Salve chiedo un informazione se possibile ragazzo con poblemi ad avere un linguaggio scurrile e un p
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Salve chiedo un informazione se possibile ragazzo con poblemi ad avere un linguaggio scurrile e un po volgare non capendo la gravità di quello che fa alcune volte perche preso alla leggera cambia ogni secondo lavoro non mantiene amici durature e non ha amici scherza dalla mattina alla sera e inventa pure storie per far seguire e ammirare e si vede diverso dagli altri oltre ad una disabilità intellettiva per il resto ragiona vorrei jn consiglio vostro. da poco ha fatto questa visita psichiatrica ma non capisco la diagnosi del comportamento visto che cene sono tante. potreste aiutarmi? grazie vi allego relazione
Dall'anamnesi, dal colloquio e dalla documentazione inviatami in precedenza si evidenziano segni e sintomi tali da far porre la diagnosi di: "Ritardo Mentale Moderato secondo test di WAIS-IV associato a disturbi comportamentali e immaturità affettiva".
Dal colloquio, così come dalla presa visione degli indici del test WAIS-IV somministrato in data 25/08/2024, si evidenziano difficoltà nel ragionamento sulle informazioni precedentemente apprese, ha difficoltà a sviluppare, nella propria mente, una rappresentazione visiva di un concetto complesso e articolato per cui gli risulta più semplice la rappresentazione di concetti semplici ed elementari. Non risulta in grado di individuare le caratteristiche implicite alla base di un problema specifico o di un gruppo di osservazioni e non è in grado di ragionare a partire da elementi specifici od osservazioni per arrivare a regole generali o ad ampie generalizzazioni. È compromessa la MDL per cui si evidenziano difficoltà e lentezza nell'elaborare informazioni per brevi periodi di tempo in attività cognitive continue. Di conseguenza, emergono difficoltà nel calcolo matematico, nello svolgere compiti semplici, disturbi dell'attenzione e della concentrazione.
Ha una scarsa consapevolezza delle norme sociali e un forte sentimento di inferiorità (vorrebbe essere come gli altri).
Il funzionamento adattativo è insufficiente se non supportato da facilitatori soprattutto nell'area delle capacità sociali/interpersonali. Anche il funzionamento lavorativo è compromesso
Dall'anamnesi, dal colloquio e dalla documentazione inviatami in precedenza si evidenziano segni e sintomi tali da far porre la diagnosi di: "Ritardo Mentale Moderato secondo test di WAIS-IV associato a disturbi comportamentali e immaturità affettiva".
Dal colloquio, così come dalla presa visione degli indici del test WAIS-IV somministrato in data 25/08/2024, si evidenziano difficoltà nel ragionamento sulle informazioni precedentemente apprese, ha difficoltà a sviluppare, nella propria mente, una rappresentazione visiva di un concetto complesso e articolato per cui gli risulta più semplice la rappresentazione di concetti semplici ed elementari. Non risulta in grado di individuare le caratteristiche implicite alla base di un problema specifico o di un gruppo di osservazioni e non è in grado di ragionare a partire da elementi specifici od osservazioni per arrivare a regole generali o ad ampie generalizzazioni. È compromessa la MDL per cui si evidenziano difficoltà e lentezza nell'elaborare informazioni per brevi periodi di tempo in attività cognitive continue. Di conseguenza, emergono difficoltà nel calcolo matematico, nello svolgere compiti semplici, disturbi dell'attenzione e della concentrazione.
Ha una scarsa consapevolezza delle norme sociali e un forte sentimento di inferiorità (vorrebbe essere come gli altri).
Il funzionamento adattativo è insufficiente se non supportato da facilitatori soprattutto nell'area delle capacità sociali/interpersonali. Anche il funzionamento lavorativo è compromesso
Buonasera,
capisco molto bene la preoccupazione che descrive: ricevere una diagnosi può generare paura, smarrimento e senso di stigma, soprattutto quando include termini come “autismo”, “ADHD” o “tratti borderline”. È importante chiarire che avere dei tratti non significa avere un disturbo di personalità: indica solo la presenza di alcune caratteristiche emotive o comportamentali, che possono essere gestite e integrate con un buon percorso terapeutico.
Nel suo caso, il fatto che stia già affrontando un percorso di psicoterapia ed EMDR è un segnale molto positivo: vuol dire che sta lavorando attivamente sulla consapevolezza di sé e sulla regolazione emotiva, elementi fondamentali nel trattamento sia dell’ADHD che dei tratti borderline.
Le diagnosi come ADHD e disturbo dello spettro autistico non definiscono la persona, ma aiutano a comprendere meglio il proprio funzionamento cognitivo ed emotivo, migliorando la qualità delle relazioni, la gestione del lavoro e la stabilità affettiva. La paura di “essere visto come un mostro” è comprensibile, ma non ha alcun fondamento: ciò che emerge dal suo messaggio è una persona sensibile, riflessiva e desiderosa di migliorare.
Continui il percorso con fiducia, mantenendo il dialogo aperto con il suo terapeuta e lo psichiatra. Con il tempo, queste diagnosi possono diventare strumenti di consapevolezza e non più etichette.
capisco molto bene la preoccupazione che descrive: ricevere una diagnosi può generare paura, smarrimento e senso di stigma, soprattutto quando include termini come “autismo”, “ADHD” o “tratti borderline”. È importante chiarire che avere dei tratti non significa avere un disturbo di personalità: indica solo la presenza di alcune caratteristiche emotive o comportamentali, che possono essere gestite e integrate con un buon percorso terapeutico.
Nel suo caso, il fatto che stia già affrontando un percorso di psicoterapia ed EMDR è un segnale molto positivo: vuol dire che sta lavorando attivamente sulla consapevolezza di sé e sulla regolazione emotiva, elementi fondamentali nel trattamento sia dell’ADHD che dei tratti borderline.
Le diagnosi come ADHD e disturbo dello spettro autistico non definiscono la persona, ma aiutano a comprendere meglio il proprio funzionamento cognitivo ed emotivo, migliorando la qualità delle relazioni, la gestione del lavoro e la stabilità affettiva. La paura di “essere visto come un mostro” è comprensibile, ma non ha alcun fondamento: ciò che emerge dal suo messaggio è una persona sensibile, riflessiva e desiderosa di migliorare.
Continui il percorso con fiducia, mantenendo il dialogo aperto con il suo terapeuta e lo psichiatra. Con il tempo, queste diagnosi possono diventare strumenti di consapevolezza e non più etichette.
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La diagnosi è nella prima riga del certificato(Ritardo mentale non lieve ma moderato, disturbi comportamentali e immaturità affettiva da cui discende anche la disiibizione del comportamento,la non aderenza ai codici sociali),. il resto è molto specifico,non le serve.
Il ragazzo esprime delle cose che sono difficili da interpretare, da comprendere allora ricorre a comportamenti disfunzionali o comunque li accentua. Portrebbe giovarsi di colloqui con uno psicoterapeuta. Nonostante l'atteggiamento apparentemente scherzoso è possibile che ci sia una sofferenza, una difficoltà ad accettare la sua differenza, la sua diversità. Ha bisogno di qualcuno che lo riconosca nella cura nella sua particolarità e che non lo faccia sentire sbagliato attivando pensieri rivendicativi e una dipendenza fusionale e ambivalente dall'ambiente familiari.
i colloqui terapeutici devono consentirgli di avere un altro rapporto col linguaggio e con le regole sociali. Così potrebbe riconoscersi parte del consorzio umano che è molto importante sul piano comportamentale. Anche un piccolo colloquio coi familiari potrebbe fornire delle indicazioni preziose per tutto il contesto. Ci sono dei centri dove si effettuano delle attività riailitative molto preziose che potrei incarle a secod di dove abita.
Il ragazzo esprime delle cose che sono difficili da interpretare, da comprendere allora ricorre a comportamenti disfunzionali o comunque li accentua. Portrebbe giovarsi di colloqui con uno psicoterapeuta. Nonostante l'atteggiamento apparentemente scherzoso è possibile che ci sia una sofferenza, una difficoltà ad accettare la sua differenza, la sua diversità. Ha bisogno di qualcuno che lo riconosca nella cura nella sua particolarità e che non lo faccia sentire sbagliato attivando pensieri rivendicativi e una dipendenza fusionale e ambivalente dall'ambiente familiari.
i colloqui terapeutici devono consentirgli di avere un altro rapporto col linguaggio e con le regole sociali. Così potrebbe riconoscersi parte del consorzio umano che è molto importante sul piano comportamentale. Anche un piccolo colloquio coi familiari potrebbe fornire delle indicazioni preziose per tutto il contesto. Ci sono dei centri dove si effettuano delle attività riailitative molto preziose che potrei incarle a secod di dove abita.
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