Ricomparsa disfunzioni sessuali a distanza di 8 mesi dalla sospensione dello Zoloft preso per una se

2 risposte
Ricomparsa disfunzioni sessuali a distanza di 8 mesi dalla sospensione dello Zoloft preso per una settimana, e 7 mesi di questi 8 sono stati normali sessualmente parlando, eccezion fatta per il primo mese dalla sospensione,potrebbe trattarsi di pssd? Grazie per i vostri pareri.
Dott.ssa Rocchina Monda
Psichiatra, Psicoterapeuta
Marigliano
Buongiorno, la PSSD è una condizione molto complessa, che non risponde ai trattamenti classici per la disfunzione sessuale. Sarebbe il caso di effettuare un'anamnesi accurata per poter fare una corretta diagnosi differenziale, per poter intraprendere così il percorso terapeutico più adatto a risolvere la sua problematica.

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La PSSD (Post-SSRI Sexual Dysfunction) è una condizione riconosciuta ufficialmente dalle autorità regolatorie (come l'EMA) nel 2019, ma rimane tuttora un fenomeno oggetto di grande dibattito e studio scientifico a causa della complessità dei meccanismi coinvolti. Tuttavia, analizzando la sua cronistoria, l'ipotesi che si tratti di PSSD appare estremamente improbabile, se non clinicamente da escludere, per i seguenti motivi:
Durata del trattamento: Una settimana di assunzione (Zoloft) è un tempo molto ridotto per indurre alterazioni neurochimiche persistenti a lungo termine.
Latenza e continuità: La caratteristica distintiva della PSSD è la persistenza dei sintomi immediatamente dopo la sospensione. Il fatto che lei abbia vissuto 7 mesi di normale attività e desiderio sessuale dopo il primo mese di assestamento indica che i recettori e le funzioni biologiche avevano recuperato il loro equilibrio.
Insorgenza tardiva: La comparsa di un disturbo a distanza di 8 mesi dalla sospensione, dopo un lungo periodo di benessere, suggerisce quasi certamente l'intervento di altri fattori sopravvenuti ora (stress, variazioni ormonali, componenti psicologiche o fattori legati allo stile di vita) che non sono correlati al farmaco assunto mesi fa.
Le consiglio di affrontare il problema con serenità, consultando uno specialista (urologo o andrologo) per indagare le cause attuali, che con ogni probabilità sono indipendenti dalla breve terapia pregressa.

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