Ho importanti sintomi dolorosi e autonomici al volto da tempo. È probabile sviluppare una sindome d
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Ho importanti sintomi dolorosi e autonomici al volto da tempo.
È probabile sviluppare una sindome di Charlin o Sluder a 3 mesi di distanza da un intervento di blefaroplastica + lipofilling (nel 2016)?
È un caso se nella sede del dolore (canto interno) la cute si solleva e abbassa respirando: un po’ come avere una terza narice…?
È probabile sviluppare una sindome di Charlin o Sluder a 3 mesi di distanza da un intervento di blefaroplastica + lipofilling (nel 2016)?
È un caso se nella sede del dolore (canto interno) la cute si solleva e abbassa respirando: un po’ come avere una terza narice…?
Buongiorno, comprendo la sua preoccupazione, e i sintomi che descrive meritano sicuramente attenzione. La sindrome di Charlin e la sindrome di Sluder sono condizioni piuttosto rare, che coinvolgono rispettivamente il nervo nasociliare e il ganglio sfenopalatino, e possono provocare dolore facciale e sintomi autonomici come quelli da lei riferiti. Tuttavia, è insolito che queste sindromi si manifestino a distanza di diversi mesi (o anni, nel suo caso) da un intervento chirurgico come la blefaroplastica e il lipofilling.
Il trauma chirurgico potrebbe aver innescato una reazione nervosa o una sensibilizzazione locale, ma per determinare con precisione se vi sia un legame diretto tra l'intervento e i suoi sintomi, sarebbe opportuno un approfondimento clinico con un neurologo o un chirurgo maxillo-facciale specializzato nei disturbi cranio-facciali e del dolore.
Per quanto riguarda la sensazione che descrive di "sollevamento e abbassamento" della cute nella regione del canto interno durante la respirazione, è possibile che percepisca una maggiore mobilità dei tessuti molli o una lieve retrazione cutanea in quella zona. Questo potrebbe essere il risultato di modifiche strutturali post-chirurgiche, come il riassorbimento del grasso o cambiamenti tissutali legati al processo di guarigione. Tuttavia, non è necessariamente indicativo di un problema anatomico grave.
Le consiglio di sottoporsi a una valutazione approfondita per escludere altre condizioni neurologiche o infiammatorie. Un esame di imaging, come una risonanza magnetica o una TAC, potrebbe aiutare a chiarire la situazione e comprendere meglio se vi sia un’interazione tra le strutture anatomiche coinvolte. Inoltre, consultare uno specialista del dolore facciale potrebbe essere utile per identificare strategie terapeutiche volte ad alleviare i sintomi autonomici e dolorosi che sta sperimentando.
Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti e le suggerisco di non sottovalutare questi sintomi, cercando un'opinione specialistica per migliorare la sua qualità di vita.
Il trauma chirurgico potrebbe aver innescato una reazione nervosa o una sensibilizzazione locale, ma per determinare con precisione se vi sia un legame diretto tra l'intervento e i suoi sintomi, sarebbe opportuno un approfondimento clinico con un neurologo o un chirurgo maxillo-facciale specializzato nei disturbi cranio-facciali e del dolore.
Per quanto riguarda la sensazione che descrive di "sollevamento e abbassamento" della cute nella regione del canto interno durante la respirazione, è possibile che percepisca una maggiore mobilità dei tessuti molli o una lieve retrazione cutanea in quella zona. Questo potrebbe essere il risultato di modifiche strutturali post-chirurgiche, come il riassorbimento del grasso o cambiamenti tissutali legati al processo di guarigione. Tuttavia, non è necessariamente indicativo di un problema anatomico grave.
Le consiglio di sottoporsi a una valutazione approfondita per escludere altre condizioni neurologiche o infiammatorie. Un esame di imaging, come una risonanza magnetica o una TAC, potrebbe aiutare a chiarire la situazione e comprendere meglio se vi sia un’interazione tra le strutture anatomiche coinvolte. Inoltre, consultare uno specialista del dolore facciale potrebbe essere utile per identificare strategie terapeutiche volte ad alleviare i sintomi autonomici e dolorosi che sta sperimentando.
Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti e le suggerisco di non sottovalutare questi sintomi, cercando un'opinione specialistica per migliorare la sua qualità di vita.
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Gentile paziente, i sintomi descritti sono davvero poco probabili in esiti di intervento da lei eseguito, tuttavia vista specificità della cosa è indispensabile una visita di persona per capire quali approfondimenti diagnostici prescrivere.
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