Ho partorito di recente e sono stata sottoposta a un trattamento traumatizzante da parte del persona
Ho partorito di recente e sono stata sottoposta a un trattamento traumatizzante da parte del personale ospedaliero che mi ha portata a un cesareo che avrei voluto evitare. Ho vissuto una gravidanza nella norma, in condizioni di salute ottimali e quindi desideravo un parto (il primo per me) naturale. Alla 39esima settimana però, per la prima volta, sono cominciati gli allarmismi su una presunta macrosomia (ipotesi 4 kg). Nonostante io non avessi il diabete gestazionale e fossi una donna con un bacino largo, hanno fatto enormi pressioni affinché mi sottoponessi a induzione immediata, con un corpo non dava alcun segnale (cervice sigillata a detta loro). Sono stata costretta a induzione con minacce di pericoli, un'esperienza dolorosa e fallimentare. Risultato? Cesareo per meno di 3.600 kg, sofferenza fisica e psicologica. Mi domando se abbiano agito correttamente. Sento di aver subito un intervento invasivo non necessario e sono molto turbata dall'esperienza.
1 risposta
Gentile Signora, mi dispiace molto per l’esperienza che ha vissuto. È comprensibile sentirsi turbata quando il parto non segue il percorso desiderato o quando le decisioni non vengono percepite come pienamente condivise. Dal punto di vista clinico, la sospetta macrosomia fetale a termine può portare a proporre un’induzione, poiché è associata a un aumento del rischio di complicanze durante il parto (come difficoltà di progressione o distocia di spalla). Se la cervice non è favorevole, l’induzione può risultare lunga o non efficace e rendere necessario il taglio cesareo: si tratta di un’evoluzione possibile nella gestione ostetrica, anche se non desiderata. Un aspetto positivo è che l’avvio del travaglio, anche se concluso con cesareo, favorisce l’adattamento respiratorio e fisiologico del neonato alla vita extrauterina. Se sente che le scelte non sono state sufficientemente spiegate o condivise, può essere utile richiedere un colloquio con la struttura o confrontarsi con un ginecologo/ostetrica per ripercorrere quanto accaduto. Questo spesso aiuta a elaborare l’esperienza e a ritrovare serenità, anche in vista di eventuali gravidanze future. Il suo vissuto merita ascolto e attenzione: il benessere emotivo nel post-parto è importante quanto quello fisico. Un cordiale saluto.
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