Mi scuso ho 46 anni e la lunghezza in erezione è 11.5 cm e la larghezza è di 16 cm in palestra mi se

Mi scuso ho 46 anni e la lunghezza in erezione è 11.5 cm e la larghezza è di 16 cm in palestra mi sento in imbarazzo perché floscio è 4-5 cm pure se essendo più largo degli altri

5 risposte


Caro utente, quello dello spogliatoio è un problema comuni a molti uomini. Quello della dimensione del pene, in molti casi, è un disagio relativo alla situazione di rilassatezza più che di erezione. Alcuni uomini mostrano un maggiore aumento di lunghezza in erezione, mentre altri hanno un aumento di lunghezza minore e, quindi, sembrano avere una dimensione più abbondante a riposo. Studi a riguardo hanno mostrato come tendenzialmente, a parità di lunghezza media, chi mostra un pene più corto a riposo ha una percentuale di allungamento maggiore. Se, però, la questione delle dimensione, le crea disagio invasivo allora può valutare la possibilità di rivolgersi ad uno psicologo o sessuologo per affrontare la sua situazione. Un caro saluto

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Buongiorno. Le dimensioni che riporta sono sostanzialmente poco dissimili dalla media nazionale, dunque per quanto riguarda gli aspetti puramente statistici della vicenda mi sento di rassicurarla sulla normalità della situazione. Tuttavia comprendo come il confronto possa causare disagio e non è una situazione rara quella che riporta, ovvero il confronto in spogliatoio con gli altri: potrebbe essere utile, se lo ritenesse necessario, chiedere consulto ad uno psicologo per avere un confronto approfondito sui pensieri e le emozioni negative che la prendono, per trovarne l’origine e cercare di rielaborarle sotto una luce più vantaggiosa, così da trovare sollievo.
Se decidesse di iniziare questo genere di percorso, mi rendo disponibile anche online.
Cordialmente,
dott. Alfonso Panella.


Gentile utente, La percezione del proprio corpo, in particolare nelle situazioni di confronto sociale come può accadere in palestra, può essere fonte di imbarazzo o disagio, ma è importante fare alcune considerazioni per mettere questi sentimenti nella giusta prospettiva. Anzitutto, la misura del pene, sia in stato di flaccidità che in erezione, varia moltissimo da persona a persona ed è influenzata da diversi fattori, come la temperatura ambientale, lo stato di rilassamento muscolare e persino l’emotività. Le dimensioni che riporta rientrano ampiamente nella normale variabilità anatomica e non hanno alcuna correlazione con il valore personale o con la qualità della vita sessuale. Il disagio che descrive potrebbe essere più legato alla percezione che ha di sé stesso in confronto agli altri piuttosto che a un reale problema. In questi casi, può essere utile lavorare sull’accettazione del proprio corpo e sul rafforzamento della fiducia in sé stessi. Un percorso con uno psicologo o sessuologo potrebbe offrirle strumenti efficaci per gestire queste sensazioni, aiutandola a vivere con maggiore serenità situazioni che al momento le creano disagio. Le ricordo che ciò che davvero conta, nella vita intima e relazionale, non è tanto un dato anatomico, ma piuttosto la qualità della comunicazione, dell’intesa e dell’affetto che si è in grado di costruire con il partner. Resto a sua disposizione per ulteriori approfondimenti o per un confronto più specifico. Cordiali saluti Dottor Mauro Vargiu


Ciao, la media statistica è di 13 cm e quindi un pene di 11 è molto comune a livello statistico, più di uno di 15. Il piacere non è determinato dalla lunghezza di un pene e questo lo dice la scienza. La sensazione di cui parli è un po' la sindrome di spogliatoio in cui si applica un confronto con gli altri. Ma non tutti sono uguali, alcuni peni sono shower (cioè in erezione crescono poco e si mostrano già per quello che sono in lunghezza) e altri sono grower (ovvero crescono di più cm nel momento dell'erezione).


Buongiorno. Comprendo il disagio che prova, ma mi colpisce un aspetto: il problema sembra non essere tanto la misura del pene, quanto ciò che accade quando si confronta con gli altri. Le dimensioni che riferisce in erezione non fanno pensare a una condizione patologica. Il pene flaccido, invece, può variare molto in base a temperatura, attività fisica, ansia e caratteristiche individuali, per cui confrontarlo con quello degli altri negli spogliatoi è poco significativo. Quello che spesso mantiene la sofferenza è il controllo continuo: osservare il proprio pene, confrontarlo con quello degli altri, cercare conferme o smentite. Più lo si fa, più aumenta la sensazione di essere "diversi", anche quando i dati oggettivi non lo confermano. La domanda che le farei è questa: il suo disagio nasce davvero dalle dimensioni o dal significato che attribuisce a quelle dimensioni? Perché sono due cose molto diverse. Se sente che questa preoccupazione condiziona la sua vita, una valutazione andrologica può darle un riferimento oggettivo. Da quel momento, però, sarà importante affidarsi a quel dato e non continuare a misurarsi o confrontarsi, perché è proprio quel meccanismo che rischia di mantenere viva la vergogna più delle dimensioni stesse.

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