Salve buonasera, avrei bisogno di un vostro consiglio se possibile...mio padre soffre di demenza fro
Salve buonasera, avrei bisogno di un vostro consiglio se possibile...mio padre soffre di demenza fronto-temporale tipo Alzheimer e oltre ad aver preso la memoria a breve termine, ha preso anche l'umore con alternanza di momenti di tranquillità a momenti di aggressività, nervosismo e agitazione...il nostro neurologo ha prescritto, oltre la memantina al giorno, anche il Depakin mattina e la sera + quietapina la mattina e la sera...adesso sto notando una cosa che dopo l’assunzione da parte di mio padre della quietapina sia la mattina che la sera sembra alcune volte diventare più agitato, nervoso e aggressivo ora la mia domanda è questa, il diventare aggressivo agitato e nervoso dopo l’assunzione della quietapina può essere una conseguenza o effetto collaterale della quietapina oppure sono solo dei casi ma è il normale avanzare della malattia??? Perché leggo che tra gli effetti collaterali ci sono anche irritabilità e irrequietezza fatemi sapere qualcosa appena possibile grazie mille in anticipo per la disponibilità... Cordiali saluti
1 risposta
Buongiorno. Quello che lei descrive capita molto spesso nei pazienti con Disturbo cognitivo maggiore. Preferisco utilizzare questo termine rispetto ad Alzheimer o a Demenza in quanto se queste "sentenze" vengono sentite dal paziente in un momento di relativa lucidità, possono provocare o accentuare la sua disperazione. I farmaci che sono stati prescritti a suo padre sono fra i più usati e efficaci per questi problemi. La loro efficacia può variare da periodo a periodo:: nello stesso soggetto lo stesso dosaggio per un periodo lo fa dormire tutto il giorno e in un altro periodo non riesce a calmare l'agitazione e la sofferenza. Occorre cercare un equilibrio (lo so, spesso difficile da trovare) fra l'esigenza che il paziente non soffra e non abbia incidenti (cadute, fratture) e l'esigenza che i caregivers abbiano una qualità della vita accettabile (ad esempio dormendo a sufficienza la notte). Se il malato dorme di giorno e di notte sta sveglio e si agita: occorre tenerlo sveglio durante il giorno (carezzandolo, parlandogli, tenendogli la mano, interessandolo a qualcosa, stimolandolo, lavandogli il viso) e "aggiustare" la terapia per farlo dormire la notte. Questi sono consigli di massima e so bene che in alcuni pazienti è difficile realizzarli, ma una famiglia affettuosa e un medico di famiglia bravo e paziente spesso ci riescono. La terapia non è che va cambiata dopo 1-2 giorni di non-funzionamento, ma se non funziona in un senso (agitazione e sofferenza) o nell'altro (troppo sonno) va aggiustata "navigando a vista". Forza!
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