Per le con artrosi in soggetto giovanissimo, non propenso alla protesi, si può valutare di usare le

Per le con artrosi in soggetto giovanissimo, non propenso alla protesi, si può valutare di usare le staminali?

6 risposte


L' utilizzo delle cellule staminali è ancora argomento controverso ( in realtà mai quanto in questo periodo) . Purtroppo non sono come si è per un attimo pensato una panacea per tutti i mali ma devono essere usate nel giusto modo e con la giusta indicazione ... attualmente esse sono usate soprattutto per la gonartrosi e si è visto che, secondo alcuni studi, in artrosi con dolore cronico, agiscono sulla soglia del dolore diminuendo la sintomatologia. Non è dimostrato invece che stimolino la rigenerazione di una cartilagine ormai consumata .

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Il termine cellule staminali non è propriamente corretto, presumo si riferisca ai fattori di crescita piastrinici autologhi o PRP come sono chiamati con l'acronimo. Per questi sono d'accordo, seppure l'indicazione antecedente a questo tipo di terapia sia quella degli acidi ialuronici ad alta viscosità ( viscosupplementazione). Che potrebbero dare benefici per lungo termine per poi passare al PRP procrastinando l'intervento di PTA che resta la tappa finale anche in pz giovani.


In base, sia alle ultime produzioni in letteratura internazionale che alle opinioni di esperti emerse durante incontri congressuali nazionali ed internazionali, non è possibile attribuire efficacia certa al trattamento con PRP (cui credo si riferisca il paziente). Non esistono prove di efficacia superiore al ben noto acido ialuronico già di per se ancora oggi molto opinato in ambito scientifico. La terapia infiltrativa in senso lato può dare un beneficio temporaneo piu o meno duraturo in una potologia cartilaginea di leve entità. In una franca artrosi, il trattamento attualmente di riferimento, risolutivo, è demandato alla sostituzione protesica.


Per le staminali, si tolga il pensiero. Allo stato attuale non vi sono tecniche note di efficacia comprovata, ameno che non si vuo mettere nelle mani di qualche "Santone" da "Striscia la notizia". Posso dirle, però, che negli anni '80 erano praticate osteotomie dette di valgo-estensione secondo il prof. Bombelli, autore di una importante pubblicazione sulla biomeccanica dell'anca. Tale osteotomia era praticata soprattutto in soggetti ancora giovani per pensare ad una protesizzazione. Successivamente, il miglioramento tecnico delle artroprotesi ha un poco mandato nel dimenticatoio queste conoscenze. Ricordo che allora questa tecnica fu argomento della mia tesi di specializzazione, e la casistica controllata aveva avuto risultati positivi. Successivamente, essendomi interessato esclusivamente di patologie pediatriche, non ho più avuto riscontri.


Buongiorno, esistono molte alternative per l'artrosi nel giovane, la protesi è l'ultima opzione.


Si può provare con cellule staminali concentrate dal grasso

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