MALATTIA DI LA PEYRONIE Buonasera dottore ho 24 anni e da 1 anno ho la malattia di la peyronie. Ho

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MALATTIA DI LA PEYRONIE
Buonasera dottore ho 24 anni e da 1 anno ho la malattia di la peyronie. Ho un placca in sede dorsale , una a livello ventrale vicino il frenulo corpo cavernoso di destra, una linea longitudinale che si estende da sotto al glande alla base del pene ,nella parte del corpo cavernoso di sinistra a livello dorso-laterale, e una placchetta alla base del pene quasi impercettibile ma si sente sempre nella zona sinistra del corpo cavernoso. Non sono state diagnosticate da un eco dinamico per mia scelta per non far peggiorare la situazione tramite l'ago, in quanto sento il tessuto del pene grumoso ed infiammato oltre ad avere le placche. Un urologo mi disse che si può fare l'eco dinamico tramite la crema vitaros ma sono scettico, tutti la fanno con l'iniezione. Le placche si sentono al tatto e tramite un eco normale qualcosa si è evidenziata. Ho perso circa 1,5 /2. La malattia è di origine traumatica , piegamento del pene in erezione negli slip( mi sono fatto parecchio male) poichè avendo io un incurvamento congenito ventrale , l'erezione è dolorosa avendo gli slip,senza no, pertanto avendolo messo di fretta negli slip è successo il danno. ASSUMO VITAMINA E E PROPOLBERRY( propoli 750 mg e mirtillo 160 mg) 1 AL GIORNO, a volte anche bromelina. Diciamo che la situazione sta peggiorando anche se verso novembre nonostante le placche andava bene la situazione, ora un po meno, sento l 'erezione meno forte e soprattutto in passato per lo piu ad oggi meno, verso circa 8 mesi dalla malattia, durante il picco dell''erezione sentivo lo scorrere del sangue all'interno in corrispondenza della placca dorsale che purtroppo è sotto la vena dorsale profonda(fuga venosa?) una sensazione strana, come se dovesse uscire qualcosa.L'erezione non diminuiva piu di tanto ma chiaramente era meno rispetto a prima che avessi la malattia. Volevo chiederle sull'efficacia del PRP e le ONDE D'URTO per la malattia , sul rigenerare i tessuti con questa metodica ed agire sul dolore che io ho a riposo (infiammazione fastidiosa) e non in erezione. Volevo fare il PRP anche per recuperare quel cm perso e far diminuire quasi del tutto le placche . Per le infiltrazioni di verapimil e pentossifillina ci sono pareri contrastanti.. alcuni si vedono peggiorati, altri migliorati, alcuni medici le fanno intra placca altri periplacca. Tra l'altro la mia placca dorsale è proprio sotto la vena dorsale profonda... non saprei come potrebbero trattarla con l'infiltrazione essendo sotto la vena. Passo il diclofenac 4 perc ma fa quasi nulla, a volte anche una crema all acido ialuronico... ho preso moment per l'infiammazione ma nulla,. ora sono passato a quello da 600 mg.. ma non è che fa granchè proprio per questo volevo provare onde d urto per il dolore. In sintesi ad oggi per un ragazzo molto giovane che ha diverse placche non molto grandi perchè al tatto si sentono e con l'ecografia basale si aveva difficoltà a percepirle ma che sta notando problemi di erezioni che prima erano molto piu forti, erezioni mattutine scomparse, ma ha dolore sotto forma di infiammazione ogni giorno in sede della placca ventrale ,che cura si potrebbe fare? Le infiltrazioni possono far peggiorare? Soprattutto avendo un tessuto del pene già traumatizzato e sentendolo grumoso. Il PRP funziona? Anche se so che ci sono dei costi esorbitanti.. Le onde d'urto sono utili per dolore e rigenerazione sia dei tessuti e sia per ripristinare l'erezione? ed infine quel 1/2 cm perso si potrà recuperare? Una cosa molto importante per quanto riguarda la morfologia ,io avendo un incurvamento ventrale congenito non ha subito piu di tanto variazioni vedo solo diminuzione di lunghezza appunto quel 1.5 /2 cm e anche in grossezza devo dire , io partivo con un ottimo spessore ed una buona lunghezza circa 18. Devo dire che io ho la malattia da piu di un anno ed ha avuto un decorso lentissimo per mia fortuna ma senza una cura vera e propria soltanto integratori chiaramente è andata tutto a peggiorare, avevo provato il trental ( sotto consiglio di un urologo) per via orale ma mi sono sentito malissimo senzazione di stanchezza e confusione. Per quanto riguarda la malattia i primi mesi è come se non avessi avuto nulla, all'inzio per mesi la placca dorsale aveva una consistenza molto soffice successivamente è diventata un nodulo un po piu duro mentre dopo mesi è spuntata come dissi all'inizio ma sempre derivante dal trauma la linea longitudinale, ho letto che esiste anche la malattia di mondor e quindi potrebbe essere una vena trombizzata perchè in erezione pulsa.. non saprei ,ma potrebbe essere un esito cicatrizziale del trauma , ed infine si è ispessita la placca a livello ventrale che ha una forma di u sottile (prima non si sentiva piu di tanto) che porta un infiammazione pazzesca, io mi lamento anche che dopo aver fatto una visita dove vi era piu di un dottore che mi ha visitato palpando la zona facendomi male ( perchè appunto io sono infiammato ) e facendo l'ecografia che sentivo una forte infiammazione , che le placche si siano infiammate di piu e quindi sono peggiorato, addirittura l'ultima placca alla base del pene che è quasi impercettibile prima non c'era ,dopo 1 mese dalla visita è spuntata. Prima non avevo l'infiammazione a livello ventrale ad esempio , ora da 4 mesi si. In ogni caso se può rispondermi quale cura potrebbe essere efficace in linea di massima e soprattutto che non va a danneggiare ancora di piu. Mi scuso per il messaggio molto esteso ma ho messo piu particolari possibili, ovviamente non viene sostituita da una visita il consiglio, ma mi creda io non so nemmeno dove andare. Sono siciliano cercherei qualche centro di riferimento anche fuori o se c'è qui . Grazie in anticipo
Prof. Carlo Rando
Andrologo, Chirurgo generale, Urologo
Milano
Dalla sua storia non emergono dati inequivocabili per una M. di Peyronie che nessuno ha in fatto diagnosticato per carenza di valutazioni (il più delle volte lei afferma di sentire delle placche di cui una potrebbe essere reale, difficile che lo sia la linea dal glande alla base del pene) e dove quelle eseguite non le hanno evidenziate. Ha pasticciato e pasticcia molto con le terapie, soprattutto per convinzioni sue e non basate su dati significativi: vero è che non esiste una terapia standard per la M. di Peyronie, ma questo non consente di navigare tra un tentativo ed un altro... occorre sempre una adeguata valutazione locale, la valutazioni delle possibili ragioni di costituzione ed evoluzione anche generali... poi uno schema di terapia che sconta l'esperienza di ogni andrologo. Non insegua ipotesi quantomeno discutibili (PRP e onde d'urto) che rischiano di produrre danni e di produrre pochi risultati. Meglio che si affidi ad un buon andrologo esperto del problema che svolga le dovute valutazioni e poi decida il percorso terapeutico, correggendo anche il suo ormai ben chiaro forte stato di stress.

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