Premetto che sono monorchide da 2 anni avendo avuto un incidente. Ho una epididimite che va avanti o

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Premetto che sono monorchide da 2 anni avendo avuto un incidente. Ho una epididimite che va avanti ormai in modo discontinuo da 9 mesi, altalenata da fasi di leggero benessere, a fasi di dolore acuto “tipo ora”
L ultima ecografia fatta al PS 3 giorni fa rilevava una disomogeneità sia alla coda che alla testa dell epididimo, ma ormai questa situazione va avanti da sempre.
No idrocele, PCR allo 0 , spermiocolture fatte 8 volte in 2 laboratori differenti “nel 1 comparivano sempre l enterococcus faecalis e escherichia coli” nel 2 sempre negativo.. Ad oggi non so quanti antibiotici a base di moxifloxacina, levofloxacina e ciprofloxacina abbia preso , cortisone e antinfiammatori.. 3 settimane fa al PS mi diedero una cura di avalox400 aulin e cortisone ed ebbi in pochi giorni buoni miglioramenti “pensavo addirittura di esserne uscito, ma durante la notte mi girai su un fianco ed ebbi uno sfregamento al testicolo che mi fece ripartire piano piano il dolore. 2 medici mi consigliano di fare una orchidopessi perché secondo loro il fatto che abbia un solo testicolo mi potrebbe continuare a viziare lo stato infiammatorio dell epididimo, un altro mi ha proposto di fare una epididictomia, potrei avere un aiuto?
Prof. Carlo Rando
Andrologo, Urologo, Chirurgo generale
Milano
E' evidente che ciò che manca nella sua storia è la ricerca della causa del problema che presumibilmente risiede in una persistente e consistente congestione infiammatoria pelvico-prostatica che non necessariamente è sostenuta da batteri e che quindi è in fatto insensibile all'impiego di antibiotici. Ove non ci siano evidenti segnali di almeno subtorsione testicolare la orchidopessi è un intervento inutile e tale questione è facilmente verificabile cn una attenta ecografia doppler. La continua assunzione di antibiotici, con alta probabilità mai motivati (tenga presente che la spermiocoltura spesso si inquina e non è significativa) non ha fatto altro che alterare il microbiota prostatico e intestinale con effetti negativi sulla evoluzione del problema. Gli antinfiammatori generali e il cortisone, come verificato, possono dare sollievo, ma non risolvono nulla. Occorre che un buon andrologo prenda in mano la situazione e la rivaluti per verificare le ragioni genitali e generali così da poter attivare l'utile strategia terapeutica che non sia solo sintomatologica.

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