Salve dottori è un mese che assumo daparox per umore depresso e pensieri intrusivi co

2 risposte
Salve dottori è un mese che assumo daparox per umore depresso e pensieri intrusivi costanti...ad oggi ho avuto situazioni altalenanti..e a volte sto anche peggio con i pensieri ...qualcuno sa dirmi se è normale e ci vorrà piu tempo?
Dott. Stefano Bonora
Psichiatra, Psicoterapeuta
Milano
Buongiorno, l'effetto dipende dalla dose (che non conosco), dal tempo di assunzione (diciamo che un mesetto è il minimo per iniziare a vedere dei risultati) e anche da variabili individuali non prevedibili. Mi confronterei a breve col suo psichiatra per verificare se inizia ad apprezzare qualche forma di beneficio

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Dr. Fabio M. P. Tortorelli
Psichiatra, Psicoterapeuta
Roma
Gentile utente,

Dal punto di vista prettamente farmacologico, l'andamento che sta descrivendo rientra potenzialmente a pieno titolo nelle tempistiche e nelle dinamiche fisiologiche della molecola che sta assumendo.

Il Daparox agisce sui circuiti della serotonina richiedendo un tempo di latenza ben preciso prima di esplicare la sua completa efficacia.

Se per il versante dell'umore depresso i primi segnali di stabilizzazione iniziano a palesarsi intorno alla terza o quarta settimana, per quanto riguarda il trattamento dei pensieri intrusivi il sistema nervoso centrale necessita strutturalmente di tempistiche molto più dilatate, che spesso superano le sei o otto settimane di assunzione continuativa a dosaggio pieno.

Inoltre, durante questa prima fase di riadattamento neurobiologico, l'innalzamento dei livelli di serotonina potrebbe innescare una transitoria reazione di attivazione paradossa.

Questo meccanismo spiegherebbe in modo molto lucido il motivo per cui sta sperimentando momenti in cui il carico dei pensieri sembra addirittura peggiorare rispetto alla situazione di partenza.

Questi sbalzi rappresenterebbero quindi una fase di assestamento del tutto prevedibile, indicando che il farmaco sta iniziando a lavorare sui recettori, ma che il suo cervello non ha ancora raggiunto il nuovo solido equilibrio biochimico.

Tuttavia, avendo ormai raggiunto il primo mese di terapia, risulta fondamentale programmare un colloquio di monitoraggio con il Collega che ha impostato la cura.

Condividere apertamente con il suo specialista di riferimento l'entità di queste fluttuazioni costituisce il passaggio decisivo per permettergli di inquadrare la situazione di persona, stabilendo con esattezza clinica se sia sufficiente concedere ulteriore tempo alla molecola per farla maturare, o se risulti invece più indicato calibrare strategicamente il dosaggio per alleviare subito il peso di questa delicata fase di transizione.

Resto a disposizione per eventuali necessità, cari saluti

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