Ho iniziato a prendere psicofarmaci quando avevo 16 anni; adesso ne ho 52. A causa di un grave probl
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risposte
Ho iniziato a prendere psicofarmaci quando avevo 16 anni; adesso ne ho 52. A causa di un grave problema in famiglia la mia ansia è aumentata a dismisura. Sono seguita da uno psichiatra e anche da qualche mese da una psicologa. Ma la mia ansia è al momento molto alta, EN, Tavor adesso sono passata al Pasaden ma non sto avendo alcun risultato; so benissimo che non esiste la pillola magica ma al momento la mia ansia è molto disabilitante: sensazione di un peso al cuore, respiro affannoso e mani gelide questi i sintomi. Che ne pensate? Spero possiate darmi qualche consiglio.
Grazie
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Trattare l'ansia con benzodiazepinici è utile solo in brevi periodi, poi insorge tolleranza al farmaco in atto, e anche crociata ad altri della stessa categoria. Per questo è necessaria la prescrizione di farmaci ad azione più prolungata, e forse il cambiamento del curante.
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Immagino che lei soffra di ansia generalizzata. Ha descritto la sua storia in sintesi e le terapia farmacologiche che assume o che ha assunto. Ma non dice se i farmaci elencati siano stati gli unici. Generalmente un problema come il suo si affronta con altri farmaci, gli inibitori della ricaptazione della serotonina (SSRI), riservando l'uso delle benzodiazepine (classe a cui appartengono i farmaci che lei ha elencato) a periodi brevi e di riacutizzazione. Ovviamente le terapia vanno sempre personalizzate, e magari il suo psichiatra può avere avuto importanti motivi per adottare una diversa strategia, sempre che non abbia mai usato altri farmaci, come la sua comunicazione lascia intendere. Saluti
La tua situazione riflette quanto l'ansia possa diventare invalidante quando si sovrappone a stress familiari importanti, soprattutto dopo decenni di gestione farmacologica. I sintomi che descrivi - il peso al cuore, il respiro affannoso e le mani fredde - sono manifestazioni tipiche di un'attivazione ansiosa intensa che coinvolge il sistema nervoso autonomo.
Il passaggio da benzodiazepine come Tavor al Pasaden (etizolam) può richiedere tempo per stabilizzarsi, ma comprendo che in questa fase acuta l'assenza di sollievo sia molto frustrante. Dopo così tanti anni di terapia farmacologica, è possibile che il tuo sistema nervoso risponda in modo diverso ai farmaci, o che l'intensità dello stress attuale richieda un approccio più articolato.
Parlane con il tuo psichiatra per valutare se sia necessario un aggiustamento: potrebbe considerare l'aggiunta temporanea di un supporto farmacologico complementare o una rivalutazione della dose. A volte nelle fasi acute può essere utile un antipsicotico a basse dosi come complemento, oppure riconsiderare farmaci che hai usato in passato con beneficio.
Il fatto che tu sia seguita anche psicologicamente è molto importante. Il lavoro psicoterapeutico può aiutarti a sviluppare strategie per gestire l'attivazione ansiosa quando si presenta, e soprattutto ad affrontare il problema familiare che ha scatenato questo peggioramento. L'ansia non è solo una questione biochimica ma anche il modo in cui il nostro corpo risponde a situazioni percepite come minacciose o irrisolvibili.
Nel frattempo, alcune strategie possono darti un sollievo parziale: la respirazione diaframmatica lenta (inspira contando fino a 4, trattieni brevemente, espira contando fino a 6) può aiutare a modulare la risposta del sistema nervoso; applicare freddo sul viso o immergere le mani in acqua fredda può attivare il riflesso di immersione che rallenta il battito cardiaco. Ma queste sono solo misure di supporto.
Non sottovalutare anche la dimensione spirituale in questo momento di prova. Nelle situazioni familiari difficili, dove spesso ci sentiamo impotenti, portare il peso nella preghiera e affidarci può alleggerire quel senso di oppressione che descrivi. Come ci ricorda Filippesi 4:6-7, "Non angustiatevi di nulla, ma in ogni cosa fate conoscere le vostre richieste a Dio in preghiere e suppliche, accompagnate da ringraziamenti. E la pace di Dio, che supera ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e i vostri pensieri in Cristo Gesù."
Contatta il tuo psichiatra per una rivalutazione urgente della terapia. Questa fase può essere superata con gli aggiustamenti giusti.
Il passaggio da benzodiazepine come Tavor al Pasaden (etizolam) può richiedere tempo per stabilizzarsi, ma comprendo che in questa fase acuta l'assenza di sollievo sia molto frustrante. Dopo così tanti anni di terapia farmacologica, è possibile che il tuo sistema nervoso risponda in modo diverso ai farmaci, o che l'intensità dello stress attuale richieda un approccio più articolato.
Parlane con il tuo psichiatra per valutare se sia necessario un aggiustamento: potrebbe considerare l'aggiunta temporanea di un supporto farmacologico complementare o una rivalutazione della dose. A volte nelle fasi acute può essere utile un antipsicotico a basse dosi come complemento, oppure riconsiderare farmaci che hai usato in passato con beneficio.
Il fatto che tu sia seguita anche psicologicamente è molto importante. Il lavoro psicoterapeutico può aiutarti a sviluppare strategie per gestire l'attivazione ansiosa quando si presenta, e soprattutto ad affrontare il problema familiare che ha scatenato questo peggioramento. L'ansia non è solo una questione biochimica ma anche il modo in cui il nostro corpo risponde a situazioni percepite come minacciose o irrisolvibili.
Nel frattempo, alcune strategie possono darti un sollievo parziale: la respirazione diaframmatica lenta (inspira contando fino a 4, trattieni brevemente, espira contando fino a 6) può aiutare a modulare la risposta del sistema nervoso; applicare freddo sul viso o immergere le mani in acqua fredda può attivare il riflesso di immersione che rallenta il battito cardiaco. Ma queste sono solo misure di supporto.
Non sottovalutare anche la dimensione spirituale in questo momento di prova. Nelle situazioni familiari difficili, dove spesso ci sentiamo impotenti, portare il peso nella preghiera e affidarci può alleggerire quel senso di oppressione che descrivi. Come ci ricorda Filippesi 4:6-7, "Non angustiatevi di nulla, ma in ogni cosa fate conoscere le vostre richieste a Dio in preghiere e suppliche, accompagnate da ringraziamenti. E la pace di Dio, che supera ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e i vostri pensieri in Cristo Gesù."
Contatta il tuo psichiatra per una rivalutazione urgente della terapia. Questa fase può essere superata con gli aggiustamenti giusti.
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