Quanto è efficace l'ipnosi medica?
Quanto è efficace l'ipnosi medica?
5 risposte
La metanalisi di Montgomery pubblicata nel 2000 sull'American Journal of clinical and experimental hypnosis, ha preso in considerazione 18 studi controllati con 933 soggetti con dolore cronico di vario genere. Il risultato ottenuto mostra che il 75% dei soggetti ha riportato dei benefici di vario livello attraverso delle suggestioni ipnotiche. Il risultato correla positivamente col livello di suscettibilità ipnotica. Questo significa che più profonda è la trance, migliore è la qualità del controllo del dolore. I buoni soggetti ipnotici (15% della popolazione), sono in grado di sviluppare un'anestesia ipnotica, pari al blocco anestetico periferico in termini di risultato. I soggetti ipnotici medi svilupperanno un'analgesia ipnotica, quindi un ridotto impatto del dolore a fronte di uno stimolo nocicettivo. Riguardo alla cautela citata dai colleghi, direi che in questi casi è obbligatorio rivolgersi a personale altamente qualificato con qualifiche verificabili.
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L'efficacia dell'ipnosi medica può essere così grande da permettere interventi chirurgici senza l'utilizzo dell'anestesia generale. Dipende, però, come hanno sottolineato i colleghi, da una specifica preparazione dell'operatore, dalla relazione di fiducia che si instaura nell'ambito di una seduta ipnotica, dalla capacità del soggetto di rilassarsi e di aprirsi ai suggerimenti dell'operatore per estraniarsi dall'ambiente circostante e lasciare spazio ad una focalizzazione immaginativa sulla propria mente inconscia e un accesso alle proprie risorse profonde. Auguri.
EFFICACIA IPNOSI CLINICA per competenze acquisite con specifica formazione e riconoscimenti internazionali in ipnosi clinica e per esperienza di un esercizio pluritrentennale posso dirle che l'ipnosi come strategia terapeuta (una delle tante centinaia di strategie terapeutiche utilizzabili con i pazienti) è efficacie così come lo è il bisturi del chirurgo. E al pari di tale ottimo strumento medico: se utilizzata inopportunamente (o con persone affette da patologie in cui l'ipnosi è controindicata) rischia di creare danni anche irreversibili. Pertanto prima di decidere se utilizzare l'ipnosi (e quale tipo di ipnosi) conviene sempre predisporre una valutazione clinica approfondita della persona che lamenta difficoltà, individuare una diagnosi certa unitamente a eventuali diagnosi secondarie. Solo allora i risultati della valutazione potranno prevedere o meno l'ipnosi.
Ad integrazione di quanto indicato dal collega P..Zucconi mi preme precisare che le pubblicazioni scientifiche indicano oramai con sufficiente attenbilità quali siano gli ambiti di efficacia (oltre che di efficienza) dell'ipnosi in ambito medico; in particolare ritengo che il collega abbia utilizzato la metafora del bisturi proprio come metafora e non come indicazione clinica non essendovi (come lui ben sa!) prove documentali attendibili sulla efficacia dell'ipnosi per il trattamento di condizioni che richiedono interventi chirurgici (quali ad esempio fratture, tumori, etc) e neanche per alcune di quelle che richiedono trattamenti farmacologici (ad esempio malattie degenerative o infettive). La prudenza suggerita dal collega è senza dubbio sottoscrivibile in quanto non sempre l'ipnosi è applicabile e non sempre risulta la strategia migliore, neanche in ambito strettamente psicologico o psichiatrico. Così come evidenziava il collega il rischio di un utilizzo inopportuno od inesperto.
Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.



