Salve, 56 anni, donna, dolore inguine e gluteo. Rx riscontra note artrosiche al tratto lombare infer
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Salve, 56 anni, donna, dolore inguine e gluteo. Rx riscontra note artrosiche al tratto lombare inferiore con spazio discale l5-s1 ridotto. Sclerosi artrosica dei tetti acetabolari. RIME articolari conservate. La terapia conservativa è efficace nel mio caso ai fini di rimandare/evitare intervento di protesi?
grazie
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Buonasera, non è possibile rispondere alla sua domanda senza visualizzare le immagini Rx ed eseguire una valutazione clinica della sintomatologia algica.
Un saluto cordiale
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Gentile paziente,
la terapia conservativa può essere efficace nel gestire i sintomi dell'artrosi dell'anca e della colonna lombare, e può ritardare o in alcuni casi evitare un intervento di protesi, ma dipende dalla gravità della degenerazione articolare e dalla risposta ai trattamenti. Inoltre, sulla base degli esami di imaging che lei ha già eseguito e della valutazione ortopedica che le consiglio di fare (se non lo ha già fatto), sarà possibile discriminare quanto i suoi sintomi siano di pertinenza dell’anca o del rachide lombare.
Sulla base degli esami eseguiti si evince che coesiste sia l’artrosi dell’anca (sclerosi artrosica dei tetti acetabolari) sebbene non particolarmente avanzata a detta del referto radiologico (rime articolari conservate) che l’artrosi del rachide lombare (riduzione dello spazio discale L5-S1).
In questo caso, le terapie conservative consigliate potrebbero essere:
- Fisioterapia mirata → esercizi per il rinforzo muscolare e il miglioramento della mobilità dell’anca e della colonna.
- Farmaci antinfiammatori e/o infiltrazioni endoarticolari con acido ialuronico o cortisone.
- Perdita di peso (se necessario) → ridurre il carico sulle articolazioni può rallentare la progressione dell’artrosi.
- Attività fisica moderata → nuoto, bicicletta e camminate leggere possono aiutare a mantenere la funzionalità articolare senza sovraccaricare.
Se la terapia conservativa non porta miglioramenti significativi o il dolore diventa invalidante, allora si può valutare l’intervento di protesi, ma finché i sintomi sono gestibili, è possibile proseguire con un approccio non chirurgico. Le consiglio a questo punto di confrontarsi con uno specialista ortopedico per un percorso personalizzato.
Resto a disposizione per qualsiasi ulteriore chiarimento.
Cordiali saluti,
Dott. Francesco Moncada
Specialista in Ortopedia e Traumatologia
la terapia conservativa può essere efficace nel gestire i sintomi dell'artrosi dell'anca e della colonna lombare, e può ritardare o in alcuni casi evitare un intervento di protesi, ma dipende dalla gravità della degenerazione articolare e dalla risposta ai trattamenti. Inoltre, sulla base degli esami di imaging che lei ha già eseguito e della valutazione ortopedica che le consiglio di fare (se non lo ha già fatto), sarà possibile discriminare quanto i suoi sintomi siano di pertinenza dell’anca o del rachide lombare.
Sulla base degli esami eseguiti si evince che coesiste sia l’artrosi dell’anca (sclerosi artrosica dei tetti acetabolari) sebbene non particolarmente avanzata a detta del referto radiologico (rime articolari conservate) che l’artrosi del rachide lombare (riduzione dello spazio discale L5-S1).
In questo caso, le terapie conservative consigliate potrebbero essere:
- Fisioterapia mirata → esercizi per il rinforzo muscolare e il miglioramento della mobilità dell’anca e della colonna.
- Farmaci antinfiammatori e/o infiltrazioni endoarticolari con acido ialuronico o cortisone.
- Perdita di peso (se necessario) → ridurre il carico sulle articolazioni può rallentare la progressione dell’artrosi.
- Attività fisica moderata → nuoto, bicicletta e camminate leggere possono aiutare a mantenere la funzionalità articolare senza sovraccaricare.
Se la terapia conservativa non porta miglioramenti significativi o il dolore diventa invalidante, allora si può valutare l’intervento di protesi, ma finché i sintomi sono gestibili, è possibile proseguire con un approccio non chirurgico. Le consiglio a questo punto di confrontarsi con uno specialista ortopedico per un percorso personalizzato.
Resto a disposizione per qualsiasi ulteriore chiarimento.
Cordiali saluti,
Dott. Francesco Moncada
Specialista in Ortopedia e Traumatologia
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