Salve, circa 20 anni fa ho iniziato a soffrire di ansia ed attacchi di panico, sono andato da uno ps
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Salve, circa 20 anni fa ho iniziato a soffrire di ansia ed attacchi di panico, sono andato da uno psichiatra e mi ha dato 10 gocce di citalopram e poi essendo in Spagna l ha sostituito con mezza pillola di sertralina, e pian piano mi sono ripreso la mia vita, mi sono laureato ho ripreso a viaggiare ho un lavoro che mi soddisfa etc etc.. circa due anni fa andando comunque in terapia da una psicologa ho deciso di togliere la mezza pillola di sertralina perché non ne sentivo più il bisogno, per circa un anno tutto bene, poi l anno scorso ho vissuto delle situazioni un po pesanti e da agosto 2025 ho iniziato di nuovo ad avere ansia, senso di tristezza etc etc, ho cambiato psicologa da settembre con la mia nuova psicoterapeuta lavoriamo prettamente sul presente come vivere più il qui ora, lavoriamo sull accettazione e sul lasciare andare, io naturalmente subito ho pensato di riprendere la sertralina ma lei non é molto d accordo, io da settembre adesso ho notato miglioramenti ma mi sento sempre con la paura per fare cose che prima facevo tranquillamente, anche fare una riunione a lavoro mi dà ansia, faccio respirazione la mattina, scrivo la sera, però non accetto questa mia nuova fase.. pensate che senza la sertralina ce la posso fare? O magari mi potrebbe essere utile una stampella?
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Quello che descrive è un andamento abbastanza frequente nei disturbi d’ansia: una prima fase trattata con beneficio, un periodo di stabilità, poi una riacutizzazione in concomitanza con eventi stressanti.
Il fatto che negli anni abbia ripreso la sua vita (laurea, lavoro, viaggi) è un elemento molto positivo e indica che il disturbo è trattabile. Anche i miglioramenti che riferisce da settembre suggeriscono che il lavoro psicoterapeutico sta producendo effetti, seppur graduali.
La scelta di riprendere o meno la sertralina non è una questione “di forza di volontà” né un fallimento. In alcuni casi la psicoterapia è sufficiente; in altri, una terapia farmacologica temporanea può fungere da supporto (“stampella”) per ridurre la soglia d’ansia e permettere di lavorare meglio anche sul piano psicologico. Le linee guida prevedono entrambe le opzioni.
La decisione va presa valutando: intensità dei sintomi, impatto sulla vita quotidiana, andamento nel tempo e livello di sofferenza soggettiva. Può essere utile un confronto diretto con uno psichiatra per una valutazione aggiornata, anche solo consulenziale, così da integrare il lavoro che sta facendo in psicoterapia.
Non è necessario “accettare per forza” questa fase: è legittimo desiderare di stare meglio. L’obiettivo non è scegliere tra farmaco o psicoterapia in modo ideologico, ma trovare l’equilibrio più adatto a lei in questo momento della vita.
Il fatto che negli anni abbia ripreso la sua vita (laurea, lavoro, viaggi) è un elemento molto positivo e indica che il disturbo è trattabile. Anche i miglioramenti che riferisce da settembre suggeriscono che il lavoro psicoterapeutico sta producendo effetti, seppur graduali.
La scelta di riprendere o meno la sertralina non è una questione “di forza di volontà” né un fallimento. In alcuni casi la psicoterapia è sufficiente; in altri, una terapia farmacologica temporanea può fungere da supporto (“stampella”) per ridurre la soglia d’ansia e permettere di lavorare meglio anche sul piano psicologico. Le linee guida prevedono entrambe le opzioni.
La decisione va presa valutando: intensità dei sintomi, impatto sulla vita quotidiana, andamento nel tempo e livello di sofferenza soggettiva. Può essere utile un confronto diretto con uno psichiatra per una valutazione aggiornata, anche solo consulenziale, così da integrare il lavoro che sta facendo in psicoterapia.
Non è necessario “accettare per forza” questa fase: è legittimo desiderare di stare meglio. L’obiettivo non è scegliere tra farmaco o psicoterapia in modo ideologico, ma trovare l’equilibrio più adatto a lei in questo momento della vita.
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