Salve Dottori, Sono un ragazzo di 21 anni (quasi 22) e da circa 3 mesi sono molto preoccupato circa

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Salve Dottori,
Sono un ragazzo di 21 anni (quasi 22) e da circa 3 mesi sono molto preoccupato circa la salute del mio cuore. Proprio negli ultimi 3 mesi, infatti, ho iniziato ad avvertire frequenti extrasistoli. Il 12 Maggio, ho deciso di sottopormi ad un ECG, ma a parte un lieve ritardo di conduzione intraventricolare, non è stato rivelato nulla di anomalo. In seguito, il 22 Maggio dopo una notte insonne, stavo svolgendo un discreto sforzo fisico (una camminata veloce in salita) e ho avvertito frequenti extrasistoli, il che comunque ha aumentato le mie ansie. Ritrovarsi da un giorno all’altro con delle extrasistoli sintomatiche, per lo più durante uno sforzo fisico credo che già di per sé metta abbastanza preoccupazione. Dopo più di un mese con persistenza del quadro extrasistolico, il 3 Luglio alle 00:30 circa, sono stato portato prima dalla guardia medica (li hanno rilevato battito a 110 e pressione a 150), e successivamente in pronto soccorso, li mi hanno misurato la pressione, oltre a farmi due ECG basali, ma non è stato rilevato nulla di anomalo. Purtroppo non ho gli strumenti per dire se si sia trattato di una tachicardia sinusale, ventricolare o più semplicemente di un attacco di panico. In pronto soccorso, mi è stato consigliato di eseguire un Holter, svolto il 12 Luglio. Di seguito il risultato:
-Ritmo di base sinusale costante.
-Elevati valori di frequenza cardiaca media.
-Normale conduzione atrio-ventricolare.
-Normale conduzione intra-ventricolare.
-Assenza di pause significative.
-Extrasistolia ventricolare prevalentemente monomorfa, singola, non precoce.
-QTc medio normale.
Nessun evento sopraventricolare (il che sarebbe ottimo) se non fosse per le 492 extrasistoli ventricolari registrate. La media è di circa 21 extrasistoli all’ora. Durante l’Holter ho annotato le mie attività quotidiane e in che ora sono state svolte. Ebbene è emerso che durante le ore di sonno le extrasistoli ventricolari erano molto infrequenti, circa 25 in 7 ore. La sera (verso le 23) ho fatto una camminata, quindi sforzo fisico. In quell’ora di camminata, la frequenza cardiaca media era di 111 bm e sono state registrate ben 58 extrasistoli ventricolari. Ci tengo a sottolineare ciò, perché volevo far notare che le extrasistoli non si sono alleviate con l’esercizio fisico, anzi 1 ora di camminata ha registrato più del doppio delle extrasistoli di 7 ore di sonno. È infine, alla sezione dell’Holter “Ritmo ventricolare”, le voci “tachi”, “Big”, “Trig”, “Rsut”, “Fusione”, “Disp” non hanno rilevato nulla, mentre la voce “Sconosciuto” ha rilevato 307 eventi, 7 durante le ore di sonno e ben 50 durante l’ora di attività fisica. In generale, possiamo concludere che nelle ore in cui è stata registrata un elevata frequenza cardiaca, è stato anche rilevato il maggior numero di extrasistoli ventricolari (ciò l’ho constatato osservando la cadenza delle extrasistoli nell’holter). In questi giorni di Luglio alle extrasistoli, sono associati altri sintomi: stanchezza, spossatezza, debolezza, sensazione di forte calore al braccio sinistro, vertigini e sensazione di svenimento, frequenza cardiaca elevata persistente (100+bm) capita se sto in piedi e ancora di più durante la doccia, pressione alta, a volte mi sento come se mancasse il respiro e devo inspirare profondamente, paralisi nel sonno però in stato di veglia (mai avvertita prima), e “spasmi” improvvisi nel sonno (in cui mi sveglio), ma non solo. Nelle sporadiche occasioni in cui ho svolto attività fisica (camminata e partite di calcetto di 2h), ho avvertito qualche extrasistole durante l’attività stessa, ma la cosa che mi preoccupa è il dopo. Alla fine dell’attività fisica avverto prima una sensazione strana come se “mi fossi tolto un peso di dosso” e successivamente numerosissime extrasistole, l’una a 5/10 secondi dall’altra. Concludo dicendo che non ho familiarità per cardiomiopatie (o almeno non si sono verificati casi di morte improvvisa in famiglia). Da circa 4/5 mesi soffro di problemi gastrici (stipsi e gonfiore specialmente), però mi verrebbe di escludere problemi alla tiroide. La stipsi è legata all’ipotiroidismo, mentre la frequenza cardiaca elevata all’ipertiroidismo. Ovviamente non possono verificarsi entrambe le cose contemporaneamente. Escluderei anche la sindrome gastro-cardiaca, perché in quel caso le extrasistoli dovrebbero essere atriali e non ventricolari. Perdonate se sono stato esauriente ed esaustivo, ma avevo bisogno di un vostro riscontro, anche perché a livello psicologico sto soffrendo molto. Potrei sembrare un ragazzo molto ansioso, ma ho descritto ogni riscontro con la massima lucidità. Le extrasistoli sono preoccupanti solo perché ventricolari e avvertiti dal nulla, e frequenti anche durante l’attività fisica, tanto per dire mia mamma ha eseguito un Holter 4 anni fa ma sono state riscontrate solo 3 extrasistoli ventricolari in 24 ore. Non abbiate fretta di rispondere, è molto più importante che leggiate il tutto con cura. A fronte di tutto, vorrei sapere se posso tornare a svolgere attività fisica. Devo svolgere altri esami? Cosa ne pensate di quanto descritto? VI ringrazio per l’attenzione e la pazienza.
Dr. Giuseppe BILOTTA
Cardiologo, Medico certificatore
Cagliari
Buongiorno. La presenza di una aritmia extrasistolica non deve suscitare particolari preoccupazioni tuttavia in presenza di un cardiopalmo costante e intenso sarebbe quantomai opportuno praticare una serie di indagini di base cardiologica ( ecg basale, holter ecg delle 24 ore , ecocardiogramma, test ergometrico ). Parte di questi sono già stati effettuati e dai primi riscontri emerge una aritmia extrasistolica ventricolare semplice inquadrabile prima classe Lown-Wolf tuttavia per escludere la presenza di una cardiopatia su base organica, ed eventualmente intervenire con trattamento farmacologico lenitivo per contenere l’intensità clinica del fenomeno e le relative ripercussioni psicologiche che i fenomeni extrasistolici comportano, le consiglio di effettuare una indagine ecocardiografica quindi un test ergometrico per inquadrare al meglio l’entità del fenomeno durante l’esercizio fisico. Affidi infine ad uno specialista in malattie cardiovascolari la gestione del suo caso evitando di porsi personalmente in ipotesi diagnostiche mirate o differenziali che innescano, a parere personale, inutili preoccupazioni e/o spiacevoli fenomeni di conversione somatica

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