Salve dottori...dopo mesi di prostatite, un urologo (il terzo dal quale sono andato) mi ha fatto far

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Salve dottori...dopo mesi di prostatite, un urologo (il terzo dal quale sono andato) mi ha fatto fare l’esame delle urine e dello sperma..le urine erano pulite, ma .dall esame dello sperma è uscito fuori l’eschrichia coli con relativo antibiogramma. L’urologo mi ha prescritto la levofloxacina per 7 giorni. Soffrendo di un forte stato ansioso e di crisi di panico, ho letto che la levofloxacina ha delle controindicazioni sul sistema nervoso come ansia paranoia depressione insonnia, io sto assumendo lo xanax a rilascio prolungato e ho iniziato il lyrica 3 volte al giorno... posso prendere la levofloxacina senza problemi? Tenete conto che non posso assolutamente smettere la cura psichiatrica e comunque devo curare la prostatite che mi da fastidi pelvici... lo psichiatra dice che non c’e nessun problema, l’urologo dice che non dovrebbero esserci problemi ma di chiedere comunque al medico di base (che non risponde mai) ....posso andare tranquillo?
Ah ogni tanto mi masturbo , anche se non giornalmente, l’altro giorno pero mi è capitato due volte a distanza di poco , devo astenerni da tale pratica? Essendo ossessivo compulsivo dopo aver raggiunto l'orgasmo continuo per un po e do botte di sfintere per far uscire tutto il liquido seminale. A letto ogni tanto ho anche un tic nervoso, ovvero tiro su con lo sfintere e poi spingo giu. Sto cercando comunque di eliminare queste brutte abitudini. Grazie per il consulto.
Prof. Carlo Rando
Andrologo, Urologo, Chirurgo generale
Milano
Una terapia antibiotica basata su una spermiocoltura, che è un esame che facilmente si inquina, è quantomeno da verificare nella sua utilità: l'esame corretto ed adeguato è il test di Stamey (prima e seconda urina, secreto prostatico estratto) eseguito per bene; inoltre la levofloxacina e tutti i fluorchinolonici vanno assunti se e sole se strettamente necessari e va monitorata l'azione sugli psicofarmaci. Non avendo tutti i dati del suo pregresso diagnostico è impossibile darle maggiore suggerimenti, ma lei potrà valutare se chi sinora l'ha seguita si sia preoccupato di definire le ragioni del suo quadro pelvico-prosttico e se invece abbia solo continuato a cercare di eliminare batteri più o meno esistenti e di abbattere lo stato infiammatorio con cortisone ed antinfiammatori. La maggiore questione nelle congestioni infiammatorie pelvico-prostatiche è determinare le ragioni che possono essere locali ma più spesso sono generali e riguardano l'equilibrio epato-metabolico-ossidativo, immunitario, ormonale, nutrizionale e lo stato vascolare pelvico-scrotale. Se non si ha un quadro adeguato con i dovuti esami si insegue ogni volta solo il sintomo maggiore e nulla si risolve, come in fatto le sta accadendo. Ovviamente nel suo quadro ha una incidenza anche il suo stato psicologico sul quale forse agire con qualche modifica "meno farmacologica" e "più comportamentale" potrebbe essere decisamente utile.

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