche quando la ragione ci dice che non c’è nulla da temere.
Un saluto
Dr. Matteo Lupi

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