Salve, Avevo già posto una domanda riguardo un problema di salute , però vorrei precisare il mio q

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Salve,
Avevo già posto una domanda riguardo un problema di salute , però vorrei precisare il mio quadro clinico generale. Premetto che nel 2019 mi è stato diagnosticato un linfomi non Hodgkin splenico della zona marginale. Ho fatto 6 cicli di chemioterapia ma alla fine ho fatto tutte le visite del caso con risultati ancora positivi. A dicembre 2020 sono stata operata di splenectomia, sempre nello stesso mese e anno dopo qualche settimana ho subito un intervento d'urgenza di peritonite e ho portato la sacca per un mese. A Gennaio 2021 sono stata operata del terzo intervento di ricanalizzazione. Da allora soffro spesso di diarrea in seguito alla peritonite . Ora mi rivolgo a voi a causa di una frequenza elevata di urinare. Ho effettuato l'urinocoltura il 23/09/23 ed è risultata positiva con >=1.000.000 CFU/ml citrobacter koseri e Klebsiella pneumoniae ssp pneumoniae. Ho fatto una settimana di Augmentin ma non ho risolto, ho fatto 8 giorni di Ciproxin con Cistalgan e le bustine Utibis. I sintomi rimango ugualmente. I giorni sono sempre diversi uno dall'altro, perché ci sono giorni che sento bruciore e giorni no. Giorni che vado troppo volte in bagno ad urinare tipo 10/15 minuti forse anche meno e giorni con più tempo. Ora l'urologo mi ha detto di fermarmi questa settimana con l'antibiotico per poi ripetere l'urinocoltura. Il dottore mi ha detto che questa infezione dipende dal fatto che se non risolvo il problema della diarrea l'infezione ci sarà sempre poiché le pareti della vescica e dell'intestino sono vicine e che quindi mi infetto da sola. Perciò mi ha consigliato di fare una visita gastroenterologica, e intanto curiamo l'infezione.
Vorrei anche un vostro parere. Che ne pensate?
Grazie in anticipo.
Prof. Carlo Rando
Andrologo, Urologo, Chirurgo generale
Milano
In primo luogo occorre verificare attentamente la questione del Non-Hodgkin... cosa dicono i controlli? ha rifatto o sta facendo an ora chemioterapia? TAle patologia è alla base del suo stato infiammatorio-disfunzionale intestinale, salvo poi non sussistano altre questioni da valutare ed è perfettamente inutile imbottirsi di antibiotici che non potranno mai risolvere nulla, stante le problematiche sottostanti. Inoltre finiscono per massacrare il microbiota con peggioramento del quadro. Occorre che sia rivista attentamente dall'oncologo e che sia interamente rivisto il suo stato immunitario, poi la funzione intestinale (compresi gli aspetti nutrizionali e metabolico-ossidativi) ed infine va rivalutata la via urinaria. Solo unendo i fatti si potrà decidere sul come agire adeguatamente.

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