Salve a tutti! Sono una giovane donna di 27 anni e da 10 anni e forse più ,combatto contro un nemi
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Salve a tutti!
Sono una giovane donna di 27 anni e da 10 anni e forse più ,combatto contro un nemico sconosciuto.
Ho incontrato e conosciuto un ventaglio veramente ampio di specialisti in campania:ginecologi, gastroenterologi , biologi nutrizionisti e, allontanandomi dalla medicina allopatica, anche una sfilza di naturopati, omeopati e sicuramente qualche finto luminare.
Vi racconto la mia storia o per meglio dire, il mio "quadro clinico", cercando di essere concisa ma esplicativa,sperando che qualcuno possa aiutarmi o per lo meno consigliarmi la giusta strada, oppure prendere spunti di riflessione sulle lacune tutt'ora presenti fra le menti di questo settore.
All'età di 17 anni ho avuto il mio primo episodio di candida vaginale: prurito intenso,bruciore,dolore durante la minzione e cattivo odore delle perdite. Sotto consiglio di una ginecologa omeopata, iniziai una cura con ovuli e lavande dal nome "Kolorex". Ricordo che stetti bene da lì a poco ma la candida si ripresentò almeno dopo un paio di mesi. Decisi quindi di cambiare parere medico e, cambio dottore,cambio cura, assunsi per la prima volta un antimicotico dal nome Elazor 100. In concomitanza alla cura farmacologica sovvertii totalmente alimentazione preferendo verdure e proteine a cereali e zuccheri in generale. Evitavo anche la Carne e soprattutto la carne rossa lasciando molto spazio al pesce per non acidificare l'organismo e tante altre accortezze che una brava erborista mi suggerì.
A parte un episodio molto forte di herpes zoster diffuso alle mucose, in special modo quella della bocca ed occhio, che mi esplose in quel periodo, ricordo che l'alimentazione mi aiutò molto ma dopo 3 anni di grandi sacrifici, la condizione di ricaduta non mi abbandonava mai, anzi, alla candida si sono aggiunte continue infezioni batteriche che i vari ginecologi mi hanno curato con antibiotici. Con l'esperienza ormai maturata sulla candida, ho capito da sola che gli antibiotici mi debilitano e fanno sì che la candida proliferi sempre di più ma sembra che l'antibiotico risulti per i vari medici conosciuti, l'unico modo valido contro le mie infezioni continue.
Ho così alternato brevi momenti di pace a mesi da incubo in cui la fase pre-ciclo significa candida con antimicotico e la fase post ciclo,vuole dire: " attenta che non ti torni la candida e le infezioni annesse"; quindi , di nuovol' antibiotico .
Qualche ginecologo a qusto punto, ha avuto il buon senso di indirizzarmi ai gastroenterologi, anche perchè ai sintomi si è aggiunto un forte dolore al basso ventre destro che per i suddetti specialisti non può che essere una sindrome del colon irritabile. l'alimentazione è diventata ancora più limitata ma la candida e le infezioni batteriche e anche saltuari ma fastidiosissimi episodi di cistiti non sono mai spariti del tutto. Durante l'anno 2018, un ennesimo ginecologo ebbe un'intuizione che fino ad allora nessuno aveva avuto e ritenne necessario farmi fare un test per valutare la presenza di HPV.
Il test , non solo mi uscì positivo ma anche di un ceppo ad alto rischio cancerogeno. Dopo una colposcopia della cervice uterina fui operata subito per CIN3 e paradossalmente ne fui estremamente felice, credendo erroneamente che avrei messo fine a quel calvario. Sono passati due anni da quell'intervento e gli episodi di candida sono ritornati con le annesse infezioni batteriche, anzi, risultano più fastidiose della candida stessa che ha, ormai,cambiato totalmente sintomatologia.
Ovviamente, tutti questi episodi sono diagnosticati e validati da tamponi seppure, alcune volte, la candida c'è stata senza risultare positiva ai tamponi. L'ultimo ginecologo consultato ha provato col diflucan ma , assunto la prima volta, mi provocò un'eruzione cutanea ulcerosa alla bocca duratami una settimana. Quell'episodio, come dicevo prima, non potè essere riferito al farmaco stesso perchè lo assunsi con un antibiotico , il bassado, per contrastare la presenza di ureaplasma e gardnerella. Ad aprile di quest'anno, ho però potuto constatare di essere intollerante al diflucan perchè dopo la seconda assunzione, non associata ad altro farmaco, ho avuto un effetto collaterale tremendo , sempre alle mucose della bocca, ricordandomi l'episodio di quand'ero ragazzina e così, ho pensato da sola di essere allergica, probabilmente, al fluconazolo.
Questa è la mia storia e probabilmente ho tralasciato tanti eventi e fasi significative ma , mi rendo conto di non poter scrivere tutto ed essere ancora più prolissa di quanto non lo sia già stata.
Concludo dicendo che attualmente ho sospeso l'assunzione di qualsivoglia farmaco , ho appena fatto svariati test per le intolleranze alimentari, al lattosio,al glutine e agli alimenti in generale. assumo fermenti lattici regolarmente e anche vitamine del gruppo B ,oltre che integratori ricostituenti per il sistema immunitario. L'alimentazione è priva di alimenti acidificanti o eccitanti (per il colon irritabile) , ed è anche priva di zuccheri complessi e molto limitatamente aperta a zuccheri semplici. I miei lavaggi intimi non prevedono saponi di alcun genere, il tea tree sciolto in acqua lo utilizzo come antisettico, e lo yogurt (unico elemento capace di donarmi sollievo in momenti di dolore vulvare ) lo applico quando avverto malessere. Il malessere percepito è di tipo infiammatorio a livello vulvare. Se prima mi riguardava durante o dopo i rapporti sessuali, adesso è presente anche senza alcun "trauma" penetrativo; ho chiesto al ginecologo se si trattasse di vestibolite ma pare che non sia così e che l'infiammazione della cervice sia l'unica risposta...pur non essendoci mai la terapia risolutiva. Credo sia trapelata dal mio scritto la totale sfiducia sviluppata in questi anni per le figure mediche ma, mi trovo comunque qui con la speranza che qualcuno possa valutare la mia condizione a tutto tondo e darmi validi consigli; sull'alimentazione o su tutto ciò che pensiate possa aiutarmi a farla finita con questa storiaccia. Ringrazio anticipatamente chiunque abbia la bontà e la volontà di rispondere e soprattutto la pazienza di leggere .
Sono una giovane donna di 27 anni e da 10 anni e forse più ,combatto contro un nemico sconosciuto.
Ho incontrato e conosciuto un ventaglio veramente ampio di specialisti in campania:ginecologi, gastroenterologi , biologi nutrizionisti e, allontanandomi dalla medicina allopatica, anche una sfilza di naturopati, omeopati e sicuramente qualche finto luminare.
Vi racconto la mia storia o per meglio dire, il mio "quadro clinico", cercando di essere concisa ma esplicativa,sperando che qualcuno possa aiutarmi o per lo meno consigliarmi la giusta strada, oppure prendere spunti di riflessione sulle lacune tutt'ora presenti fra le menti di questo settore.
All'età di 17 anni ho avuto il mio primo episodio di candida vaginale: prurito intenso,bruciore,dolore durante la minzione e cattivo odore delle perdite. Sotto consiglio di una ginecologa omeopata, iniziai una cura con ovuli e lavande dal nome "Kolorex". Ricordo che stetti bene da lì a poco ma la candida si ripresentò almeno dopo un paio di mesi. Decisi quindi di cambiare parere medico e, cambio dottore,cambio cura, assunsi per la prima volta un antimicotico dal nome Elazor 100. In concomitanza alla cura farmacologica sovvertii totalmente alimentazione preferendo verdure e proteine a cereali e zuccheri in generale. Evitavo anche la Carne e soprattutto la carne rossa lasciando molto spazio al pesce per non acidificare l'organismo e tante altre accortezze che una brava erborista mi suggerì.
A parte un episodio molto forte di herpes zoster diffuso alle mucose, in special modo quella della bocca ed occhio, che mi esplose in quel periodo, ricordo che l'alimentazione mi aiutò molto ma dopo 3 anni di grandi sacrifici, la condizione di ricaduta non mi abbandonava mai, anzi, alla candida si sono aggiunte continue infezioni batteriche che i vari ginecologi mi hanno curato con antibiotici. Con l'esperienza ormai maturata sulla candida, ho capito da sola che gli antibiotici mi debilitano e fanno sì che la candida proliferi sempre di più ma sembra che l'antibiotico risulti per i vari medici conosciuti, l'unico modo valido contro le mie infezioni continue.
Ho così alternato brevi momenti di pace a mesi da incubo in cui la fase pre-ciclo significa candida con antimicotico e la fase post ciclo,vuole dire: " attenta che non ti torni la candida e le infezioni annesse"; quindi , di nuovol' antibiotico .
Qualche ginecologo a qusto punto, ha avuto il buon senso di indirizzarmi ai gastroenterologi, anche perchè ai sintomi si è aggiunto un forte dolore al basso ventre destro che per i suddetti specialisti non può che essere una sindrome del colon irritabile. l'alimentazione è diventata ancora più limitata ma la candida e le infezioni batteriche e anche saltuari ma fastidiosissimi episodi di cistiti non sono mai spariti del tutto. Durante l'anno 2018, un ennesimo ginecologo ebbe un'intuizione che fino ad allora nessuno aveva avuto e ritenne necessario farmi fare un test per valutare la presenza di HPV.
Il test , non solo mi uscì positivo ma anche di un ceppo ad alto rischio cancerogeno. Dopo una colposcopia della cervice uterina fui operata subito per CIN3 e paradossalmente ne fui estremamente felice, credendo erroneamente che avrei messo fine a quel calvario. Sono passati due anni da quell'intervento e gli episodi di candida sono ritornati con le annesse infezioni batteriche, anzi, risultano più fastidiose della candida stessa che ha, ormai,cambiato totalmente sintomatologia.
Ovviamente, tutti questi episodi sono diagnosticati e validati da tamponi seppure, alcune volte, la candida c'è stata senza risultare positiva ai tamponi. L'ultimo ginecologo consultato ha provato col diflucan ma , assunto la prima volta, mi provocò un'eruzione cutanea ulcerosa alla bocca duratami una settimana. Quell'episodio, come dicevo prima, non potè essere riferito al farmaco stesso perchè lo assunsi con un antibiotico , il bassado, per contrastare la presenza di ureaplasma e gardnerella. Ad aprile di quest'anno, ho però potuto constatare di essere intollerante al diflucan perchè dopo la seconda assunzione, non associata ad altro farmaco, ho avuto un effetto collaterale tremendo , sempre alle mucose della bocca, ricordandomi l'episodio di quand'ero ragazzina e così, ho pensato da sola di essere allergica, probabilmente, al fluconazolo.
Questa è la mia storia e probabilmente ho tralasciato tanti eventi e fasi significative ma , mi rendo conto di non poter scrivere tutto ed essere ancora più prolissa di quanto non lo sia già stata.
Concludo dicendo che attualmente ho sospeso l'assunzione di qualsivoglia farmaco , ho appena fatto svariati test per le intolleranze alimentari, al lattosio,al glutine e agli alimenti in generale. assumo fermenti lattici regolarmente e anche vitamine del gruppo B ,oltre che integratori ricostituenti per il sistema immunitario. L'alimentazione è priva di alimenti acidificanti o eccitanti (per il colon irritabile) , ed è anche priva di zuccheri complessi e molto limitatamente aperta a zuccheri semplici. I miei lavaggi intimi non prevedono saponi di alcun genere, il tea tree sciolto in acqua lo utilizzo come antisettico, e lo yogurt (unico elemento capace di donarmi sollievo in momenti di dolore vulvare ) lo applico quando avverto malessere. Il malessere percepito è di tipo infiammatorio a livello vulvare. Se prima mi riguardava durante o dopo i rapporti sessuali, adesso è presente anche senza alcun "trauma" penetrativo; ho chiesto al ginecologo se si trattasse di vestibolite ma pare che non sia così e che l'infiammazione della cervice sia l'unica risposta...pur non essendoci mai la terapia risolutiva. Credo sia trapelata dal mio scritto la totale sfiducia sviluppata in questi anni per le figure mediche ma, mi trovo comunque qui con la speranza che qualcuno possa valutare la mia condizione a tutto tondo e darmi validi consigli; sull'alimentazione o su tutto ciò che pensiate possa aiutarmi a farla finita con questa storiaccia. Ringrazio anticipatamente chiunque abbia la bontà e la volontà di rispondere e soprattutto la pazienza di leggere .
mi sembra quasi impossibile che non si riesca a debellare una infezione da candida, a condizione che sia stata documentata ogni volta, prima della terapia, e che non coesistano altri fattori vaginali. A distanza mi riesce difficile darle un consiglio, se non quello di praticare un tampone vaginale completo, e ripetendo la ricerca per HPV
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