Mio figlio, 1 anno, da quando ha fatto la bronchiolite a 40 gg di vita ha sempre sofferto di broncos
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Mio figlio, 1 anno, da quando ha fatto la bronchiolite a 40 gg di vita ha sempre sofferto di broncospasmo a ogni raffreddore e si è sempre riempito di catarro. Il broncospasmo da settembre (ultimo episodio) non si è più presentato nonostante frequenti il nido ma ci siamo sempre sotto per l’otite catarrale con perforazione della membrana timpanica solo dell’orecchio sx. Da settembre siamo già a 5 episodi (me ne accorgo perché da un momento all’altro presenta otorrea). Curata sempre con una settimana di Augmentin e la cosa strana è che già dopo una settimana (ai controlli) la membrana appare integra. Il bimbo non ha mai presentato febbre o dolore e l’otorrea dura poche ore poi il materiale si secca. Sono stata ovviamente anche dall’otorino che ha sminuito il tutto e mi ha consigliato solo dei lavaggi (che fa praticamente da quando è nato). Preciso che faccio sempre i lavaggi nasali facendo attenzione a non direzionarli verso l’orecchio opposto (a volte alterno con rinowash). La pediatra ultimamente la sento un po’ sciettica e sta cominciando a dirmi che è in dubbio se dare o meno l’antibiotico. Io non so più che fare..
per il resto il bimbo è sempre molto attivo, mangia e gioca e (anche se sicuro per forza di cose un po’ lo sarà) sembra sentirci bene.. Che ne pensate?
per il resto il bimbo è sempre molto attivo, mangia e gioca e (anche se sicuro per forza di cose un po’ lo sarà) sembra sentirci bene.. Che ne pensate?
Visto gli episodi recidivanti va valutata la possibilità di un’eventuale sensibilità allergica. Se fosse così va curata la causa e non il sintomo
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Gent.ma, alla luce dei riferiti frequenti episodi di otorrea, il monitoraggio clinico è essenziale per capire meglio la situazione e individuare eventuali cause sottostanti.
Sarebbe opportuno eseguire:
- Visite periodiche per controllare lo stato dell'orecchio e valutare eventuali cambiamenti nei sintomi, ogni qual volta si presenta otorrea;
-Tenere un diario degli episodi di otorrea, annotando durata, frequenza e eventuali fattori scatenanti concomitanti (vedasi ad esempio rinite allergica o infezione delle alte vie aeree);
- Valutazione dell'orecchio esterno e medio con un otoscopio per osservare il timpano e il condotto uditivo.
Ripetendo una valutazione otorinolaringoiatrica, si potrebbe valutare l'esecuzione di un timpanogramma, al fine di valutare la corretta funzionalità della membrana timpanica, in considerazione dei ripetuti episodi di otorrea (e quindi perforazione timpanica obiettivata alla visita).
Nei casi di otorrea ricorrente, è importante considerare anche la (se pure remota) possibilità di un'alterata immunità: partendo da una storia clinica dettagliata (risposta ai trattamenti antibiotici, necessità di trattamento endovenosi), si potrebbero eseguire esami ematici di I livello quali la misurazione dei livelli di IgG, IgA, IgM e IgE o della funzionalità delle proteine del complemento, come C3 e C4, per escludere deficit di tale sistema.
Cordiali saluti
Sarebbe opportuno eseguire:
- Visite periodiche per controllare lo stato dell'orecchio e valutare eventuali cambiamenti nei sintomi, ogni qual volta si presenta otorrea;
-Tenere un diario degli episodi di otorrea, annotando durata, frequenza e eventuali fattori scatenanti concomitanti (vedasi ad esempio rinite allergica o infezione delle alte vie aeree);
- Valutazione dell'orecchio esterno e medio con un otoscopio per osservare il timpano e il condotto uditivo.
Ripetendo una valutazione otorinolaringoiatrica, si potrebbe valutare l'esecuzione di un timpanogramma, al fine di valutare la corretta funzionalità della membrana timpanica, in considerazione dei ripetuti episodi di otorrea (e quindi perforazione timpanica obiettivata alla visita).
Nei casi di otorrea ricorrente, è importante considerare anche la (se pure remota) possibilità di un'alterata immunità: partendo da una storia clinica dettagliata (risposta ai trattamenti antibiotici, necessità di trattamento endovenosi), si potrebbero eseguire esami ematici di I livello quali la misurazione dei livelli di IgG, IgA, IgM e IgE o della funzionalità delle proteine del complemento, come C3 e C4, per escludere deficit di tale sistema.
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