Salve dottori, scrivo qui un papiro un po' per disperazione, perché ho ricevuto l'ennesima "buona no
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Salve dottori, scrivo qui un papiro un po' per disperazione, perché ho ricevuto l'ennesima "buona notizia" che non va a trovare spiegazione al mio stato di salute.
Nel 2013, a 18 anni, a seguito di forti dolori addominali, una corsa in ps e un ricovero d'urgenza ho subito una colicistectomia e una contemporanea appendicectomia in laparoscopia, in quanto la mia cistifellea era piena di calcoli e l'appendice era allungata e presentava un riversamento di liquido.
Operazione senza complicazioni, dimessa entro i tempi prestabiliti e seguito dieta e prescrizioni dei medicinali (ricordo solo il Questran) per i tempi stabiliti dai medici. Di lì a pochi mesi l'inizio di un calvario. È stato un salire di continui dolori addominali, di episodi di stipsi e diarrea alternati, nausee, vomito e vomito di bile pura.
Ogni tot tempo scopro un alimento che non tollero più e che mi provoca un riversamento di bile nello stomaco, credo, che se non espello tramite vomito indotto, mi causa giramenti di testa, sudori freddi, nausea forte, agitazione e tremori.
Negli ultimi 2/3 anni la situazione è peggiorata a dismisura sino a diventare debilitante.
Presa in cura per un periodo da un primario di gastroenterologia che mi ha diagnosticato la sindrome del colon irritabile, cura con altro ciclo di Questran per 30gg che si è rivelato acqua fresca, diagnosticata poi un'intolleranza al lattosio, se esco di casa devo essere sicura di avere un bagno a portata di mano, ansia, umore sotto lo zero molto spesso, irritabilità, dolori estremamente forti (come pugnalate) che arrivano e spariscono all'improvviso ma lasciano comunque un continuo fastidio addominale.
Io il dolore continuo ormai lo "sopporto", mi tocca conviverci, faccio sport a livello amatoriale (danza), lavoro 8-9 ore al giorno in ufficio/negozio.
Però ora ho 29 anni e sto peggio di un 90enne.
Mi è capitato di non arrivare in tempo in bagno e di sporcarmi, mi è capitato di svegliarmi di notte col cuscino sporco di bile, mi è capitato di svenire perchè mi si abbassa la pressione quando sento lo stimolo di andare di corpo.
Io sono disperata perchè oltre a sentirmi dire che non ho nulla (esiti di vari esami che non riscontrano nulla di rilevante) se non un'aria jatale diagnosticata antecedentemente l'operazione, mi è stato detto che dovrei lavorare sulla mia sfera psicologica. Ma io so che la mia situazione mentale è solo una conseguenza di come sto.
Ho indagato anche dal punto di vista ginecologico ed è stata esclusa in primis l'endometriosi e poi anche altre patologie (sono positiva all'hpv, sono stata cin2 ma ora situazione migliorata), devo fare ad inizio febbraio un tampone vaginale e mi è stato sospeso il ciclo da qualche mese assumendo non-stop la pillola Effiprev (non sta andando bene, ho comunque dolori e perdite ematiche, ne parlerò prossimamente con la ginecologa)
La mia dottoressa non saprebbe consigliare altro che rivolgermi ad un dietologo.
Io rivoglio la mia serenità e vorrei uscire di casa, andare al ristorante o andare in vacanza senza essere in paranoia e programmare ogni minuto della mia vita in funzione dei bagni.
Non so se mi sono rivolta alle strutture sbagliate o alle figure sbagliate.
So solo che ieri ho fatto una colonscopia e mi è stato detto che ho un intestino sano. So solo che ho pianto. So che dovrei essere super felice di essere a posto ma la realtà è che vivo le mie giornate con una borsa dell'acqua calda a portata di mano, dei pannolini e un ricambio e speravo trovassero la risposta ai miei dolori atroci.
Vorrei sapere a che figure mediche rivolgermi, se c'è qualcuno disposto ad ascoltarmi e leggere la mia cartella clinica e ad aiutarmi a trovare una soluzione.
Mi sposto in tutta Italia o estero se necessario...voglio star meglio, non mi interessa stare bene al 100% ma solo meglio.
Grazie in anticipo a chi ha letto fino a qui.
Nel 2013, a 18 anni, a seguito di forti dolori addominali, una corsa in ps e un ricovero d'urgenza ho subito una colicistectomia e una contemporanea appendicectomia in laparoscopia, in quanto la mia cistifellea era piena di calcoli e l'appendice era allungata e presentava un riversamento di liquido.
Operazione senza complicazioni, dimessa entro i tempi prestabiliti e seguito dieta e prescrizioni dei medicinali (ricordo solo il Questran) per i tempi stabiliti dai medici. Di lì a pochi mesi l'inizio di un calvario. È stato un salire di continui dolori addominali, di episodi di stipsi e diarrea alternati, nausee, vomito e vomito di bile pura.
Ogni tot tempo scopro un alimento che non tollero più e che mi provoca un riversamento di bile nello stomaco, credo, che se non espello tramite vomito indotto, mi causa giramenti di testa, sudori freddi, nausea forte, agitazione e tremori.
Negli ultimi 2/3 anni la situazione è peggiorata a dismisura sino a diventare debilitante.
Presa in cura per un periodo da un primario di gastroenterologia che mi ha diagnosticato la sindrome del colon irritabile, cura con altro ciclo di Questran per 30gg che si è rivelato acqua fresca, diagnosticata poi un'intolleranza al lattosio, se esco di casa devo essere sicura di avere un bagno a portata di mano, ansia, umore sotto lo zero molto spesso, irritabilità, dolori estremamente forti (come pugnalate) che arrivano e spariscono all'improvviso ma lasciano comunque un continuo fastidio addominale.
Io il dolore continuo ormai lo "sopporto", mi tocca conviverci, faccio sport a livello amatoriale (danza), lavoro 8-9 ore al giorno in ufficio/negozio.
Però ora ho 29 anni e sto peggio di un 90enne.
Mi è capitato di non arrivare in tempo in bagno e di sporcarmi, mi è capitato di svegliarmi di notte col cuscino sporco di bile, mi è capitato di svenire perchè mi si abbassa la pressione quando sento lo stimolo di andare di corpo.
Io sono disperata perchè oltre a sentirmi dire che non ho nulla (esiti di vari esami che non riscontrano nulla di rilevante) se non un'aria jatale diagnosticata antecedentemente l'operazione, mi è stato detto che dovrei lavorare sulla mia sfera psicologica. Ma io so che la mia situazione mentale è solo una conseguenza di come sto.
Ho indagato anche dal punto di vista ginecologico ed è stata esclusa in primis l'endometriosi e poi anche altre patologie (sono positiva all'hpv, sono stata cin2 ma ora situazione migliorata), devo fare ad inizio febbraio un tampone vaginale e mi è stato sospeso il ciclo da qualche mese assumendo non-stop la pillola Effiprev (non sta andando bene, ho comunque dolori e perdite ematiche, ne parlerò prossimamente con la ginecologa)
La mia dottoressa non saprebbe consigliare altro che rivolgermi ad un dietologo.
Io rivoglio la mia serenità e vorrei uscire di casa, andare al ristorante o andare in vacanza senza essere in paranoia e programmare ogni minuto della mia vita in funzione dei bagni.
Non so se mi sono rivolta alle strutture sbagliate o alle figure sbagliate.
So solo che ieri ho fatto una colonscopia e mi è stato detto che ho un intestino sano. So solo che ho pianto. So che dovrei essere super felice di essere a posto ma la realtà è che vivo le mie giornate con una borsa dell'acqua calda a portata di mano, dei pannolini e un ricambio e speravo trovassero la risposta ai miei dolori atroci.
Vorrei sapere a che figure mediche rivolgermi, se c'è qualcuno disposto ad ascoltarmi e leggere la mia cartella clinica e ad aiutarmi a trovare una soluzione.
Mi sposto in tutta Italia o estero se necessario...voglio star meglio, non mi interessa stare bene al 100% ma solo meglio.
Grazie in anticipo a chi ha letto fino a qui.
Della sua lunga e dettagliata lettera mi concentro su un particolare non di secondo piano.
Le é stato diagnosticato un colon irritabile ( che spesso é di fatto un “tubo digerente irritabile”) e infatti la colonscopia é poi risultata normale.
Ma come é stato curato? A parte il Questran, che non c’entra con la sua diagnosi, Lei non riferisce di aver fatto nessuna delle cure che si usano in questi casi. Forse il nodo del problema é proprio questo.
Le é stato diagnosticato un colon irritabile ( che spesso é di fatto un “tubo digerente irritabile”) e infatti la colonscopia é poi risultata normale.
Ma come é stato curato? A parte il Questran, che non c’entra con la sua diagnosi, Lei non riferisce di aver fatto nessuna delle cure che si usano in questi casi. Forse il nodo del problema é proprio questo.
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