Salve a tutti, sono una ragazza di 24 anni e da diversi mesi soffro di disturbi urinari molto fastid
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Salve a tutti, sono una ragazza di 24 anni e da diversi mesi soffro di disturbi urinari molto fastidiosi.
Mi rivolgo qui dopo aver già effettuato numerose visite specialistiche, sono disperata e non riesco a trovare soluzione a dei sintomi che credevo semplici. Da ottobre 2020 faccio fatica a percepire la mia vescica completamente svuotata.
Ho cominciato ad avvertire i primi fastidi nella minzione: lo stimolo è più frequente e ho la sensazione che la vescica che non si svuoti mai completamente. Inoltre, il primo flusso di urina scorre velocemente ma i seguenti sono forzati, per terminare di espellere urina devo "spingere" con i muscoli della zona pelvica verso il basso. In questo caso, urinare quasi in posizione eretta mi aiuta molto. Dopo la minzione quindi avverto una forte tensione a livello vaginale e un intenso fastidio al clitoride (come se fosse ipersensibile) e sento di dover urinare ancora. Avverto anche un terribile fastidio all'ombelico (come se qualcosa lo premesse o lo tirasse) e una forte pressione al basso ventre - questo è il sintomo più prolungato. Se dopo la minzione mi metto distesa, la sensazione si attenua un po' fino a scomparire dopo circa 15 min/30 min (anche se a volte rimane più a lungo). Migliora un po' se, quando sono sdraiata, mi metto su un lato. Oppure, se esercito una pressione sulla pancia (ad esempio, sdraiata con ginocchia al petto). Ho eseguito ormai tanti esami: 2 urinocolture, tampone vaginale, ecografia addome, visita ginecologica con eco transvaginale, ecografia con residuo post-minzionale. Tutto nella norma. Ho 4 ernie discali (non so se possa essere rilevante) e ho addirittura effettuato visite neurologiche legate a questo disturbo minzionale.
Quando questi primi sintomi sono comparsi, ormai quasi un anno fa, la sensazione era molto più accentuata di adesso: mi svegliavo più volte la notte e cercavo posizioni diverse per permettere all'urina di uscire completamente, arrivando a stare in piedi o a dovermi accovacciare per trovare sollievo nella minzione. Dato che i sintomi non erano accompagnati da bruciore, il medico di base aveva escluso cistite.
Per completezza, segnalo che in questo periodo ho poi avuto altri piccoli fastidi a livello vaginale/intestinale: dolore addome persistente a sx (secondo il dottore intestino irritabile, curato con Normix), ragadi anali e da mesi prurito alla zona vulvare, perianale/anale solo quando indosso indumenti più stretti e cammino, provocando quindi sfregamento nella zona. Le grandi labbra sono a volte molto rosse, sto applicando però una crema locale. In passato sono stata spesso soggetta a cistiti e ho avuto una lunga infezione da Ureaplasma.
So che il quadro è un po' confusionario, ma cosa potrebbe essere? Una cistite profonda trascurata, una contrattura pelvica? O qualcosa legato all'intestino? Sto pensando a qualsiasi cosa e non so più a chi rivolgermi... spero che possiate darmi un consiglio. Vi ringrazio in anticipo per il prezioso aiuto!
Mi rivolgo qui dopo aver già effettuato numerose visite specialistiche, sono disperata e non riesco a trovare soluzione a dei sintomi che credevo semplici. Da ottobre 2020 faccio fatica a percepire la mia vescica completamente svuotata.
Ho cominciato ad avvertire i primi fastidi nella minzione: lo stimolo è più frequente e ho la sensazione che la vescica che non si svuoti mai completamente. Inoltre, il primo flusso di urina scorre velocemente ma i seguenti sono forzati, per terminare di espellere urina devo "spingere" con i muscoli della zona pelvica verso il basso. In questo caso, urinare quasi in posizione eretta mi aiuta molto. Dopo la minzione quindi avverto una forte tensione a livello vaginale e un intenso fastidio al clitoride (come se fosse ipersensibile) e sento di dover urinare ancora. Avverto anche un terribile fastidio all'ombelico (come se qualcosa lo premesse o lo tirasse) e una forte pressione al basso ventre - questo è il sintomo più prolungato. Se dopo la minzione mi metto distesa, la sensazione si attenua un po' fino a scomparire dopo circa 15 min/30 min (anche se a volte rimane più a lungo). Migliora un po' se, quando sono sdraiata, mi metto su un lato. Oppure, se esercito una pressione sulla pancia (ad esempio, sdraiata con ginocchia al petto). Ho eseguito ormai tanti esami: 2 urinocolture, tampone vaginale, ecografia addome, visita ginecologica con eco transvaginale, ecografia con residuo post-minzionale. Tutto nella norma. Ho 4 ernie discali (non so se possa essere rilevante) e ho addirittura effettuato visite neurologiche legate a questo disturbo minzionale.
Quando questi primi sintomi sono comparsi, ormai quasi un anno fa, la sensazione era molto più accentuata di adesso: mi svegliavo più volte la notte e cercavo posizioni diverse per permettere all'urina di uscire completamente, arrivando a stare in piedi o a dovermi accovacciare per trovare sollievo nella minzione. Dato che i sintomi non erano accompagnati da bruciore, il medico di base aveva escluso cistite.
Per completezza, segnalo che in questo periodo ho poi avuto altri piccoli fastidi a livello vaginale/intestinale: dolore addome persistente a sx (secondo il dottore intestino irritabile, curato con Normix), ragadi anali e da mesi prurito alla zona vulvare, perianale/anale solo quando indosso indumenti più stretti e cammino, provocando quindi sfregamento nella zona. Le grandi labbra sono a volte molto rosse, sto applicando però una crema locale. In passato sono stata spesso soggetta a cistiti e ho avuto una lunga infezione da Ureaplasma.
So che il quadro è un po' confusionario, ma cosa potrebbe essere? Una cistite profonda trascurata, una contrattura pelvica? O qualcosa legato all'intestino? Sto pensando a qualsiasi cosa e non so più a chi rivolgermi... spero che possiate darmi un consiglio. Vi ringrazio in anticipo per il prezioso aiuto!
Il quadro sembra essere connesso ad uno stato infiammatorio-irritativo pelvico di cui non è stata individuata la ragione. Questa può derivare complessivamente da uno stato tenso-emotivo-stressogeno, ma anche da fattori diversi legati a disfunzione intestinale, della via urinaria, genitali o neurovertebrali (vista l'esistenza di 4 ernie discali). Occorre rivedere quanto ha eseguito e cercare di integrare i diversi aspetti (capita che presi singolarmente non siano abbastanza giustificativi, ma messi insieme lo diventino e interferiscano l'uno con l'altro) e poi decidere un eventuale altro processo diagnostico. Solo la adeguata definizione del quadro può consentire di impostare l'utile percorso terapeutico.
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