Salve a tutti coloro che leggeranno questo post. Sono una ragazza di 25 anni, stanca e preoccupata p
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Salve a tutti coloro che leggeranno questo post. Sono una ragazza di 25 anni, stanca e preoccupata per la sorella di 21.
Mia sorella ha manifestato difficoltà linguistiche sin da piccola, ha iniziato a parlare a 6 anni grazie al supporto della logopedia, la causa di questo problema non è stata mai scoperta, in quanto il suo funzionamento cerebrale "fosse nella norma", le viene diagnosticato un DSA (ha difficoltà nella comprensione di testi) e fin dalle elementari venne affiancata da maestri/professori di sostegno.
Ottiene numerosi risultati, ottimi. Chiunque è fiero di lei. Tutto procede nella normalità, fino all'arrivo della pandemia di Covid. Manifesta un'ossessiva mania con le mascherine: le utilizzerà ovunque, questo anche dopo la fine del covid. Sempre durante il covid, la dad scolastica la distrugge emotivamente: soprattutto per via degli orari proibitivi (lezione "normale" 8:13 lezione con "insegnante di sostegno" 15:20).
Dopo il diploma, mia sorella piano piano ha iniziato a spegnersi pian piano. Gli interessi (a parte quello per il disegno, ha frequentato il liceo artistico) sono assenti. Non vuole uscire di casa, se non quando va bene a lei. Qualsiasi critica a un comportamento sbagliato, equivale a grandi manifestazioni di rabbia, immensi silenzi, sguardi "vitrei pieni di odio".
Dall'inizio di questi sintomi, consigliai a mia madre di aiutarla, convincerla a farsi vedere da uno psicologo/psichiatra.
Purtroppo inizialmente mia madre volle proteggerla.
Dopo anni, mia sorella, inizia a manifestare un disturbo ossessivo compulsivo: si lava le mani ossessivamente, qualsiasi cosa che sia entrata in contatto con la carne (o pensa che ne sia entrata in contatto) la porta a lavarsi le mani. Dalla "paura" per la carne, si estende agli animali domestici, e addirittura il contatto fisico con noi familiari. Questi lavaggi continui, prolungati (anche 10 minuti di lavaggio) la portano ad avere delle mani disintegrate, molto rosse, piene di pellicine, ferite e sicuramente doloranti. Nonostante questo lavaggio ossessivo delle mani, la sua igiene personale lascia molto a desiderare: può non lavarsi per più di 10 giorni, se non ha "bisogno di uscire di casa".
Da ottobre però, ha finalmente iniziato a frequentare una psicoterapeuta: tuttavia sono profondamente perplessa.
Da ottobre 2024 a oggi, fine febbraio 2025, a parte un umore a tratti, a giorni, migliore, non vi sono miglioramenti. Premetto che quando iniziò a manifestare tali comportamenti, il mio tentativo per aiutarla consisteva prevalentemente a cercare di stimolarla, tuttavia tutto culminava con dei forti litigi per via delle sue reazioni di forte indifferenza; è più di un anno che sto zitta di fronte a tutti quelli che possono essere considerati "cattivi comportamenti" perchè non è in grado di dire/capire che ha sbagliato. Più volte ha detto a me e altri familiari "che siamo noi in errore, non lei".
Così come la questione dell'igiene. Noi siamo sporchi perchè non laviamo le mani 20 volte al giorno, ma paradossalmente troppo puliti perchè ci facciamo la doccia un giorno si e uno no.
Io ho seri dubbi su cosa stia raccontando alla psicoterapeuta, se stia davvero seguendo i consigli che le vengano dati. Mi rendo conto da sola che sia sicuramente affetta da depressione e disturbo ossessivo compulsivo, ma non so più cosa aspettarmi e cosa fare per aiutarla e aiutarmi.
È frustrante non poter dire "la verità" per paura di suscitare in lei una reazione di forte rabbia, o catatonia, o silenzio che dura per giorni, dove lei pretende delle scuse.
Ultimo "sintomo" che mi allarma ancor di più: so benissimo del suo DSA, e di come col tempo possa essere tranquillamente compensato tramite i giusti schemi e insegnamenti. Ma lei negli ultimi 2 anni di vita, sembra regredita mentalmente. Parla utilizzando il linguaggio di una persona molto più piccola di età/che non sia sicuramente andata a scuola fino a prendere il diploma, con evidenti errori nella formazione delle frasi, poca conoscenza lessicale, e grammaticalmente incomprensibile in forma scritta (sproloquio senza virgole, punti, errori tipici di un bambino alla scuola elementare). È un sintomo tipico della depressione? È davvero preoccupante....
Vorrei solo che andasse da uno psichiatra, penso che l'utilizzo di farmaci aiuterebbe. Ma la psicoterapeuta non ha mai parlato nemmeno con i miei genitori, o me, capisco che lei sia maggiorenne, ma può essere utile il parere, visione della famiglia, no?
Cosa ne pensate? Cosa si può fare?
Mia sorella ha manifestato difficoltà linguistiche sin da piccola, ha iniziato a parlare a 6 anni grazie al supporto della logopedia, la causa di questo problema non è stata mai scoperta, in quanto il suo funzionamento cerebrale "fosse nella norma", le viene diagnosticato un DSA (ha difficoltà nella comprensione di testi) e fin dalle elementari venne affiancata da maestri/professori di sostegno.
Ottiene numerosi risultati, ottimi. Chiunque è fiero di lei. Tutto procede nella normalità, fino all'arrivo della pandemia di Covid. Manifesta un'ossessiva mania con le mascherine: le utilizzerà ovunque, questo anche dopo la fine del covid. Sempre durante il covid, la dad scolastica la distrugge emotivamente: soprattutto per via degli orari proibitivi (lezione "normale" 8:13 lezione con "insegnante di sostegno" 15:20).
Dopo il diploma, mia sorella piano piano ha iniziato a spegnersi pian piano. Gli interessi (a parte quello per il disegno, ha frequentato il liceo artistico) sono assenti. Non vuole uscire di casa, se non quando va bene a lei. Qualsiasi critica a un comportamento sbagliato, equivale a grandi manifestazioni di rabbia, immensi silenzi, sguardi "vitrei pieni di odio".
Dall'inizio di questi sintomi, consigliai a mia madre di aiutarla, convincerla a farsi vedere da uno psicologo/psichiatra.
Purtroppo inizialmente mia madre volle proteggerla.
Dopo anni, mia sorella, inizia a manifestare un disturbo ossessivo compulsivo: si lava le mani ossessivamente, qualsiasi cosa che sia entrata in contatto con la carne (o pensa che ne sia entrata in contatto) la porta a lavarsi le mani. Dalla "paura" per la carne, si estende agli animali domestici, e addirittura il contatto fisico con noi familiari. Questi lavaggi continui, prolungati (anche 10 minuti di lavaggio) la portano ad avere delle mani disintegrate, molto rosse, piene di pellicine, ferite e sicuramente doloranti. Nonostante questo lavaggio ossessivo delle mani, la sua igiene personale lascia molto a desiderare: può non lavarsi per più di 10 giorni, se non ha "bisogno di uscire di casa".
Da ottobre però, ha finalmente iniziato a frequentare una psicoterapeuta: tuttavia sono profondamente perplessa.
Da ottobre 2024 a oggi, fine febbraio 2025, a parte un umore a tratti, a giorni, migliore, non vi sono miglioramenti. Premetto che quando iniziò a manifestare tali comportamenti, il mio tentativo per aiutarla consisteva prevalentemente a cercare di stimolarla, tuttavia tutto culminava con dei forti litigi per via delle sue reazioni di forte indifferenza; è più di un anno che sto zitta di fronte a tutti quelli che possono essere considerati "cattivi comportamenti" perchè non è in grado di dire/capire che ha sbagliato. Più volte ha detto a me e altri familiari "che siamo noi in errore, non lei".
Così come la questione dell'igiene. Noi siamo sporchi perchè non laviamo le mani 20 volte al giorno, ma paradossalmente troppo puliti perchè ci facciamo la doccia un giorno si e uno no.
Io ho seri dubbi su cosa stia raccontando alla psicoterapeuta, se stia davvero seguendo i consigli che le vengano dati. Mi rendo conto da sola che sia sicuramente affetta da depressione e disturbo ossessivo compulsivo, ma non so più cosa aspettarmi e cosa fare per aiutarla e aiutarmi.
È frustrante non poter dire "la verità" per paura di suscitare in lei una reazione di forte rabbia, o catatonia, o silenzio che dura per giorni, dove lei pretende delle scuse.
Ultimo "sintomo" che mi allarma ancor di più: so benissimo del suo DSA, e di come col tempo possa essere tranquillamente compensato tramite i giusti schemi e insegnamenti. Ma lei negli ultimi 2 anni di vita, sembra regredita mentalmente. Parla utilizzando il linguaggio di una persona molto più piccola di età/che non sia sicuramente andata a scuola fino a prendere il diploma, con evidenti errori nella formazione delle frasi, poca conoscenza lessicale, e grammaticalmente incomprensibile in forma scritta (sproloquio senza virgole, punti, errori tipici di un bambino alla scuola elementare). È un sintomo tipico della depressione? È davvero preoccupante....
Vorrei solo che andasse da uno psichiatra, penso che l'utilizzo di farmaci aiuterebbe. Ma la psicoterapeuta non ha mai parlato nemmeno con i miei genitori, o me, capisco che lei sia maggiorenne, ma può essere utile il parere, visione della famiglia, no?
Cosa ne pensate? Cosa si può fare?
Salve, potrebbe trattarsi di DOC o anche qualcosa di più grave. Consiglio una visita psichiatrica
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Si, forse potrebbe giovarsi anche di un supporto farmacologico dopo adeguato consulto. Quanto alla sua domanda, purtroppo con soggetti maggiorenni non è consentito parlare con i familiari se la paziente è autonoma, quindi lo psicoterapeuta si sta comportando in maniera eticamente corretta.
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